Da dove deriva il nome Žiguli?

Fonte: RIA Novosti,  7/9/ 2010 – Tradotto da Massimiliano Macrì

Come promesso nell’articolo precedente relativo alla AvtoVAZ, oggi vi sveliamo da dove derivano i nomi “Žiguli” e “Lada”

A settembre ricorreva il 46° anniversario del giorno in cui la vettura VAZ-2101 venne chiamata “Žiguli”.

 Secondo la versione generalmente accettata, il nome della macchina costruita a Togliatti è venuto fuori grazie a un concorso proclamato in tutta l’Unione Sovietica e pubblicizzato dalla stampa. Circa 30 mila tra lettere e telegrammi pervennero alla commissione governativa che ne selezionò otto. Un progettista che si chiamava Čjornyj ne suggerì un altro: “Žiguli”, e proprio quest’ultimo venne preferito dal governo.

 

Žiguli

 

Tuttavia, vi è un’altra versione, raccontata dal progettista Gennady Ljakhov. Verso la metà di febbraio del 1967, Viktor Poljakov, direttore generale della VAZ nonché Vice Ministro dell’Industria Automobilistica dell’URSS, assegnò a Boris Pospelov, vice capo progettista della VAZ, il compito di ideare un nome per la vettura che sarebbe stata prodotta nel nuovo impianto. Due giorni dopo vennero messi ai voti circa otto proposte di nomi a cui il progettista Čjornyj aggiunse “Žiguli”. Il nome “Žiguli” venne preferito in tutti e due i turni del voto e venne poi approvato da Poljakov.

Ma non appena le prime “Žiguli” sovietiche vennero prodotte per l’esportazione, si presentò un problema legato al suono della parola “Žiguli”. Agli stranieri non solo veniva difficile pronunciare correttamente quella parola, ma in diverse lingue suonava molto simile a una parola sconveniente. (Gigolò o Zingaro, N.d.T.)

Così si decise di pensare un nuovo nome, più consono per l’esportazione delle automobili della VAZ. Nel 1973 comparve il nuovo nome:”Lada”, bello e semplice. Oggi “Lada” è il marchio principale dell’AvtoVAZ, che lo sta promuovendo, dando nuovi nomi ai nuovi modelli, ma rimanendo sempre fedele al brand “Lada”.

 

La prima Žiguli con marchio Lada

 

Nel corso degli anni, l’AvtoVAZ ha creato più di 100 tra modelli e varianti. Anche i nomi sono variati parecchio: Samara, Bora-21, Niva, Sputnik, Oka, El’f, Gnom, Rapan, Gol’fkar, Karat, Piter-Turbo (roadster), Lada-Aero, Antel, LADA Revolution, Silhouette. Gli intenditori ricorderanno le versioni moderne con i nomi propri di Squalo Giallo, Vespa Rossa (Red Bee), Proiettile (Bullet), tutte auto esclusive che si basavano sul modello VAZ-21106.

Alla creazione di nuovi modelli hanno contribuito in modo considerevole gli ideatori di kit di modifiche per le auto (tuning), alcuni modelli sono: Carlota, Nova, Nika, Grossmeister, Lada Bis, Lada Lady, Rally Sport, APAL, Euro, Katran, Kuraž, Lada TMS, Stealth, Titan, Tom Cat, Tornado, Stajer , Aerokit, Elegance, Everest, Tajga, Oka Lady, AKS, Phantom, Neon, Favorit, Squalo, Leon, Niagara, Real, Trasser, Galant e Grand.

 

Alcune Žiguli modificate

 

Nel nuovo millennio l’azienda ha appagato gli automobilisti con diversi nuovi modelli, secondo il produttore, già conformi alle normative europee. Così nel 2004 è arrivata la prima auto di famigliare la “Lada Kalina” (modello VAZ-1117, VAZ-1118, VAZ-1119). E nel 2007 è stata prodotta la prima Priora (VAZ-2170), che ha inaugurato la gamma di vetture russe del segmento “C” (medium cars), secondo la classificazione europea.

Il nome per la nuova Lada Priora è stato scelto in maniera classica. Inizialmente sono stati individuati dei centri di ricerca di mercato a cui sono state inviate una serie di varianti. In totale 2170 nomi sono stati presentati, scremati a circa 60 e infine i sette finalisti selezionati, tra questi, quello preferito e poi diventato noto a tutti.

 

Supplemento d.T.

*Il nome Žiguli richiama quello dei Monti Žiguli (in russo Жигулёвские горы), in realtà delle colline, molto vicini allo stabilimento della VAZ di Togliatti, sulla riva destra del Volga, nell’Oblast’’di Samara. Probabilmente il nome Žiguli deriva a sua volta dal nome della città di Žiguljovka, non più esistente, che si trovava ai piedi di queste alture. Altre versioni dicono che il nome potrebbe derivare dal verbo “bruciare” (in russo žeč’- жечь), oppure dalla parola iraniana “džeguli” (джегули) che significherebbe pagano o carogna, in riferimento ai mercanti persiani. Ci sono anche altre versioni, ma naturalmente qui nessuno vuole andare contro la versione ufficiale. 

Errata Corrige: in realtà la birra Žigulevskoe (in russo Жигулёвское) esisteva già dal 1935 e prendeva il nome proprio dalle alture di cui sopra, ma il suo nome non ha nulla a che fare con la vettura della VAZ. 

 

Logo della Žiguli

 

*Il nome Lada deriva invece da una tipica imbarcazione a vela usata sul Volga, ma anche nel resto della Russia, la “Lad’ja” che venne poi trasformata per semplicità in “Lada”. Il logo della compagnia, come si può vedere nella foto, raffigura in effetti una piccola barca a vela. Questa volta il nome non venne scelto in fretta per evitare ambiguità o scabrose sovrapposizioni in altre lingue.

 

L’evoluzione del logo VAZ-LADA

 

 

Potrebbe interessarti

Nato tra due mari, nel punto più ad est d’Italia, dalle parti di Lecce. Ho studiato prima letteratura e poi traduzione russa e inglese presso l’Università del Salento. Nel mezzo ho vissuto a Vilnius, Mosca, Kiev, Berlino, Bruxelles ed ora a Londra. Eclettico e poliedrico, sono appassionato di fotografia, viaggi, arte, letteratura e opera, gioco a rugby da amatore. Se amo tutto ciò che riguarda la Russia lo devo anche a mio nonno che quando aveva 80 anni (odesso ne ha 94) ha cominciato a studiare il russo dopo aver passato la sua vita in mare.

Massimiliano Macrì

Nato tra due mari, nel punto più ad est d’Italia, dalle parti di Lecce. Ho studiato prima letteratura e poi traduzione russa e inglese presso l’Università del Salento. Nel mezzo ho vissuto a Vilnius, Mosca, Kiev, Berlino, Bruxelles ed ora a Londra. Eclettico e poliedrico, sono appassionato di fotografia, viaggi, arte, letteratura e opera, gioco a rugby da amatore. Se amo tutto ciò che riguarda la Russia lo devo anche a mio nonno che quando aveva 80 anni (odesso ne ha 94) ha cominciato a studiare il russo dopo aver passato la sua vita in mare.