Le tradizioni di Natale in Russia, ieri e oggi

Fonte VseOtveti Articolo tradotto da Carla Scanzani

Fin dai tempi antichi il Natale in Russia si è distinto per tradizioni e riti straordinari. Considerando le tradizioni natalizie russe si può comprendere perché il nostro modo di festeggiare sia così diverso da quello di altri paesi. Il Natale Cattolico si festeggia a dicembre. In Russia invece il Natale si festeggia per tradizione a gennaio. È interessante capire perché.

Il fatto è che le secolari tradizioni natalizie russe furono superate dopo gli eventi del 1918, quando questa festività ortodossa fu vietata in Russia. A quei tempi si festeggiava solo il Capodanno, il Natale e le sue tradizioni erano proibiti.

Il Natale ortodosso è oggi una festività importante, diffusa e onorata dai russi ortodossi. È un’occasione in più per divertirsi e rallegrarsi. Inoltre anno dopo anno aumenta il numero di russi che comprende il senso della sacralità del Natale e si recuperano le tradizioni natalizie.

Il Natale in Russia e le sue tradizioni

Nei tempi antichi il Natale era una festività importante, che si aspettava e per la quale ci si preparava tutto l’anno. Ci si organizzava accuratamente per la sera prima di Natale: si addobbava l’albero, si puliva scrupolosamente tutta la casa e il cortile, si cucinavano le 12 portate per il pranzo natalizio. La vigilia è il giorno che precede Natale e si contraddistingue perché per tradizione ci si astiene dal cibo. “Non si può fino alla comparsa della prima stella”, così i contemporanei hanno definito la tradizione di digiunare la vigilia di Natale.

Tali tradizioni, così come quella di predire chi sarebbe stato il promesso sposo, erano le più diffuse nell’antichità. Ogni ragazza in età da marito attendeva impazientemente la notte della vigilia per scoprire chi sarebbe stato il suo promesso sposo. Per questo motivo molti scrittori russi famosi hanno dedicato tantissime opere a questa tradizione. In esse descrivono le divinazioni della vigilia di Natale come eventi mistici, molto intriganti che intimoriscono anche un po’.

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La più diffusa era la divinazione con la cera. Versando lentamente la cera sciolta in un catino pieno d’acqua si potevano ottenere le immagini più bizzarre e fantasiose. Esse venivano utilizzavate per predire il futuro. I nostri antenati sapevano anche leggere i fondi del caffè, del tè e delle ceneri.

Vale la pena segnalare che per tradizione in Russia il giorno di Natale era vietato lavorare. La tradizione voleva che il Natale in Russia fosse un giorno per raccogliersi in se stessi, riflettere e glorificare Gesù. Questo modo di trascorrere il tempo oggi è chiamato meditazione.

Il Natale era considerato dai nostri antenati una festività silenziosa, tranquilla e familiare.

Secondo la credenza popolare, esistevano tanti segni premonitori collegati alla festività del Natale. Per esempio, se Natale capitava di domenica o di lunedì era di buon auspicio per il raccolto. La neve che scende il giorno di Natale è presagio della sciamatura delle api, se invece si scioglie è di buon auspicio per il raccolto del grano. Se la notte di Natale il cielo è stellato il raccolto delle bacche sarà fruttuoso e gli animali saranno fecondi. Cacciare, ricamare e cucire il giorno di Natale era di cattivo auspicio.

La tavola natalizia e la Natività: le tradizioni russe

La tradizione vuole che 12 portate imbandissero la tavola natalizia russa. Non bisogna però pensare che fossero tutte prelibatezze o leccornie costose. Venivano servite pietanze di magro o vegetariane. Il lusso maggiore era il pesce, che la Chiesa consentiva di mangiare quel giorno.

Si dedicava particolare attenzione alla decorazione della tavola natalizia, ossia al servizio. Sotto la tovaglia delle feste non poteva mancare un fascio di fieno o di paglia, simbolo della mangiatoia dove era nato Gesù. Sotto la tavola invece bisognava assolutamente mettere un oggetto di metallo, sul quale tutti i commensali a turno avrebbero appoggiato i piedi durante il pranzo. In questo modo la gente sperava di mantenere una buona salute l’anno successivo. D’altra parte, che cosa c’è di più solido e forte del ferro?

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Per quelli che invece andavano a cantare le koliadke si cucinavano le focacce. La settimana più interessante era quella dopo Natale, detta appunto la settimana di Natale, che veniva dedicata a divertimenti e giochi ai quali partecipavano tutti, grandi e piccini.

Oggi il Natale in Russia, pur mantenendo le antiche tradizioni, è un po’ cambiato. Le pietanze che imbandiscono la tavola sono tutt’altro che di magro e chi canta le koliadke si è abituato a ricevere anche i soldi, oltre al cibo, in cambio degli sforzi compiuti. Comunque lo spirito di questa festività sacra è ancora vivo. L’abitudine di cantare le koliadke si è mantenuta, così come la tradizione di giocare e organizzare intrattenimenti popolari, gare e tornei durante le sagre. Principalmente però i contemporanei associano il Natale e le tradizioni di questa festività con le divinazioni, di cui parleremo a parte nel prossimo articolo.

Laurea in Lingue all’Università di Macerata, Master in lingua e filologia russa all’Università Statale di San Pietroburgo. Traduttrice, insegnante, viaggiatrice. Appassionata di lingua e cultura russa, della Russia e delle Repubbliche dell’ex Unione Sovietica. “Traduco per creare comunicazione e incoraggiare alla conoscenza e alla comprensione”.

Carla Scanzani

Laurea in Lingue all'Università di Macerata, Master in lingua e filologia russa all'Università Statale di San Pietroburgo. Traduttrice, insegnante, viaggiatrice. Appassionata di lingua e cultura russa, della Russia e delle Repubbliche dell’ex Unione Sovietica. “Traduco per creare comunicazione e incoraggiare alla conoscenza e alla comprensione”.

  • Nicola Facciolini

    Buon #Natale ai salvatori del mondo ! God Bless Holy #Russia President Vladimir #Putin