La vita come in villeggiatura

Fonte: Vedomosti , 29/08/2016, articolo di Pavel Aptekar’, Andrej Sinitsyn, traduzione di Chiara Pavan

Il settore del turismo russo si scontra ancora una volta con le modifiche dei regolamenti. Il governo ha riattivato i voli charter verso la Turchia, mentre durante la seduta del Consiglio di Stato sulla tendenza crescente di investimenti nelle località turistiche è stata approvata l’introduzione di una tassa di soggiorno per i vacanzieri. Queste magnifiche decisioni vanno però in contraddizione con tutte le altre magnifiche decisioni attuate precedentemente per favorire il turismo interno.

Nella seduta del Consiglio di venerdì si è riscontrato che nei villaggi vacanze il 46% dei posti risulta vuoto. Il business, secondo i funzionari, mostra un debole interesse nel miglioramento delle infrastrutture. I membri del Consiglio hanno stabilito l’introduzione di una tassa di soggiorno (circa 50-100 rubli al giorno) che verrà in seguito perfezionata. In conclusione si è stabilito che questa potrà essere applicata, ma che comunque risulterà “impercettibile ai vacanzieri”.

Inoltre i governatori hanno richiesto un minimo di agevolazioni, finanziamenti dal budget federale, sussidi per i trasporti e così via. È evidente che sorgeranno dei problemi, dal momento che di soldi nel budget non ce ne sono e i finanziamenti per la crescita del turismo hanno subito pesanti tagli. Eppure sembra strano: lo stato infatti ha limitato dal punto di vista gestionale la possibilità di utilizzo da parte dei cittadini dei servizi legati al turismo esterno, facendo aumentare la domanda per le zone interne. Ma le regioni chiedono di introdurre la tassa di soggiorno (dopo la tassa ecologica e quella per il turismo), che farà aumentare i prezzi, ragion per cui anche le nuove decisioni amministrative risultano dalla loro parte.

Leggi anche
La Russia è 13sima tra i fanalini di coda

Nel 2015, secondo i dati del Rosstat (Servizio di statistica della Federazione Russa, n.d.t), il numero di viaggi interni al paese è salito a 50 milioni (contro i 29 milioni del 2013). Nel 2016, secondo il direttore esecutivo dell’Associazione russa dei tour operator, Maji Lomidze, il numero dei viaggiatori in estate è aumentato del 10% rispetto al 2015.

Il successo della sostituzione delle importazioni nel turismo è stato determinato da due fattori chiave. La diminuzione del reddito reale della popolazione (-9,7% nel 2015) coincideva con il calo del rublo. Il turismo esterno nel 2015 è diminuito rispetto al 2014 del 20% – 34,4 milioni di persone – e nell’estate del 2016 si è abbassato ancora del 25% rispetto a quello del 2015.

A livello politico, le misure che hanno motivato tale tendenza, ossia la sospensione di viaggi organizzati e voli charter verso Egitto e Turchia, hanno diminuito l’offerta di tour economici per l’estero. Una parte dei tour operator ha spostato la propria attenzione dal turismo esterno verso quello interno. Ma ora gli affari di quelli che avevano sperato di poter vendere un servizio sovietico secondo i prezzi mondiali sono in pericolo.

Domenica (28 agosto, n.d.t.) il governo ha ritirato il divieto per i voli charter verso la Turchia. La riconciliazione con la Turchia e il probabile calo dei prezzi dei tour del 20-30% con poca probabilità potranno influenzare l’esito di quest’anno, ma avranno un impatto significativo in futuro. Molti dei turisti che arrivano in Crimea o a Soci ora si lamentano per la scarsa qualità delle località di villeggiatura (per non parlare dell’alto tasso di inquinamento) e dei prezzi elevati delle infrastrutture.

Leggi anche
Il rublo debole ostacola la crescita dei salari e della produttività

Ciò vuol dire che i governatori hanno capito tutto perfettamente: un normale clima d’investimento e le condizioni stabili per la crescita del turismo ora come ora non possono verificarsi, è necessario chiedere al presidente ancora di più, è evidente, per poter fare la differenza.

 

Nata a Lecco, classe 1991. Laureata in Traduzione specialistica, traduco per il tedesco e il russo. I viaggi, il cinema e la cucina sono tra le mie più grandi passioni.

Chiara Pavan

Nata a Lecco, classe 1991. Laureata in Traduzione specialistica, traduco per il tedesco e il russo. I viaggi, il cinema e la cucina sono tra le mie più grandi passioni.