Chi legge “Il Capitale” nel XXI secolo?

L’opera principale di Karl Marx “Il Capitale” è stata pubblicata 149 anni fa. Dopo la caduta dell’Unione Sovietica è sembrato che l’interesse per la teoria marxista si fosse spento per sempre, ma ora il numero di seguaci del movimento di sinistra cresce ogni anno. Non vorrebbero tornare all’Unione Sovietica ma credono che la dottrina di Marx sia ancora attuale. RIA racconta di chi legge “Il Capitale” al giorno d’oggi e come è cambiata la sua interpretazione dopo un secolo e mezzo.

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Le Sinistre di oggi

In Russia ci sono molte organizzazioni di sinistra: dal Partito Comunista della Federazione Russa a cerchie di studenti universitari. Alcuni “giocano” a fare politica, mentre altri studiano la teoria. Tra questi ci sono molti giovani. Un ex studente della facoltà di scienze politiche dell’Università Statale di Mosca, Artur Bojko lavora presso l’Istituto globalizzazione e movimenti sociali, oltre ad essere coinvolto nella pubblicazione della rivista on-line di sinistra “Rabkor” (tadotto significa corrispondente operaio, Ndr).

“Tutto ciò che ho fatto all’università è stato studiare e confrontare diverse dottrine. Dopo cinque anni di studio mi è apparso evidente come il marxismo fosse l’unica teoria ad offrire un qualche tipo di sviluppo. Noi non vendiamo un prodotto come i liberali e non ci comportiamo come loro, anche se ci troviamo in una politica di mercato. Nei movimenti di sinistra ci sono molti pazzi come gli ex sostenitori di Limonov che amano occupare qualcosa per poi venire eroicamente imprigionati, ma questo non fornisce alcun effetto sistemico. Io sono entrato in un collettivo che ha un piano più intellettuale. In questo momento non ci sono le condizioni per un movimento di massa dei lavoratori. Il nostro popolo soffre a lungo attaccato al giogo, ma poi inizia a correre velocemento”- ha detto.

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Artur guarda all’URSS come ad un grande esperimento, che, secondo lui, è andato storto in fretta. Le sinistre moderne vogliono costruire una società diversa, ma sulla base delle stesse idee, reinterpretate tenendo conto delle nuove realtà.

L’ala giovanile del partito comunista ha aumentato il numero dei propri sostenitori negli ultimi anni, i nuovi membri sono per lo più studenti o neo-laureati.

“I giovani si trovano ad affrontare disuguaglianza e ingiustizia. Sono alla ricerca di un modo attraverso il quale combattere per i loro diritti, vogliono trovare ragazzi che la pensano come loro. I giovani trovano nell’ideologia di sinistra un certo romanticismo: le T-shirt con Che Guevara, la stella rossa, l’Unione Sovietica, la ricerca di libertà, uguaglianza, fraternità. Credo che sia necessario educare i giovani a questi ideali”- ha detto Vladimir Isakov, il primo segretario della Unione russa della gioventù comunista leninista.

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Vladimir Isakov

Questa Unione deriva dal Partito comunista. Attualmente si compone di circa 21 mila persone. L’età media dei partecipanti è di 23 anni, ma si può entrare nel Komsomol a partire dai 14 anni. Lo stesso Vladimir è entrato nel partito ad una festa nei suoi anni universitari, quando studiava presso la facoltà di storia. Quando gli è stato dato l’incarico di scrivere un articolo sui partiti politici ha partecipato al congresso del Partito comunista. Dopo questa esperienza Vladimir ha iniziato ad aiutare i comunisti partecipando alle elezioni in qualità di osservatore e recandosi ad incontri a Mosca.

“I miei genitori hanno sempre detto che il sistema sovietico era il più equo. Mio padre ha servito nell’esercito sul confine sino-sovietico mi ha raccontato quale era la situazione in Unione Sovietica, mia madre era segretario di una cellula dell’unione della gioventù comunista. Ci sono cose che il denaro non può comprare: l’ordine, la disciplina, la fiducia nel futuro. Questi ideali e principi mi sono vicini” – ha aggiunto.

La vittoria del capitalismo

Dopo il crollo dell’URSS l’atteggiamento verso il marxismo è stato ambiguo, ma al momento del default il “Capitale” è tornato di moda. Avevano promesso alle persone una vita migliore sotto il capitalismo, dopo un breve periodo di transizione, ma nessuno si aspettava il collasso economico del 1998.

“Negli anni ’90 in Russia è veramente arrivato il capitalismo reale, soprattutto nel mese di agosto 1998. Il nostro default altro non estato che la continuazione di un’onda che ha avuto inizio in Thailandia Mi ricordo di un rapporto in televisione di un giornalista famoso che, stanamente gridò con gioia e entusiasmo: “Il rublo è crollato! Ciò significa che il capitalismo ha finalmente vinto in Russia! La nostra economia è globalizzata. Siamo parte del mercato globale!”, un uomo in estasi!” – ha detto il pubblicista e politologo di sinistra Boris Kagarlickij.

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Il pubblicista e sociologo di sinistra Boris Kagarlickij

Con l’avvento degli anni “zero” si è cominciato a cambiare l’attitudine al passato sovietico, e si è cominciato ad eliminare il suo lato socialista e marxista”.

Che cosa è l’URSS? È un sapore, una vecchia merendina, lo spazio, i razzi. I politici parlano costantemente del nostro grande passato ma preferiscono rimanere in silenzio per quanto riguarda il futuro. Nel migliore dei casi il futuro è un continuamento indeterminato del sistema presente oppure un ritorno a questo “grande passato”. Nessuno parla di una società qualitativamente diversa.” – ha detto Kagarlickij.

La teoria marxista per la maggior parte è stata rilegata all’ambiente accademico grazie ad una editoria attiva: in Russia sono arrivati libri della sinistra dell’Occidente, sia classici che contemporanei, sono state pubblicate le opere di Lev Trotskij, la cui eredità è stata mantenuta all’estero. In epoca sovietica, molti di questi testi erano vietati.

“Tra gli esperti e nell’ambiente culturale è avvenuta un riabilitazione del marxismo. Il problema è che il il mondo accademico non ha una reale influenza sulla politica. Entrambi si trovano su strade differenti” – ha detto Kagarlickij.

I membri del Partito comunista si considerano successori della tradizione marxista-leninista e ritengono che queste idee saranno sempre attuali.

“Ci hanno detto più volte che avremmo avuto più voti se fossimo una sinistra moderata, dei socialdemocratici. Ci è stato chiesto il motivo per cui seguiamo questa teoria che definiscono una reliquia del passato. Possono disprezzarci e odiarci, ma noi abbiamo una teoria chiara: il marxismo-leninismo e non dobbiamo discostarci da essa” – ha detto Vladimir Isakov.

Il marxismo nel XXI secolo

I postulati fondamentali del marxismo, sono familiari a molti dai tempi della scuola: una società di classe, l’abolizione della proprietà privata e la dittatura del proletariato. I seguaci di Marx invece non propongono di rinunciare in pieno al capitalismo ma vogliono cambiare il modello economico a poco a poco.

“Il processo di sviluppo del capitalismo continua così, come descritto da Marx, ma con una modifica sostanziale: le tendenze si realizzano su scala globale, piuttosto che in sequenza in ogni paese, come pensavano che sarebbe successo i socialdemocratici di inizio Novecento” – ha raccontato Kagarlitskij.

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Vladimir Isakov è d’accordo sul fatto che la teoria di Marx sarà sempre studiata nelle università. Ha osservato che durante periodi di crisi “Il Capitale” diventa uno dei libri più popolari.

“Questa teoria è eterna. I processi che descrive si ripetono. Marx ha scritto che nel sistema capitalistico c’è una crisi ogni 10-15 anni, questo è un processo ciclico. A nostro avviso la situazione mondiale ne è una dimostrazione. Durante il socialismo si rivolgeva molta attenzione al progresso scientifico. Oggi l’approccio è utilitaristico, finalizzato alla creazione di gadget e di tutto ciò che può essere venduto al consumatore. La scienza di per se è poco sviluppata”.

La questione della proprietà privata è un forte elemento di discussione nelle sinistre.

“L’economia, in cui la soluzione di problemi sociali anche a livello mondiale, è soggetta alle logiche del profitto privato, è giuntoa ad una logica crisi. Di conseguenza la proprietà privata nel futuro non è causa di ottimismo. La questione non è l’opinione dei marxisti, a livello storico globale la proprietà privata sta diventando un concetto obsoleto, “- sostiene Boris Kagarlitskij.

Il partito comunista è convinto che le risorse minerarie dovrebbero essere nazionalizzate.

“È proprietà di tutto il popolo, non dovrebbero appartenere a una manciata di persone che vivono all’estero. Però non siamo contro la proprietà privata, in particolare nelle piccole e medie imprese” – ha detto.

Il proletariato, nella visione della sinistra, include attualmente la maggior parte della popolazione.

“Nella produzione ci saranno ancora le persone come elemento principale, non si può robotizzare tutto. Il lavoro umano non si è perso: qualcuno costruisce tutto ciò che ci circonda. Abbiamo un settore agricolo, delle imprese nazionali. Le persone che lavorano negli uffici sono impegnati in lavori concettuali. Anche loro possono essere inclusi nel proletariato. Anche se il progresso non sta fermo, la produzione non andrà da nessuna parte”- ha detto Isakov.

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Marcello De Giorgi

Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.

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