La Russia ha perso un partner affidabile

Fonte: Kommersant 05/12/2016 Traduzione di Marcello de Giorgi

L’editorialista del quotidiano Kommersant Maxim Jusin sulle dimissioni di Matteo Renzi.

Il fallimento del referendum italiano ha turbato le autorità tedesche. Il ministro degli esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier ha detto che la crisi di governo è da superare “il più presto possibile”. Il 60% degli italiani ha votato contro le riforme costituzionali promosse dal primo ministro Matteo Renzi che ha già annunciato le dimissioni. Il direttore di “Kommersant FM” Marat Kašin ha esaminato la situazione con l’editorialista del dipartimento di politica estera della casa editrice “Kommersant” Maxim Jusin.

– Secondo lei il referendum in Italia è stato un voto sulle riforme o, come dicono alcuni osservatori, un voto di fiducia a Matteo Renzi? Gli italiani hanno detto “no” a causa di Renzi?
– La maggior parte dei commenti della stampa italiana e degli altri media occidentali si riducono a questa conclusione. Certamente il referendum è stato percepito in questo modo. Nonostante Renzi sia stato uno dei politici più popolari degli ultimi tempi, l’insieme dei suoi avversari è riuscito a mobilitare gli elettori ed ottenere il 60%. Come conseguenza Renzi si è dimesso. Proprio in queste dimissioni stava la posta in gioco di questo referendum. La tattica degli avversari del premier ha funzionato.

 – Quindi in realtà si è trattato di un voto di protesta?

– Sì. Ed ora uno dei pesi massimi dell’Unione Europea rimane senza un premier che era stabile, cosa insolita per l’Italia. Questo non è una buona notizia per noi, come può sembrare se si ascoltano i primi commenti, tra cui quelli deputati della Duma di Stato. In loro si sono destate emozioni primitive nei confronti del nemico. Se al posto sui fossero stati sconfitti Angela Merkel e la democrazia di Bruxelles sarebbe stato meglio. Ce ne staremmo qui a strofinarci le mani.

Posso spiegare perché questa reazione da parte nostra sia assolutamente sbagliata. Non bisogna dimenticare che tra i massimi leader europei Matteo Renzi è stato il più ben disposto nei confronti di Mosca. Questo atteggiamento si è rivelato più volte nei momenti critici degli ultimi anni. Ad esempio, quando recentemente Francia e Germania hanno insistito per imporre nuove sanzioni contro Mosca a causa della situazione in Siria, Renzi lo ha impedito. Lo ha dimostrato anche nel mese di ottobre del 2014, quando la situazione era maggiormente difficile in termini di isolamento internazionale verso Mosca, dopo la distruzione del Boeing malese nel Donbas. Quando erano tutti d’accordo sul fatto di non ricevere Putin, fu proprio Renzi ad invitarlo a Milano. Poi ci fu il vertice tra Europa e Asia e da allora la Russia a poco a poco ha cominciato ad emergere dall’isolamento internazionale. Putin e Angela Merkel si sono incontrati a Milano e con questo fatto l’isolamento si è sostanzialmente concluso. Ma è stato Matteo Renzi a dare impulso a questo processo.

Quando se ne andrà la situazione in Italia rimarrà in sospeso, a livello europeo daranno minore ascolto al governo tecnico che salirà al comando al posto di Renzi ed è molto più probabile che le sanzioni contro la Russia continueranno e rimarranno invariate. Questa per noi è una cattiva notizia, ed stupido goderne come fanno i nostri ragazzi alla Duma.

– I media stranieri elencano le possibili minacce date dalle dimissioni di Renzi: la crisi parlamentare nel paese, una vittoria populista in Europa, le conseguenze economiche per l’area dell’euro ed i rischi per le banche. Se dovesse controllare queste minacce, quali definirebbe come possibili?

Leggi anche
Putin: la Federazione Russa è pronta ad aiutare l’Italia a cancellare gli effetti del terremoto

– Come russo sono preoccupato dalle minacce che questo avvenimento pone nei riguardi del mio paese. Questo per me è al primo posto. Come ho già detto abbiamo perso un partner affidabile e sano di mente, pronto ad ascoltare le nostre ragioni. Poi viene tutto il resto. In effetti a qualcuno potrebbero piacere le politiche populiste che sono una minaccia per la Merkel. Tutto questo è una questione di gusto politico.

– Tutte queste minacce creano del panico, è d’accordo?

– Certamente ci sono delle minacce. Perché la Germania, Bruxelles e quasi tutti i leader dell’Unione europea alla vigilia del referendum hanno espresso il loro sostegno a Renzi? Perché sotto il suo comando l’Italia ha effettuato una politica prevedibile e assolutamente equilibrata rimanendo un fedele membro della squadra. La svolta che prenderà ora è invece sconosciuta.

Se si terranno le elezioni il favorito è Beppe Grillo che sostiente posizioni anti-europeiste. Un’altra cosa da tenere in considerazione è che ci sarà un cambiamento della legge elettorale: il partito che otterrà il maggior numero di voti riceverà un bonus ed avrà una buona occasione per formare il governo. Si capisce che vogliano evitare la vittoria di Grillo. È anche possibile uno scenario di stallo in cui Renzi, mantenendo la parola data, lascia il governo, viene creato un governo tecnico formato dalle stesse forze politiche, per non lasciare potere né ai separatisti, né in primo luogo al Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, considerati pericoloso populisti.

Forse la situazione non cambierà politicamente. Ma naturalmente quello che è accaduto darà un duro colpo al prestigio dell’Italia, che verrà ascoltata di meno, e non è detto che la situazione economica rimanga stabile.

Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.

Marcello De Giorgi

Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.