Le acconciature delle donne, che paura! Quello che i turisti pensano della Russia

Fonte: Lenta.ru, 07/11/2016, traduzione di Alessia Bianco

Un viaggio in Russia per molti stranieri è quasi un’avventura. Sono attratti da un paese enorme “molto freddo, in cui dappertutto vagano orsi”, tuttavia le incognite, gli stereotipi e la politica del visto spaventano molti. Coloro che in un modo o nell’altro raggiungono almeno Mosca non rimangono indifferenti. In esclusiva per “Lenta.ru” il servizio turistico WhizzMate ha chiesto ai viaggiatori stranieri le loro impressioni sulla Russia.

 

Shannon e James Farrell (USA)

Noi avevamo un progetto ambizioso: visitare tutte o almeno più della metà delle stazioni della famosa metro moscovita! Orientarsi è stato molto semplice: lo schema si leggeva facilmente grazie alle indicazioni di colore, dunque la non conoscenza della lingua russa non è stata affatto un ostacolo. Malgrado la folla dei moscoviti marcianti, non ci ha mai abbandonato la sensazione di essere in un museo e non in un mezzo di trasporto pubblico: ovunque marmo e imponenti lampadari, mosaici, sculture! Salvo l’entrata della metro, praticamente non c’è alcuna differenza rispetto ai famosi musei.

Tutto il tempo tenevamo il conto delle fermate, per non perdere quella giusta. Tuttavia una volta abbiamo preso una cantonata. Mio marito chissà perché aveva deciso che nelle ultime stazioni il treno si fermava più a lungo per far uscire i passeggeri. Io ho perso il dono della parola, quando ho visto il volto sbigottito di mio marito attraverso le porte chiuse della metro, in partenza per il deposito! Tutto è finito per il meglio, io non ho perso mio marito e lui ha guadagnato un’ottima storia da raccontare a cena con gli amici!

 

Sean Barrett (Gran Bretagna)

Per me la Russia è uno dei posti più affascinanti del mondo! Un paese che si estende lungo nove fusi orari! Natura varia, storia burrascosa ed eredità letteraria!

La maggior parte dei miei amici cercavano di dissuadermi dal viaggio. Più precisamente, mi chiamavano pazzo e descrivevano le più oscure scene di ciò che mi aspettava in Russia: comunicazione difficile, intossicazione alimentare e di sicuro mi avrebbero rapinato.

La cosa più spaventosa che mi è successa è, forse, vedere le pettinature femminili, che ad ogni chilometro da Mosca sembravano sempre più strane. Si potrebbe dedicare loro un altro Instagram.

Più di tutto mi è piaciuto quello che ora chiamano “lo sconto di Putin”: la svalutazione del rublo. Anche gli alberghi più lussuosi inaspettatamente rientravano nel mio budget.

Sono stato positivamente sorpreso dall’alto livello del servizio. Ad esempio, ho potuto comprare e stampare i biglietti per il treno e per l’Ermitage addirittura prima di lasciare l’Inghilterra! Questi piacevoli dettagli fanno sperare che in Russia tutto andrà per il meglio!

 

Daniel Lorenz (USA)

All’ultimo momento ho rinunciato al volo da Mosca a San Pietroburgo, prenotando online dei biglietti per un treno veloce. Non me ne sono pentito nemmeno una volta! Addirittura in seconda classe il viaggio è stato confortevole e piacevole!

Internet è pieno di articoli sulla Russia come paese pericoloso. Sinceramente dirò che mi sono preparato seriamente e ho seguito tutte le istruzioni! Ho fatto un mucchio di copie dei documenti e adesso mi spiace per la carta sprecata.

Sia a Mosca che a Pietroburgo mi sono sentito totalmente al sicuro. In entrambe le città mi sono fermato in alberghi che non si trovavano in centro e li raggiungevo in metro o a piedi senza alcuna avventura addirittura a tarda sera (sebbene bisogni notare che nel periodo estivo fa buio piuttosto tardi).

Le indicazioni stradali, la metro, i menu di bar e ristoranti sono tutti tradotti in inglese. Nei luoghi in cui si concentrano i turisti si trova sempre almeno una persona che sa rispondere in inglese. Ma, d’altra parte, il mio consiglio è di non essere pigri e, se avete tempo, di imparare almeno a leggere un poco l’alfabeto russo. È abbastanza semplice e non vi ruberà molto tempo, tanto più che le parole spesso hanno un suono simile a quelle inglesi: per esempio “kafe” o “muzej”. Solo che in cirillico appaiono differenti.

 

Jörg e Anna Lechner (Germania)

La mia prima volta in Russia, più precisamente nell’Unione Sovietica, fu all’inizio degli anni Ottanta. Da quel momento ho sognato di tornarvi, spesso condividevo i ricordi con la mia famiglia e alla fine il mio sogno si è realizzato. Sono tornato non solo, ma con mia moglie. L’avevano sempre stupita le foto della sovietica Leningrado. La città appariva completamente vuota: pochi pedoni, sulla strade non c’erano praticamente macchine. L’automobile a quei tempi era un bene di lusso.

Adesso, sicuramente, non è così, tuttavia per gettare un ponte tra il primo e il recente viaggio ho prenotato un viaggio sulla macchina d’epoca “Pobeda”. È stato incredibile! Mia moglie è andata letteralmente in estasi. Abbiamo poi aggiunto al risultato un ristorante sovietico, in cui ci hanno servito forse il più famoso street food sovietico: čebureki (fagottini fritti ripieni di carne, n.d.t.). A proposito, non è stato così facile trovare il posto. I ragazzi di oggi hanno altre preferenze. Sebbene io abbia trovato un paio di tavole calde, non erano affatto simili a quelle sovietiche. Se nell’Unione Sovietica avessero venduto pel’meni (una sorta di ravioli, n.d.t.) con anatra o salmone, non sarebbe mai crollata!

 

Marie Stuart (Francia)

Non appena ho prenotato i biglietti per Mosca, mi è piovuta addosso una quantità infinita di aneddoti. Se si tralasciano i particolari, nella top list di epiteti su Mosca trionfano “ostile”, “fredda” e di certo “cara”. Ma più di tutto io ero in pena per il face control nei locali, conosciuto per il suo essere spietato nei confronti degli stranieri. Non so se si tratti di una storia per impaurire i nuovi arrivati o se mi ha aiutato il fatto che i miei amici fossero russi, ma non ho avuto alcun problema ad entrare. A Pietroburgo andare in giro per locali mi è piaciuto di più. Ci vivono molti studenti, per questo è più economica. Le persone si relazionano più facilmente l’una all’altra e prima di tutto con me.

Il face control più crudele lo abbiamo trovato all’Ermitage. Certamente non in senso letterale, ma c’erano file lunghissime. Nonostante ciò, una folla di gente usciva dal museo. Noi scherzavamo sul fatto che non gli avessero permesso di entrare. Bisogna pur divertirsi in qualche modo durante l’attesa.

 

Patrick Vellner (Canada)

Adesso ricordare fa un po’ ridere, ma mi preoccupavo che in Russia mi avrebbero trattato male, scoprendo che ero canadese. Durante la settimana di soggiorno nel vostro paese neanche una volta mi sono imbattuto in qualche tipo di discriminazione sulla base delle tensioni politiche. Ho parlato molto con immigrati dagli altri paesi NATO. Sicuramente discutono di continuo delle serie ripercussioni economiche, ma nessuno di loro si è lamentato neanche una volta del fatto che l’atteggiamento dei colleghi russi verso di loro fosse cambiato.

Mi è rimasta un’ottima impressione della comunicazione con i russi. Spesso mi aiutavano o almeno provavano ad aiutarmi. Tra i giovani molti parlano bene inglese. Mi capiterà ancora di tornare a Mosca per lavoro. Prolungherò senza dubbio la mia trasferta di qualche giorno e porterò con me la mia famiglia. Ma non d’inverno. La neve a casa nostra è già abbastanza. Maggio è il periodo più bello, a giudicare dalle opinioni, in più si può vedere la parata. I carri armati sulla via principale della capitale: questo è possibile solo in Russia!

 

Andrew Word (Canada)

Come mai innaffiano le strade quando piove? In generale, la Russia è del tutto imprevedibile. Proprio imprevedibile, ma non pericolosa! Mi sono sentito sempre al sicuro, anche se non sapevo mai cosa mi aspettasse dietro l’angolo. Sembrerebbe una caratteristica di tutte le megalopoli. Io sono stato a New York, a Londra, ma non ho mai provato nulla di simile. Ti lascia senza fiato, anche se io non potrei vivere costantemente in una tale tensione.

Per il resto, mi sembra che il mondo tuttora viva di stereotipi sulla Russia. È vero,io sono stato solo a Mosca e forse, oltre i suoi confini, è davvero cambiato poco. A Mosca c’è dovunque il Wi-Fi, addirittura in metro. Nella maggior parte dei posti accettano carte di credito, sebbene non si possa rinunciare completamente ai contanti. A questo proposito torna la questione dell’imprevedibilità. Si può andare nel più famoso e costoso ristorante, ma proprio lì non accettano carte e chissà per quale motivo lo comunicano solo al momento del pagamento. Oppure vai al museo in un qualsiasi giorno feriale e lo trovi chiuso. Questo è difficile da comprendere.

L’unico stereotipo veritiero riguardante la Russia è quello sulle belle ragazze. E su questo non si discute.

 

Robert Spencer (Gran Bretagna)

Ai russi manca completamente il concetto di spazio personale. Questo mi infastidiva molto. In fila, in metro e addirittura per strada. Ho notato che ai russi piace molto stare in gruppo. Si allineano in file di tre, quattro, cinque persone e camminano come se niente fosse. Forse questa abitudine ha una qualche spiegazione storica? Il mio collega russo mi ha raccontato che c’è anche un modo di dire: “muro contro muro”.

In metro le persone cercano di entrare nel vagone prima che i passeggeri riescano ad uscire. Io una volta giocavo a rugby, questa capacità mi è tornata utile. Per di più, le donne si comportano in modo più aggressivo degli uomini: più sono grosse, più sono energiche.  

Probabilmente presto mi trasferirò a Mosca per lungo tempo. Penso che non farò una brutta fine. In realtà già pensavo a come portare lì formaggio e altri prodotti. Questa restrizione è una prova davvero pesante per uno straniero e dal mio punto di vista del tutto inutile.

 

David Price (USA)

All’estero c’è una moda molto popolare: guardare i video degli autisti russi. A volte sono simili alle scene prese dai film “Mission impossible”, ma nella maggioranza dei casi io mi accorgo di aver pensato “e questo cos’era?” Io forse non mi deciderò mai a guidare in Russia. Ci spostavamo per la città in taxi. È molto comodo utilizzare Uber e Gett, è molto più economico di casa. Tuttavia, pur essendo un passeggero un paio di volte mi sono sentito parte di un video. Dunque, pensateci cento volte prima di prendere una macchina. Mi sembra che sia una vera prova di resistenza. Si potrebbe fare un intero gioco nella realtà, l’importante è che non sia per le ragioni di GTA.

 

A proposito, non ho capito perché se cercavamo di prenotare un taxi vicino al Cremlino, il telefono ci mostrava continuamente che eravamo a Vnukovo. Dopo mi hanno spiegato che si tratta di una qualche misura di sicurezza per il presidente. Non mi metto a giudicare quanto questo sia ragionevole, ma ci ha procurato molti disagi. Come forse ad altri turisti e agli stessi moscoviti. 

 

 

 

 

 

 

Nata a Roma nel 1988, ho conseguito la Laurea Triennale in Lingue e culture del mondo moderno e successivamente la Laurea Magistrale in Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione presso l’Università di Roma La Sapienza. Nel 2010 e nel 2012 ho studiato, per la durata di un semestre, all’Università Statale di Mosca, dove ho svolto anche un tirocinio come insegnante di lingua italiana. Nella tesi ho affrontato la questione della ženskaja proza (letteratura femminile) in Russia offrendo una traduzione inedita di Pikovaja Dama, racconto della scrittrice contemporanea Ljudmila Ulickaja. Dopo la laurea ho conseguito la certificazione DITALS per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri. Amo la cultura russa e mi affascina l’idea di offrire ai lettori italiani uno sguardo più attento sul mondo russo.

Alessia Bianco

Nata a Roma nel 1988, ho conseguito la Laurea Triennale in Lingue e culture del mondo moderno e successivamente la Laurea Magistrale in Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione presso l’Università di Roma La Sapienza. Nel 2010 e nel 2012 ho studiato, per la durata di un semestre, all’Università Statale di Mosca, dove ho svolto anche un tirocinio come insegnante di lingua italiana. Nella tesi ho affrontato la questione della ženskaja proza (letteratura femminile) in Russia offrendo una traduzione inedita di Pikovaja Dama, racconto della scrittrice contemporanea Ljudmila Ulickaja. Dopo la laurea ho conseguito la certificazione DITALS per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri. Amo la cultura russa e mi affascina l’idea di offrire ai lettori italiani uno sguardo più attento sul mondo russo.