L’uomo d’affari dell’anno è Dmitry Kamenshchik, proprietario dell’aeroporto “Domodedovo” di Mosca

Nonostante le aspettative è stato in grado di conservare il proprio business. Da un punto di vista formale Dmitry Kamenshchik non può in nessun modo ambire al titolo di “imprenditore dell’anno”: non ha realizzato grandissime operazioni commerciali, né ha conseguito progressi nella sua attività. Inoltre, lo scorso anno “Domodedovo” ha perso il titolo di maggior aeroporto del paese ai danni, nuovamente, di “Sheremetyevo”.

Ma in Russia un uomo d’affari deve saper non soltanto sviluppare, far crescere il proprio business, ma anche conservare ciò che è già stato guadagnato. E in pochi possono confrontarsi con Kamenshchik sotto questo aspetto. Gli affari principali li ha fatti ancora negli anni Novanta, quando ha ricevuto il diritto di gestire “Domodedovo”. Da quel momento nessun acquisto, solo investimenti nella costruzione del terminal aeroportuale. Per di più, di tanto in tanto in quegli anni, il destino ha messo alla prova la solidità di Kamenshchik. Una volta le forze di sicurezza allestiscono uno “show in maschera” (un grande scandalo di corruzione con protagonisti i doganieri dello scalo che vengono arrestati dagli uomini dell’Unità speciale mobile della polizia a volto coperto e armati di mitragliatrici, ndt), un’altra volta terroristi salgono a bordo degli aerei e li fanno saltare in aria o, ancora, si fanno esplodere all’interno dell’aeroporto…

Nel 2008 Kamenshchik era già stato sul filo del rasoio. Allora l’Agenzia Federale per la gestione del patrimonio statale, citando violazioni durante l’operazione di privatizzazione, aveva intrapreso un’azione legale per ottenere la restituzione allo stato della proprietà dell’aeroporto “Domodedovo” e aveva vinto nei primi tre gradi di giudizio. Solo grazie alla decisione della Corte Suprema Kamenshchik aveva salvato il proprio business.

Quest’anno Kamenshchik ha rischiato nuovamente di perdere l’aeroporto. Il comitato inquirente lo ha considerato responsabile, insieme ad altri tre manager dell’aeroporto, dell’attentato terroristico del gennaio del 2011. A febbraio l’uomo d’affari è stato messo agli arresti domiciliari. Poco dopo gli sono state recapitate più di 60 cause giudiziarie dalle vittime e dai loro familiari con una richiesta di risarcimento superiore al miliardo di rubli, mentre l’istruttoria ha presentato un’istanza per la confisca di tutti gli immobili di “Domodedovo”. La questione sembrava chiara: crescono le pretese, gli attivi vengono sequestrati e utilizzati per risarcire le richieste delle vittime dell’attentato. Ma Kamenshchik è riuscito a cambiare questo scenario. “Domodedovo” ha creato un fondo benefico per rimborsare le vittime, l’istruttoria ha perso il suo vantaggio principale e il problema si è risolto come d’incanto: da luglio Kamenshchik non è più agli arresti domiciliari e a settembre la questione è stata chiusa.

Fonte Vedomosti 28/12/2016. Traduzione di Alessandro Lazzari

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Sono nato nel 1993 in provincia di Treviso. Nel 2015 mi sono laureato in Lingue, civiltà e scienze del linguaggio presso l’università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi sulla crisi dei missili di Cuba analizzata dal punto di vista sovietico dell’epoca. Nei tre anni a Venezia ho studiato tedesco e russo. Dopo l’esperienza di un semestre all’Università Pedagogica di Tula, ho deciso di tornare in Russia a proseguire i miei studi. Nel giugno del 2018 ho discusso la mia tesi magistrale sulle strategie di investimento delle multinazionali italiane in Russia presso l’Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO). Sono appassionato di storia sovietica e traduco volentieri articoli di politica ed economia.

Alessandro Lazzari

Sono nato nel 1993 in provincia di Treviso. Nel 2015 mi sono laureato in Lingue, civiltà e scienze del linguaggio presso l’università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi sulla crisi dei missili di Cuba analizzata dal punto di vista sovietico dell’epoca. Nei tre anni a Venezia ho studiato tedesco e russo. Dopo l’esperienza di un semestre all’Università Pedagogica di Tula, ho deciso di tornare in Russia a proseguire i miei studi. Nel giugno del 2018 ho discusso la mia tesi magistrale sulle strategie di investimento delle multinazionali italiane in Russia presso l’Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO). Sono appassionato di storia sovietica e traduco volentieri articoli di politica ed economia.