Il problema dell’Europa è l’Europa stessa

Fonte: gazeta.ru 18/01/2017

L’Italia è minacciata da una sanzione per aver ignorato le richieste di Bruxelles

Il ministro delle finanze italiano Pier Carlo Padoan ha criticato la Commissione Europea per la creazione di problemi per tutti i paesi europei. Secondo il funzionario, proprio Bruxelles “manca di una visione” in risposta al fiorire del populismo nel Vecchio Mondo. La dura retorica del ministro è causata dalla richiesta volta a Roma al fine di ridurre il deficit di bilancio. Altrimenti Bruxelles rischia di penalizzare l’Italia, così come altri sette paesi, per violazione della disciplina finanziaria.

Il ministro delle Finanze italiano Pier Carlo Padoan ha duramente criticato l’Unione Europea al World Economic Forum di Davos.

“Il problema dell’Europa è l’Europa stessa. Manifestazioni di populismo e delusione per la situazione – questa è l’Europa. In molti, se non tutti, dei paesi europei si dice che i loro problemi si sono formati a Bruxelles e Francoforte”, – ha detto Padoan.

Secondo Padoan, l’Europa in precedenza risolveva i problemi dei paesi arretrati mentre ora tutto si è capovolto: “l’Europa genera problemi”.

Padoan fa notare che i funzionari di Bruxelles, responsabili della definizione delle politiche, non hanno una chiara comprensione di come esse si esprimano poi in concreto sul settore privato.

“In altri posti hanno una visione, con cui si può essere accordo o in disaccordo, ma questa è la sfida che lanciano Brexit e Trump. Loro hanno una visione, noi non ne abbiamo una che vi corrisponda” – ha aggiunto.

Si può capire l’irritazione Padoan: martedì la Commissione Europea ha inviato una lettera al nuovo Primo Ministro italiano, Paolo Gentiloni con la richiesta di ridurre il deficit di bilancio del paese nel 2017 allo 0,2% del PIL, ovvero a € 3,4 miliardi.

“La lettera è parte del dialogo in corso tra la Commissione e le autorità italiane” ha detto al Wall Street Journal un rappresentante della Commissione Europea. Roma dovrà rispondere alla richiesta entro il 1 febbraio quando sarà pubblicata una previsione economica aggiornata. Il Ministero delle Finanze italiano ha promesso che entro pochi giorni deciderà come rispondere alla lettera: se tagliare davvero le spese e aumentare le tasse, o ignorare la richiesta della Commissione Europea a rischio di venire sanzionati.

Ricordiamo che nel novembre dello scorso anno, la Commissione Europea ha inviato un avvertimento agli otto paesi che non rispettano gli impegni di bilancio. Tra di loro c’erano Italia, Spagna, Lituania, Slovenia, Finlandia, Cipro, Portogallo e Belgio.

Bruxelles richiede che il deficit di bilancio nel 2017 non superi il 3% del PIL e che il debito nazionale sia inferiore al 60%.
Se i paesi non saranno in grado di soddisfare queste condizioni, potranno essere multati per un importo pari al 0,2% del PIL.
Nel maggio dello scorso anno Roma ha accettato di ridurre il deficit di bilancio al 1,8% del PIL, tuttavia, quando l’ormai ex premier Matteo Renzi ha pubblicato il piano di bilancio nel mese di ottobre, il disavanzo previsto è salito al 2,3% del PIL italiano.
Roma ha poi spiegato la necessità dell’aumento del deficit con le indispensabili spese dovute ai terremoti avvenuti in estate, così come con la crisi dell’immigrazione.

Inoltre, la Commissione Europea è preoccupata per il debito dell’Italia, che si attesta ora al 133% del PIL (€ 2,2 miliardi): il secondo debito per dimensione dopo quello greco.
Padoan spiega le difficoltà con la riduzione della deflazione del debito pubblico e con le infelici condizioni del mercato che impediscono la privatizzazione pianificata.

La situazione in Italia è complicata anche dalla continua crisi bancaria, anche se il ministro cerca di assicurare che i 20 miliardi di euro stanziati dal governo quest’anno saranno sufficienti per arrestare il problema.
Lunedì 16 gennaio il Fondo Monetario Internazionale ha abbassato le sue previsioni per la crescita economica in Italia per quest’anno e l’anno prossimo rispettivamente fino allo 0,7% (- 0,2) e allo 0,8% (-0,3) del PIL (-0,3 pp). A sua volta l’economia della zona euro dovrebbe crescere dell’1,6% in questo periodo.

 

Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.

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