Un bicchiere d’acqua per Trump

Perché Trump è sembrato più debole della Clinton nel dibattito elettorale USA

Fonte Gazeta.ru 27/09/2016 Articolo di Andrej Vinokurov e Aleksandr Braterskij. Traduzione di Antonino Santoro

I sondaggi popolari hanno assegnato la vittoria del dibattito elettorale americano a Hillary Clinton candidata del partito democratico alla presidenza USA. La sua sicurezza e tranquillità sono apparse migliori rispetto alla rumorosa confidenza di Donald Trump candidato per i repubblicani. Questo tuttavia non garantisce alla Clinton una facile vittoria alle elezioni.

Nella notte del 27 settembre a New York è avvenuto il primo dibattito tra Clinton e Trump arrivati alla corsa finale per l’elezione americana. Secondo un sondaggio della CNN condotto dal canale televisivo  subito dopo il dibattito, il 62% degli spettatori ha riconosciuto la Clinton quale vincitrice. Trump ha impressionato solo il 27% degli intervistati.

Il dibattito tenutosi nell’edificio dell’università di Hofstra è durato 90 minuti ed è stato dedicato a questioni quali l’economia, la politica, la sicurezza e la politica estera. Durante il dibattito i candidati hanno polemizzato l’un con l’altro e hanno risposto alle domande del moderatore, il giornalista Lester Holt.

La Clinton era in buona forma e non ha mai toccato il bicchiere d’acqua. Allo stesso tempo Trump, che ha parlato di meno, ha bevuto acqua in diretta diverse volte. Si è perciò avuta l’impressione che la Clinton, più dell’avversario, non veda l’ora di combattere.

Tende e soldi

La prima domanda che è stata posta ai due candidati ha riguardato l’economia. In particolare, le tasse. Questo è l’argomento che più di tutti preoccupa gli americani. Trump ha dichiarato che ridurrà le tasse per le grandi imprese dal 35 al 15 % per fare in modo che esse producano negli USA.

“Questo sarà il più grande taglio di tasse dai tempi di Ronald Reagan” ha detto il repubblicano che ha sottolineato come le aziende fuggano dagli USA verso altri paesi a causa della “arrugginita cintura burocratica” che si è creata durante l’amministrazione di Barack Obama. La Clinton a sua volta ha puntato sugli investimenti per la classe media e sull’ottenimento di una “equa quota” da parte dei ricchi.

“Trump è stato molto fortunato. Ha iniziato il suo business con i 14 milioni di Dollari che ha preso in prestito dal padre e per questo lui crede davvero che più noi aiutiamo i ricchi, meglio sarà per tutti”, ha detto l’ex segretaria di stato USA sferrando il suo primo attacco. Il padre della Clinton è stato invece la personificazione delle piccole imprese: produceva tende.

Il candidato repubblicano ha risposto di aver ricevuto dei soldi dal padre solo una volta, nel 1975, e che la somma, a suo dire, era “non molto grande” se paragonata con l’attuale capitale della sua compagnia.

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Quasi subito Trump ha attaccato la Clinton commentando come nel corso dei 30 anni al potere (incluso il periodo della presidenza di suo marito Bill Clinton) l’ex segretaria di stato e senatrice abbia iniziato solo adesso a cercare dei modi per risolvere questioni spinose, in particolare il problema del lavoro.

Dopo una viscosa discussione sul lavoro, nella quale la Clinton è apparsa debole, la democratica alla fine ha deciso di affondare un secco attacco contro Trump. “Donald, io so che lei vive in una sua realtà, ma lei si sbaglia quando parla di fatti” ha detto la candidata democratica.

La Clinton ha continuamente scherzato con il pubblico di New York, dove vi erano non pochi suoi sostenitori, e ha attirato applausi con la battuta “Ho l’impressione che qui oggi mi accusano di tutti i peccati mortali”. A ciò Trump ha risposto in modo mordace “e perché no?”.

Entrambi hanno cercato di colpire i punti deboli dell’avversario. Trump ha parlato di una “maggiore, ma negativa esperienza” della Clinton la quale fa politica sin dai tempi del college.

La Clinton ha ricordato come Trump fino ad oggi non abbia presentato la sua dichiarazione dei redditi. Rivolgendosi al pubblico, la Clinton ha suggerito che il candidato repubblicano non lo abbia ancora fatto perché non sarebbe davvero ricco e generoso, come dice, ma perché semplicemente non paga le tasse.

Trump è stato seriamente toccato da queste parole. Egli ha promesso che pubblicherà la dichiarazione dei redditi ma solo dopo che la Clinton avrà pubblicato tutte le sue 33mila email “. La questione verte sullo scandalo che ha iniziato a svilupparsi intorno alla Clinton quest’anno. E’ stato scoperto che la democratica inviava email di lavoro, incluse alcune riservate, dalla casella postale personale la quale non è al sicuro da attacchi hacker. Trump ritiene che la casella postale della Clinton sia già stata violata dagli hacker. L’avversaria respinge queste affermazioni.

Putin e il cyberspazio

Nella seconda parte del dibattito, dedicato alla situazione nella sfera della sicurezza, Trump e la Clinton si sono dati battaglia riguardo i metodi della polizia nella lotta contro il crimine di strada. Adesso questo metodi sono caratterizzati dalla frase “Ferma e perquisisci”. E’ una tattica utilizzata spesso dalla polizia di New York negli anni ’80 quando i poliziotti avevano il potere di perquisire chiunque sembrasse sospetto. Successivamente un giudice aveva riconosciuto tale pratica come “incostituzionale”.

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Molti hanno ritenuto che tale pratica fosse diretta contro gli americani di colore dato che ad essere fermati erano proprio i neri e i latini. Come era prevedibile Trump si è dichiarato in difesa di tali metodi della polizia. La Clinton ha affermato che questo approccio non ha aiutato a diminuire il numero di crimini.

La Clinton ha dichiarato di considerare necessario il condurre una riforma del sistema delle forze dell’ordine e l’attuare delle leggi sulla limitazione della vendita delle armi. Trump qui si è limitato a considerazioni generali. In passato il repubblicano ha più volte cambiato posizione riguardo questa questione.

Il moderatore ha successivamente indirizzato il dibattito verso una delle questioni più sentite negli USA ovvero la cyber sicurezza. Hillary non si è fatta mancare nuovamente la soddisfazione di accusare la Russia e Vladimir Putin in persona dell’attacco hacker che ha colpito i server dei democratici. Secondo la Clinton il leader russo sta giocando un “un gioco lungo e aspro” e Trump è ben felice di aiutarlo.

Il repubblicano a sua volta ha replicato che l’attacco hacker verso i database del partito democratico non può essere indiscriminatamente legato alla Russia: non è possibile dimostrarlo. Dietro queste azioni potrebbe esserci anche la Cina e in assoluto qualunque persona dietro ad un computer, ha aggiunto.

A trovare l’approvazione del pubblico sono state anche le dichiarazioni di Trump sulla NATO. Secondo il repubblicano i paesi europei membri dell’alleanza devono pagare di più per la propria sicurezza e sostenere in modo più attivo le iniziative americane nel Medio Oriente. “Loro non ci pagano nulla per l’ottimo servizio che gli offriamo ha detto Trump – E in questo modo per mantenere tali obbiettivi gli USA perdono tantissimi soldi”.

La Clinton si è schierata a favore dell’alleanza ricordando come la NATO abbia applicato l’articolo 5 sulla difesa collettiva dopo gli attacchi terroristici a New York dell’11 settembre 2001 appoggiando le operazioni USA in Afganistan.

Nelle sabbie di Obama

Mentre i candidati litigavano sulle questioni di sicurezza, Trump ha attaccato nuovamente la Clinton: quando lei era segretaria di stato nell’amministrazione Obama la politica USA nel Medio Oriente “ha creato un vuoto” e ha contribuito alla nascita dei movimenti radicali islamici. Trump non ha avuto dubbi sul fatto di essere capace di risolvere il problema dei terroristi dello “Stato Islamico” (illegale nella Federazione Russa), qualora vincesse le elezioni.

Il repubblicano ha dichiarato che l’accordo nucleare tra Washington e Teheran ha solamente reso ancora più forte la Repubblica Islamica. Riguardo all’Iraq, Trump ha espresso opinioni contrastanti: all’inizio che non bisognava invadere, poi che non bisognava ritirarsi. In ogni caso egli si è detto convinto che il responsabile del caos che vive in tale paese è l’amministrazione Obama.

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Tuttavia anche lo stesso Trump è caduto sull’Iraq. Il conduttore del dibattito, Lester Holt ha ricordato che nel 2002 Trump si era pronunciato a favore del ritorno degli USA nel territorio iracheno mentre adesso adesso afferma che la sua posizione di allora era un “grosso sbaglio”. Il candidato repubblicano ha iniziato a tergiversare sul chi e a quali condizioni avesse concesso tale intervista. Alla fine Trump ha semplicemente negato i fatti presentati da Holt e ha affermato di essere sempre stato contrario alla guerra in Iraq.

La Clinton ha sferrato un altro attacco ricordando che l’accordo tra il governo iracheno è stato firmato non da Obama ma dal presidente repubblicano George Bush Jr che è stato anche quello a portare i soldati americani nel paese.

Il moderatore del dibattito ha anche ricordato come anche la Clinton abbia appoggiato l’operazione in Iraq quando era senatrice. In tal modo, ha affermato Holt, la posizione di Trump poco di discosta da quella del suo avversario.

“Io ho un raziocinio semplicemente migliore del suo. Su questo non ci piove – ha risposto Trump nel suo tipico modo di fare tagliente. – Oltre a questo, lei non ha alcuna resistenza”. Secondo le parole del repubblicano, la Clinton, a differenza sua, non sa come vincere. “Va bene” ha risposto con un sorriso la Clinton. Tale reazione ha provocato sorrisa e risate nel pubblico.

La carta femminile

In generale il candidato repubblicano si è anche ben controllato e trattenuto dall’esprimere alcune sue tipiche frasi e dichiarazioni ambigue. Molto probabilmente Trump sta risparmiando le energie per i prossimi dibattiti che si dovrebbero tenere all’inizio di ottobre.

Alla Clinton sono bastate un paio di sprezzanti frasi utilizzate da Trump nei suoi confronti. Il repubblicano aveva dichiarato come la Clinton non abbia “resistenza”. “Quando Trump visiterà 112 paesi, condurrà negoziazioni su cessate il fuoco, sulla liberazione di dissidenti o passerà 11 ore parlando davanti al comitato del congresso, allora lui potrà venire a parlare di resistenza” – ha replicato l’ex segretario USA.

“Vedete, Trump ha provato a spostare il tema dal mio aspetto alla mia resistenza. Ma vi ricordate che lui è l’uomo che ha chiamato le donne maiali, sciatte, cagne. Questo è l’uomo che ha dichiarato come la gravidanza sia un problema per il datore di lavoro” – ha detto la Clinton giocandosi questa carta.

A Trump non è rimasto che ripetere rumorosamente al microfono: “Io non ho mai detto questo”. Alla fine il repubblicano ha iniziato a lamentarsi del fatto che la Clinton spenda moltissimi soldi per la negativa pubblicità nei suoi confronti.

Secondo l’illustre professore dell’Università statale dell’Ohio, il politologo Paul Beck, l’errore di Trump è stato quello di interrompere troppo spesso il suo avversario e di concedersi commenti di parte. Questo significa di non essersela cavata bene e di non essersi saputo trattenere.

“Mi sembra che Trump abbia iniziato a perdere la concentrazione e l’energia verso la fine del dibattito anche se all’inizio andava forte” – ha dichiarato a Gazeta.Ru l’esperto. Secondo Beck il dibattito non influenzerà i sostenitori dei candidati. Ognuno ha visto quello che gli serviva. Lo show potrebbe influenzare gli indecisi. Gli americani indecisi sono, secondo l’esperto, il 10-15%.

Il direttore dell’Istituto di valutazione strategica Sergej Oznobishev, a sua volta, ha detto a Gazeta.Ru che nonostante i dibattiti abbiano una influenza sulla campagna, essi “non sono in grado di cancellare i suoi risultati provvisori”. Secondo le sue parole, i dibattiti innanzitutto dimostrano un equilibrio nella corsa elettorale e permettono di farsi un’idea della forma in cui si trovano i candidati attualmente.

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa.
antosha87sr@gmail.com

Antonino Santoro

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa. antosha87sr@gmail.com