Persone realizzate

Marina Jardaeva spiega cosa vuole e cosa può fare la “classe media” russa

Viviamo in un mondo di paradossi. Eccone uno: più della metà dei russi si identifica nella cosiddetta classe media, in un momento in cui nel nostro paese non esiste alcuna classe media. Tuttavia proprio queste persone sono la spina dorsale del presente regime politico. Una fantomatica classe media fornisce stabilità a questo fantomatico stato.

Ma come, non esiste una classe media? Diversi esperti la identificano come il cinque per cento, alcuni arrivano al dieci. Gli analisti discutono ardentemente tra su quale analisi e quale conteggio sia il più accurato. Qualcuno utilizza un criterio economico, per cui sono stati accuratamente creati dei livelli, per esempio secondo la banca svizzera Credit Suisse, in Russia per essere considerato membro della classe media è necessario che ogni membro della famiglia riceva almeno 18.000 dollari all’anno. Altri protestano sostenendo che questa è una restrizione e che per appartenere alla classe media è impensabile avere una buona istruzione. Altri vorrebbero aggiungere ancora alcuni misteriosi indicatori socio-politici a queste classificazioni.

In generale la situazione non è chiara, ma sembra ovvio che non esiste un qualsiasi gruppo omogeneo per condizione economica, sociale e educazionale.

Non molto tempo fa gli analisti di Sberbank hanno fatto una loro ricerca sulla quota di classe media. Nel rapporto hanno onestamente ammesso che hanno preso esclusivamente in considerazione il comportamento come consumatori dei cittadini e non il loro livello di istruzione né la loro dimensione socio-politica.

Il 51% dei partecipanti a questo studio si sono descritti come appartenenti alla classe media, avendo uno stipendio medio pari a 37 mila rubli (neanche 600 euro, ndr). Questa sarebbe la classe media! E c’è anche una parte che si sente di appartenere a questa ricca categoria, che guadagna ancora meno.

Se prendiamo le statistiche di Rosstat sugli stipendi medi vediamo che la metà di quelli che si identificano immediatamente nella classe media hanno uno stipendio mensile che non supera i 33 mila rubli (circa 500 euro, ndr) mentre uno su cinque ne riceve solo 20 mila (circa 300 euro, ndr). Questa è la middle class.

La cosa interessante è che le persone si sono valutate solamente attraverso il portafoglio, prestando particolare attenzione alle domande del questionario inerenti la capacità di acquisto. Si sono valutate secondo il costo della propria auto, le proprie vacanze all’estero ed i loro costosi gadget alla moda. Più della metà delle persone che si sono valutate secondo questo valore si reputano soddisfatti della propria situazione: guardandosi allo specchio vedono una persona realizzata.

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Se non si può dire benestante allora si dice realizzato.

In linea di principio, se ignoriamo i numeri, non c’è nulla di sorprendente. Ci sono sempre stati, e sempre ci saranno, delle persone che vivono in un mondo inventato, modificato o migliorato, un mondo in cui la fantasia non va al di là del gretto materialismo (lo schermo al plasma appeso al muro, il multicooker ultimo modello, l’iPhone di ultima generazione). Tutti conosciamo persone così.

In questo sistema l’uomo realizzato è l’amministratore di una piccola impresa che, con uno stipendio di 25 mila rubli, compra a credito un MacBook per 15mila. Una donna realizzata è una manager che spende il proprio stipendio per una borsa di marca in sconto, perché è necessario conformarsi a chi le sta intorno.

È comprensibile il motivo per cui questo gruppo, che ora si attesta al 3-5 per cento, è in crescita. In questa epoca dove si predicano valori plastici ed una religione del successo a tutti i costi, tale deformazione della coscienza non appare come una cosa strana.

Ciò che è incredibile è che questa auto-proclamata classe media, a quanto pare, ha il sostegno del nostro stato. Questi individui portano effettivamente vantaggi all’attuale regime. Il cinismo, l’indifferenza ed una forma di disperato auto-inganno sono diventati qualità mentre in generali si è privi dell’abitudine a lamentarsi (i piagnoni sono fastidiosi) e di una sana fiducia nelle proprie forze.

Queste persone vivono in un mondo speciale dove si deve avere vergogna di essere infelice dato che significa essere un perdente. In questo mondo qualsiasi protesta è indecorosa: significa dimostrare la propria inadeguatezza e inferiorità.

Gli abitanti di questo mondo non si interessano di ricevere garanzie sociali. Anche se gli vengono annullati dei benefici sociali questi “servono ad accontentare i poveracci”. La pensione non importa perché “la gente normale lavora fino alla vecchiaia”. Non dimostrano mai paura della disoccupazione, e se mai gli capitasse di restare senza lavoro staranno a carico dei genitori a sbraitare che tanto le proprie qualifiche non scompariranno.

Per loro non esistono problemi di salute pubblica dato che i medici statali sono solo per gli sfigati, le persone “normali” possono permettersi di pagare uno specialista. Andare in una clinica pubblica significa abbassarsi dato che “non si deve risparmiare sulla salute”.

Questi padroni del mondo non sono disturbati dal problema dei diritti umani e delle libertà. Tutto ciò che non può essere toccato, misurato e valutato in rubli non esiste. Gli attivisti nel sociale sono nullafacenti che hanno creato una politica sporca e solo tutti “inadeguati”. Le “persone normali” non vanno a votare dato che la loro vita non dipende da queste sciocchezze. Tuttavia questo famoso uomo “normale”, questo onorevole rappresentante della classe media, è comunque onesto. In lui non c’è neanche il minimo pensiero che ci possa essere uno sguardo diverso della realtà, egli ha una fede cieca nel fatto che tutto dipenda solamente da se stesso, e per questo nessuno, compreso lo stato, è da rimproverare.

La classe media è nata con i filosofi greci. Aristotele e Euripide intendevano però come media una classe diversa da quella che ci indicano gli analisti di Sberbank: parlavano di uno strato di persone attive, intraprendenti, avventurose. indipendenti, politicamente attive, e allo stesso tempo oneste. E i filosofi presentavano lo Stato, che doveva essere basato su questa classe meravigliosa, come colmo degli ideali di giustizia, onestà e libertà.

Ma questa è pura teoria. Nella vita reale tutto è diverso. Una classe media inesistente fornisce stabilità ad uno stato inesistente. Mi chiedo: quale illusione sarà più duratura?

Fonte: Gazeta.ru 19/11/2016 – scritto da Marina Jardaeva

Marcello De Giorgi

Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.

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