“Il placido Don”… O forse no

Fonte: Lenta.ru, 17/12/2016, articolo di Viktorija Rešul’skaja, traduzione di Alessia Bianco

Rostov sul Don: istruzioni per l’uso da “Lenta.ru”

In questa città sono nati Aleksandr Solženicyn, Jurij Bašmet e Kirill Serebrennikov, qui ha vissuto l’allieva di Carl Jung e Sigmund Freud, Sabina Špil’rejn e Sergej Bondarčuk ha studiato nel laboratorio teatrale. Qui mosaici con scene di genere decorano i sottopassaggi, qui il gelso è chiamato mora e i ragazzini, addirittura, rappano vicino alla scuola.

“Lenta.ru” è andata a Rostov sul Don.

Se si provasse ad immaginare una città con l’aspetto di una persona, Rostov sul Don sarebbe il miglior compagno d’avventure, con un incredibile carisma e sete di libertà. Per due anni interi gli abitanti di Rostov si opposero al potere sovietico, finché la città non fu presa da Budënnyj. Al tempo della guerra venne occupata due volte e fu quasi distrutta fino alle fondamenta, ma se si tiene a mente che nelle vene della popolazione predomina il sangue cosacco, non ci si può stupire della velocità con la quale dalle rovina sorse la capitale del sud. Stare in volo per due ore, ad esempio da Mosca, aspettando di vedere monumenti architettonici che lasciano senza fiato e capolavori dell’arte, è abbastanza insensato. Ma se si lasciano a casa le aspettative e la guida, sarà una delle avventure più affascinanti che vi rimarrà impressa.

E quindi Rostov sul Don: istruzioni per l’uso.

Caffè vs vino

In città c’è un vero culto del caffè, per un caffè bruciato è del tutto possibile ricevere una rispostina niente male, se non una cinghiata, una parolaccia. A Staročerkassk (l’antica capitale dei Cosacchi del Don) c’è un museo sugli usi e costumi, nel quale, accanto alle armi, alle stoviglie, ai gioielli, sono esposti diversi astuti congegni per la preparazione del caffè. Fino ad oggi si prepara caffè ad ogni angolo, dunque non è importante che si tratti di una caffetteria o di un piccolo furgone con l’opzione del take away, la qualità è al primo posto. In una delle caffetterie più famose della città, CoffeeMan ci sono più di 30 tipi di chicchi, raccolti in tutto il mondo, ma tostati a Rostov. Nel menù non ci sono meno di un centinaio di caffè e bevande al caffè e nelle tazze c’è Latte Art che aspira ad Instagram.

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La concorrenza non se la passa affatto male. Da “Pit’kofe” preparano un flatwhite d’acero, al cappuccino aggiungono nocciole in abbondanza e nel cioccolato il gelato. Questa catena è poco più commerciale, ma si trova in tutta la città. Per una bevanda a regola d’arte bisogna andare da CoffeeLab in via Sovetskaja. Questa caffetteria è stata realizzata in stile scandinavo, ciò significa minimalismo e calore familiare. Sul menù bevande semplici non ce ne sono, anche se si bevesse caffè qui tutti i giorni per un mese, si troverebbe ugualmente qualcosa di nuovo.

Il vero alter ego del caffè è il vino. Sulle sponde del Don, come hanno mostrato gli scavi, facevano vino già duemila anni fa. La storia dell’industria vinicola è intensa e drammatica, con slanci e cadute. Nonostante tutti i colpi, gli enotecnici del Don sono riusciti a conservare delle inconfondibili qualità autoctone d’uva: Sibir’kovskij, Krasnostop Zolotovskij, Cimljanskij Černyj e altre. Vale la pena assaggiare la produzione degli enotecnici locali, non solo dei titolati “Vinodel’ni Vedernikov” e “Cimljanskie vina”, ma anche dei non troppo famosi alle grandi cerchie di garagistes come ad esempio “Villj Zvezda” o “Vina Bani”.

Jazz vs Rap

Tutti sanno che Rostov aspira al titolo di capitale del rap russo. Qui hanno iniziato Bacta e Kasta, qui ogni anno si svolge il festival “Territorio del rap”. Ma sono pochi quelli a conoscenza del fatto che la città è rinomata per la sua scuola di jazz. Il jazz a Rostov comparve alla fine degli anni ’20, ma non fu accettato ufficialmente. Del resto, questo non ha impedito ai musicisti di suonare nei cinema, nei centri culturali e nei ristoranti. È difficile immaginare la storia del jazz russo senza Kim Nazaretov. La leggendaria orchestra guidata da lui fu fondata nel 1974 ed esiste fino a oggi, purtroppo, senza il suo fondatore. Nazaretov è considerato uno dei principali divulgatori della musica jazz e fondatore dell’educazione musicale jazz nell’URSS.

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In città si può trovare jazz in questi luoghi: il Centro formativo e concertistico di musica jazz Kim Nazaretov (ul. Puškinskaja, 52), il Conservatorio statale di Rostov S. V. Rachmaninov (Budennovskij pr., 23), il Jazz club Soul (r-n Aleksandrovka, pr. 40 let Pobedy, 318/1).

E si rappa nel club StereoBaza su Ostrovskogo.

Kalinič vs buoni ristoranti

I gamberi di Rostov, lo spiedino di carne di storione, la seelaube, la vimba (entrambi pesci d’acqua dolce, ndr), il cavolo stufato con il caviale di pesce di fiume: sono solo le prime cinque specialità gastronomiche di Rostov. Al mercato ci sono tante specie di semi quante varietà di birre in un bar che si rispetti, e avvicinarsi, per lo meno, al banco del pesce senza Wikipedia non ha senso. E i pomodori maturi? E le prugne marinate, dolcemente adorate, tanto che una volta sono state permesse a bordo nel bagaglio a mano? E le bacche e le angurie? Insomma, con questi ingredienti preparare cattivi piatti e servirli in un ristorante qualunque è semplicemente vergognoso.

In città ci sono due principali possibilità: il gruppo della società “Buoni ristoranti” (gran caffè “Rafinad”, la catena di caffetterie “Pit’ kofe”, “OneginDača”, il grill restaurant New York, il ristorante italiano “Bellucci”, Famous e Restaurant & lounge “Pirs”) e Vadim Kalinič (Dao Oriental Dinner & Noodle Bar, Fartyk, gastropub Bukowski). Ognuno è buono a suo modo, ma il comun denominatore sta nel fatto che questi ristoranti risultano concettualmente completi, dal design ordinato e, ciò che è più importante, il cibo è ottimo. Per la cucina russa e il fascino dei classici della nobiltà bisogna andare da “OneginDača” sulla via Čechov. Vinegret con ovoli e acciughe, pel’meni con pesce persico, boršč con manzo e mela verde, cotolette con rapa: semplicemente il menù in casa Tolstoj. Gli interni sono ordinatamente sobri, ma con chic, il servizio è di ottimo livello, la professionalità del sommelier rende il pasto impeccabile. Nel grill restaurant New York si attende di gustare delle ottime bistecche e salsicce, mentre nel Restaurant & lounge “Pirs” è piacevole sedersi sulla terrazza all’aperto, ammirando il Don.

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Nei ristoranti di Kalinič, che a proposito è stato il personaggio dell’anno 2014 secondo la rivista “Sobaka”, è necessario andare innanzitutto da “Bukowski” su vicolo Gazetnyj. Non perché la sera la jazz band suoni pezzi dal repertorio del gruppo “Leningrad”, non per gli ottimi gamberi e il vino meno caro di una spremuta a Mosca, ma per l’atmosfera piacevole e vivace.

N.B. Posti che si possono non notare, ma che non bisogna perdersi.

Null-bar Mary Wong, che si trova su via Šaumjana, è entrato nel novero dei 10 luoghi più alla moda del mondo, secondo la società di consulenza londinese, The Future Laboratory. Inoltre la toilette del locale è uno dei luoghi più popolari a Rostov sul Don per i selfie.

L’edificio del teatro drammatico Gor’kij è unico al mondo, costruito con l’aspetto di un gigantesco trattore. Il progetto del teatro, elaborato dal 1930 al 1932, è entrato nei manuali più importanti di storia dell’architettura, sia russi che stranieri. Nei musei delle città di Osaka e di Londra è rappresentato da un plastico come modello dell’edificio teatrale più imponente e polifunzionale in stile costruttivista.

Una galleria di graffiti a cielo aperto. Dalì e altri personaggi più e meno famosi attendono sulla sedicesima strada del quartiere Nachičivan’.

La caffetteria e panetteria “Chlebnaja lavka” è un ristorante carino dall’atmosfera provenzale, con ottimi prodotti da forno e interessanti incroci tra cucina russa e francese. Fare colazione qui è un piacere, mentre cenare romanticamente con un calice di vino è tutt’altra cosa. È meraviglioso che uno dei punti vendita si trovi in aeroporto: significa che macarons, latte con chalva o un paio di dolcetti si possono portare con sé.

Nata a Roma nel 1988, ho conseguito la Laurea Triennale in Lingue e culture del mondo moderno e successivamente la Laurea Magistrale in Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione presso l’Università di Roma La Sapienza. Nel 2010 e nel 2012 ho studiato, per la durata di un semestre, all’Università Statale di Mosca, dove ho svolto anche un tirocinio come insegnante di lingua italiana. Nella tesi ho affrontato la questione della ženskaja proza (letteratura femminile) in Russia offrendo una traduzione inedita di Pikovaja Dama, racconto della scrittrice contemporanea Ljudmila Ulickaja. Dopo la laurea ho conseguito la certificazione DITALS per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri. Amo la cultura russa e mi affascina l’idea di offrire ai lettori italiani uno sguardo più attento sul mondo russo.

Alessia Bianco

Nata a Roma nel 1988, ho conseguito la Laurea Triennale in Lingue e culture del mondo moderno e successivamente la Laurea Magistrale in Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione presso l’Università di Roma La Sapienza. Nel 2010 e nel 2012 ho studiato, per la durata di un semestre, all’Università Statale di Mosca, dove ho svolto anche un tirocinio come insegnante di lingua italiana. Nella tesi ho affrontato la questione della ženskaja proza (letteratura femminile) in Russia offrendo una traduzione inedita di Pikovaja Dama, racconto della scrittrice contemporanea Ljudmila Ulickaja. Dopo la laurea ho conseguito la certificazione DITALS per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri. Amo la cultura russa e mi affascina l’idea di offrire ai lettori italiani uno sguardo più attento sul mondo russo.