Più del 70% dei russi è contro il divieto totale dell’aborto

Fonte: Interfax, 31 ottobre 2016 – tradotto da Massimiliano Macrì

Secondo l’istituto di ricerca sociologica “Opinione Pubblica”, la maggior parte dei russi si dichiara contro il divieto assoluto dell’aborto e non è d’accordo sull’idea di escluderlo dall’assicurazione sanitaria obbligatoria (OMS).

Il 59% dei russi intervistati era informato sulla proposta di vietare l’aborto nella Federazione Russa, il 40% invece ne sentiva parlare per la prima volta. Il sondaggio è stato condotto il 16 ottobre su 1500 intervistati in 104 insediamenti di 53 regioni russe.

Secondo i dati raccolti dai sociologi, il 72% dei russi non condivide la proposta di vietare l’aborto, l’11% è a favore del divieto e il 17% è indeciso. Solo un terzo dei russi ha rilevato gli effetti positivi del divieto di aborto, mentre due terzi di loro hanno indicato delle conseguenze negative. Il principale effetto positivo che colgono gli intervistati riguardo al divieto di aborto è l’aumento del tasso di natalità (27%); il principale effetto negativo è la diffusione degli aborti illegali e di metodi artigianali per liberarsi della gravidanza (40%).

 

 

Gli intervistati pensano che il più delle volte le donne abortiscono perché non possono permettersi di crescere un bambino (29%), nel caso di una gravidanza non pianificata o se il bambino è indesiderato (16%). Un altro 16% è indeciso. I sondaggisti hanno anche chiesto ai russi in quali situazioni debba essere permessa l’interruzione di gravidanza (la domanda non è stata posta a chi è favorevole al divieto integrale dell’aborto), a cui ha risposto l’89% degli intervistati. Il 36% degli intervistati pensa che l’aborto “debba essere consentito sempre e in tutti i casi”, il 40% ritiene che “debba essere consentito solo in alcuni casi”, il 14% è indeciso.

Secondo i russi, tra i casi in cui l’aborto dovrebbe essere consentito, ci sono: “la minaccia per la vita della madre” (39%) o “minaccia di malattia per il bambino” (38%), lo stupro (34%), in caso di di disturbi mentali nelle donne (32%), così come “in caso di pesanti difficoltà materiali” (19%) ed infine una gravidanza non pianificata (12%).

L’indagine ha inoltre rivelato che i due terzi (62%) dei russi disapprovano la proposta di escludere l’aborto dall’assicurazione sanitaria obbligatoria, che renda cioè, l’aborto a pagamento. Quelli favorevoli alla proposta sono invece il 22%, il 16% è indeciso.

 

 

Nel giugno di quest’anno il Consiglio Inter-religioso Russo, che comprende i leader e i rappresentanti delle comunità religiose del paese, ha chiesto di estromettere l’aborto dal sistema assicurativo sanitario obbligatorio. In precedenza, anche il Patriarca Kirill aveva avanzato una proposta analoga al legislatore. Inoltre, anche oggi in molte chiese della Russia su iniziativa del movimento “Per la Vita” è in corso una raccolta firme per chiedere una tutela giuridica della vita umana dal momento del concepimento. Al momento hanno raccolto più di 300 mila firme. Gli organizzatori mirano a raccogliere un milione di firme, che verranno poi trasmesse alle autorità federali. Lo stesso Patriarca di Mosca e di tutte le Russie ha firmato la petizione, innescando non poche discussioni nella società. Anche il Sottosegretario del Presidente della Federazione Russa per la tutela dei diritti del bambino Anna Kuznecova ha sostenuto la causa del divieto di aborto, così come alcuni deputati della Duma, attori famosi e atleti.

 

Nato tra due mari, nel punto più ad est d’Italia, dalle parti di Lecce. Ho studiato prima letteratura russa e inglese poi traduzione presso l’Università del Salento. Nel mezzo ho viaggiato per mezza Europa, vissuto e lavorato a Vilnius, Mosca, Kiev e Berlino ed ora a Londra. Eclettico e poliedrico, sono appassionato di fotografia, viaggi, arte, letteratura e opera, gioco a rugby da amatore. Se amo tutto ciò che riguarda la Russia lo devo anche a mio nonno che quando aveva 80 anni (ora ne ha 93) ha cominciato a studiare il russo dopo aver passato la sua vita in mare.

Massimiliano Macrì

Nato tra due mari, nel punto più ad est d’Italia, dalle parti di Lecce. Ho studiato prima letteratura russa e inglese poi traduzione presso l’Università del Salento. Nel mezzo ho viaggiato per mezza Europa, vissuto e lavorato a Vilnius, Mosca, Kiev e Berlino ed ora a Londra. Eclettico e poliedrico, sono appassionato di fotografia, viaggi, arte, letteratura e opera, gioco a rugby da amatore. Se amo tutto ciò che riguarda la Russia lo devo anche a mio nonno che quando aveva 80 anni (ora ne ha 93) ha cominciato a studiare il russo dopo aver passato la sua vita in mare.