Il professor MacFadyen: “La Russia è un potente brand con connotazioni sessuali”

Fonte: Novaja Gazeta 26/10/2016

Il collezionista e produttore americano parla di rock, internet russo e della guerra fredda

Americano, slavista presso l’università di Los Angeles UCLA conosce meglio di chiunque altro la nostra musica. In ufficio David MacFadyen ha un enorme server, simile ad un frigorifero, che contiene più di 2 milioni di brani. Si tratta di registrazioni moderne. Il portale di David “Far from Moscow” è praticamente l’unico in cui viene aggregata musica indipendente proveniente da tutto il paese. Si trovano inoltre pezzi provenienti da Ucraina, Bielorussia e Paesi Baltici. Con l’anno nuovo ha in programma di aprire un servizio online che promuoverà i nostri musicisti in Occidente.

– Le vengono inviate migliaia di registrazioni. Riesce ad identificare le tendenze degli ultimi due o tre anni? Com’è la musica russa moderna?

– La tendenza generale è l’apolitica, l’assenza quasi totale di canzoni di protesta. A differenza, ad esempio, della Bielorussia dove sono presenti molte band di protesta. Per i musicisti russi oggi l’amore, i sogni, i ricordi sono più importanti degli eventi politici.

Gli artisti hanno iniziato a cantare di meno in inglese e più in russo. E questo è un bene. In primo luogo perché molti russi cantano in un inglese non del tutto chiaro. In secondo luogo cantare in inglese oggi da sempre meno occasioni: nel mercato della musica occidentale tutti sono desiderosi di sfondare ed anche le principali emittenti radiofoniche e televisive non sono nelle migliori condizioni dato che il pubblico si sta allontanando da loro. Credo che non ci saranno più stelle di fama mondiale come Madonna o Michael Jackson. Non sono nemmeno sicuro che ce ne saranno di nazionali. Sta arrivando il momento delle scene locali e della musica di nicchia. Le persone aprono Yandex o Spotify e creano la propria playlist in base ai propri gusti personali e non a linee guida generali. Questo decentramento è uno dei fenomeni principali in questo momento a livello mondiale. Lo si può facilmente imputare ai progressi della tecnologia. Prima dei lettori cd tutta la famiglia doveva sedersi in una stanza e ascoltare la stessa cosa dalla stessa fonte. È una cosa incredibile: per mezzo secolo la musica ha unito le persone mentre ora le divide. Mettendo le cuffie sulle orecchie ci si separa dagli altri, anche fisicamente. Le cuffie a volte vengono messe in modo da non sentire più nessuno e la musica diventa uno strumento di isolamento.

– Cinque anni fa le nostre stelle litigavano a causa della politica. Dopo gli eventi in Crimea e Ucraina la spaccatura si è allargata. Alcune sostengono l’opposizione mentre altre sono filogovernative. È una specificità russa o sono cose che accadono nel mondo? È possibile che Tom Waits litighi con Mick Jagger per le elezioni presidenziali?

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– Dipende dal genere. Il genere più conservatore è il country che non è cambiato in nulla per decenni. Il tipico ascoltatore di musica country è un probabile sostenitore di Trump. Se una stella del country dicesse: “Sono un uomo di vedute liberali e sostengo Clinton” o peggio “Sono gay” sarebbe uno scandalo. Ecco che il nostro mondo musicale è diviso in due parti opposte, non meno delle vostre. È una frattura determinata geograficamente. In Texas e nel Midwest i gusti sono più conservatori. A San Francisco e New York, nei grandi porti internazionali, le persone sono costantemente di fronte a volti e suoni di persone diverse da loro. Il paesaggio culturale è molto colorato, la moda e gli stili cambiano rapidamente ed in pochi ascoltano il country. Anche in Russia le idee liberali sono maggiormente diffuse nelle aree metropolitane.

– È generalmente accettato l’assunto che la Russia abbia un proprio cammino, anche nella musica. La nostra scena musicale è davvero così diversa da quella occidentale o anche noi ci stiamo avvicinando al mainstream?

– Differisce in particolar modo nella musica pop, che viene proposta in tv. In poche parole fa schifo, è un tentativo di mantenere in vita qualcosa che è da tempo morto. Vediamo da decenni le stesse facce, gli stessi grandi successi post-sovietici. La cultura popolare è in generale conservatrice, ma nel vostro caso lo è in particolar modo.

Mentre la musica alla moda è abbastanza in linea. I vostri gruppi ull’ultima moda Tesla Boy e Pompeya hanno un buon successo in Occidente, sebbene in piccoli club. I Motorama da Rostov sono famosi in Messico. I vostri dj suonano musica house di alta qualità anche se sono per molti versi tutti degli imitatori dato che si muovono in un genere sviluppato da musicisti americani e britannici e non vogliono correre il rischio di suonare qualcosa di nuovo. È necessario passare attraverso questo periodo di apprendistato per iniziare a fare qualcosa di proprio.

Tra l’altro i musicisti più interessanti in cui mi sono imbattuto non suonano a Mosca o a San Pietroburgo, dove i gruppi hanno la possibilità di essere presenti in tv e far parte di un grande spettacolo, ma sono di Petrozavodsk, Krasnodar, Novosibirsk, Vladivostok… Lì le persone non si orientano in base ai canali televisivi moscoviti ma in base ad Internet e questo è un loro vantaggio: sono più originali. In Russia c’è una grande carenza di servizi di streaming a supporto della scena locale.

– Pensa che la tecnologia sia un problema? Se ci fosse un buon servizio internet, apparirebbero dei nuovi “Akvarium” e “DDT”?

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– Credo che se si spegnessero i televisori e si iniziasse a utilizzare solo Internet, le abitudini culturali cambierebbero.

– Di recente si è avuta la notizia che cinque siti web russi hanno superato in copertura Pervij Kanal. Ma comunque da Internet non sono arrivati geni paragonabili a Vysockij per noi e Jim Morrison per voi.

– Questo è un momento diverso, incomparabile agli anni ’60 o ai ’90. A volte penso che al posto di grandi star abbiamo un’aggregazione, una combinazione di molti artisti. Nel precedente sistema di valori ci si sarebbe aspettati un nuovo Grebenščikov ad esempio. Ora invece ci sono 50 artisti in diverse parti del paese che insieme svolgono una funzione non meno importante. Sebbene singolarmente non siano così brillanti. Questo è un momento incredibilmente interessante. Sono convinto che la cosa più importante della cultura di rete siano gli aggregatori: siti web che raccolgano singole voci ed eventi in un unico luogo. I siti più potenti non producono nulla: YouTube, Facebook, VKontakte, Odnoklassniki hanno tutti in comune la raccolta di contenuti. In un certo senso siamo tornati agli inizi del XIX secolo. Al posto del pubblico c’era un salone, al posto di commenti e tweet gli album. Sembra roba da poco ma è così che è nato un enorme fenomeno: il romanticismo.

– Ha iniziato ad occuparsi di letteratura e musica russa già ai tempi della guerra fredda. Allora si trattava di un paese esotico e chiuso, con orsi che camminano per le strade. Si trattava di un paese avversario. Poi ci fu la perestrojka, che ha anche portato un sacco di interesse verso di noi: Gorbačëv, la glasnost, il disarmo. Ma questo interesse si è sgonfiato rapidamente.

– L’immagine della Russia è cambiato poco da allora: gli orsi, la tajga, la vodka, Putin, una ragazza dalle gambe lunghe… La parola “Russia” è ancora un marchio potente. Un immagine misteriosa, con alcune connotazioni sessuali. Della Polonia o della Romania lo straniero tipo non sa tanto mentre della Russia si sentono sempre molte voci.

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– Certo, a causa delle sanzioni e degli eventi in Ucraina.

– Questo è un argomento particolarmente discusso. Recentemente ho guardato le notizie alla vostra televisore. La parola “sanzioni” veniva ripetuta una volta ogni cinque secondi. Come se i vostri problemi economici fossero conseguenza delle sanzioni. Da noi si sostiene il contrario: che le sanzioni influenzino poco e che la situazione economica della Russia siano una conseguenza dei bassi prezzi del petrolio. In altre parole sono sorpreso in Russia si discuta della crisi come se fosse tutta colpa dell’America.

Eppure non penso che questa tensione sia comparabile alla guerra fredda. Non vi è quel difficile conflitto diplomatico e quella pressione psicologica costante. Si parla per lo più di Trump che ha più volte detto che Putin è un presidente più efficace e rispettato di Obama. I media americani sono stati scioccati. Questi media trattano degli hacker russi, un argomento che allarma per davvero le persone. Discutono difficilmente di sanzioni e la maggioranza delle persone sa poco dell’Ucraina o della Crimea.

– Lei è un americano atipico, su di lei girano leggende. Si sostiene che lei sia l’unica persona a Los Angeles a non avere un’auto. È difficile da credere.

– Sì, ho solo una bicicletta, è vero.

Si dice anche che in casa abbia un vecchio televisore di fabbricazione sovietica.

– Questa è una leggenda. Anche se una volta mi regalarono una tv sovietica che ho usato per qualche tempo. Era rotto ma l’avevo fatto aggiustare. Non so se funzioni ancora ma ormai è arrivata un’altra epoca.

10 artisti di cui non sapevate nulla. Scelte da David MacfFadyen.

1. Un’esponente della nuova ondata tecno moscovita, viene da Ekaterinburg

2. Moscovita, una congiunzione tra la musica elettronica e la performance multimediale

3.Il mio album preferito dell’autunno. Un fantastico esempio del movimento romantico di Novosibirsk.

4. Una figura abbastanza famosa sulla scena indie della capitale, sempe da Novosibirsk. Canzoni acustiche, intelligenti e spiritose.

5. Brevi clip da Piter ci ricordano che la bellezza può essere raggiunta con leggeri movimenti di penna.

6. Una stella delle discoteche di Krasnodar

7. Un intero concerto Shoegaze. Da ascoltare a massimo volume.

8. Una incredibile rivisitazione di ritmi di classica house e disco occidentale.

9. Prima aVelikij Novgorod (ora a San Pietroburgo). Autoironia e la totale assenza di pathos. Che fa sempre bene.

10. Siberiano, autore di una distopia-tecno contemporanea.

https://vimeo.com/184604084

Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.

Marcello De Giorgi

Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.