La questione della lingua dividerà ancora l’Ucraina

Fonte: Izvestija, 02/11/2016; tradotto da Francesco Iovenitti; giornalista: Dar’ja Coj

Potrebbero scattare delle proteste in caso di approvazione del progetto di legge sulle quote linguistiche in radio e in televisione nelle diverse regioni dell’Ucraina

I deputati ucraini hanno sottoposto ad esame un progetto di legge sulle quote obbligatorie nei programmi radio-televisivi in lingua ucraina. Secondo i promotori il palinsesto deve limitare l’uso della lingua russa, ma di fatto si ripercuoterebbe anche sulle minoranze dell’Ucraina occidentale e potrebbe provocare proteste di massa.

Miroslav Rudenko, deputato del consiglio popolare della RPD (Repubblica Popolare di Doneck, n.d.r.) e rappresentante del comitato per l’istruzione, la scienza e la cultura, ha espresso la sua opinione a “Izvestija”:

Questa è l’ennesima legge discriminante, che non tiene conto delle particolarità regionali dell’Ucraina. È evidente che nelle regioni del sud e dell’est, in particolare nelle regioni di Dnipropetrovsk, Zaporižžja e Odessa, sia piuttosto alta la percentuale di parlanti russi, mentre a ovest ci sono madrelingua ungheresi e rumeni. L’iniziativa dei deputati ucraini porterà un’ulteriore grande scissione nella società, da cui potranno scaturire delle proteste. Presto o tardi questa bomba esploderà, – afferma Miroslav Rudenko.

Per quel che concerne il Donbass, stando alle sue parole, l’attribuzione dello statuto speciale alla regione darebbe diritto alle stesse autonomie locali di determinare una politica linguistica.

Nikolaj Knjažickij e Viktorija Sjumar, deputati del gruppo “Fronte Popolare” (Narodnyj Front, n.d.r.), hanno presentato un progetto di legge alla Verchovna Rada per stabilire quote obbligatorie in lingua ucraina nei programmi radiofonici e televisivi, compresi i notiziari. In questo modo la quota delle trasmissioni e dei film in lingua ucraina a diffusione nazionale dovrebbe raggiungere almeno il 75% ogni giorno, mentre per la diffusione regionale e locale almeno il 50%. Il documento abolirebbe inoltre l’autorizzazione a scegliere la lingua di diffusione a discrezione dei canali e delle stazioni radio e la norma sulla trasmissione di film e programmi con sottotitoli. Oltre a ciò, il progetto di legge sottintende il divieto di pubblicazione di materiale stampato nelle lingue dei paesi vicini.   

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Nella nota esplicativa del progetto si afferma che “tenendo conto del conflitto armato in corso con la Federazione Russa, i cittadini hanno provato particolare indignazione per alcuni episodi in cui non è stata utilizzata la lingua di stato per la realizzazione di servizi nella sfera radiotelevisiva, il che porta a controversie e conflitti di altro genere. In questo periodo complesso per il nostro stato, è compito dell’organo legislativo adottare tutti i provvedimenti possibili in ambito legislativo per la difesa degli interessi nazionali, per soddisfare le esigenze comuni e stabilizzare la situazione nel paese”.

L’iniziativa legislativa dei deputati ucraini introduce di fatto il divieto non solo all’utilizzo della lingua russa, ma anche delle lingue regionali delle minoranze nazionali nell’Ucraina occidentale. Così, nella regione della Transcarpazia, oltre alla lingua ucraina, hanno uno status speciale l’ungherese, il rumeno e il russino. Anche queste saranno colpite dall’esecuzione della legge, nel caso venisse approvata. Ciò contraddice la Carta europea delle lingue regionali, a cui Kiev aveva aderito nel 2006. Di questo parla ad “Izvestija” Michail Pogrebinskij, direttore del centro studi di politica e conflittologia di Kiev:

Le autorità ucraine si muoveranno sempre più in questa direzione, escogitando sempre nuovi modi per risvegliare l’ardore antirusso ed escludendo del tutto il prodotto culturale russo dallo spazio culturale e informativo ucraino. Riguardo ciò, faccio notare che questo è in contrasto tanto con la Carta europea, quanto con l’accordo per l’ingresso nell’UE, in cui c’è un punto sul rispetto dei diritti delle minoranze nazionali. Per ora l’Europa non ha fatto caso alla violazione dei diritti dell’uomo da parte di Kiev, tuttavia gli umori stanno gradualmente cambiando e si sta diffondendo un’idea sulla necessità di prendere determinati provvedimenti, – fa notare Pogrebinskij. – Per quel che riguarda la lingua, non escludo movimenti di protesta degli ungheresi in Transcarpazia, i quali già hanno assunto un atteggiamento piuttosto deciso.     

Gli ungheresi della Transcarpazia, in Ucraina, avevano avanzato a ottobre una richiesta a Kiev affinché concedesse loro autonomia territoriale. Secondo i rappresentanti della comunità ungherese, l’amministrazione ucraina non sta rispettando la legislazione sulla difesa dei diritti delle minoranze nazionali. La motivazione della richiesta è la decisione di Kiev di concedere l’autonomia ai tatari in Crimea.

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È opportuno anche ricordare che l’ondata di proteste in Ucraina orientale, legata alla nascita di RPD e RPL (Repubblica Popolare di Lugansk, n.d.r.), ebbe inizio dopo che la Verchovna Rada privò la lingua russa dello status regionale, abolendo la Legge sulla politica linguistica.

Traduttore, studioso e appassionato del mondo russo. Nel 2013 ho insegnato italiano agli studenti russi a San Pietroburgo e nel 2015 ho conseguito la Laurea Magistrale in Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione

Francesco Iovenitti

Traduttore, studioso e appassionato del mondo russo. Nel 2013 ho insegnato italiano agli studenti russi a San Pietroburgo e nel 2015 ho conseguito la Laurea Magistrale in Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione