La corruzione in Russia si è stabilizzata

La percezione della corruzione non è influenzata né dalle nuove leggi né dagli eclatanti casi

Fonte: Kommersant 25/01/2017 Articolo di Ekaterina Grobman, Traduzione di Antonino Santoro

L’organizzazione internazionale Transparency International ha presentato il suo annuale indice sulla percezione della corruzione. La Russia occupa il 131° posto su 176. Anton Pominov, direttore generale della sezione russa, ha spiegato a Kommersant come rispetto all’anno scorso la posizione della Federazione Russa sia peggiorata ma solo a causa dell’aumento del numero di paesi esaminati. Secondo la valutazione degli esperti la Russia non è scesa, ma non è neanche salita, nell’indice nonostante gli eclatanti casi di corruzione e gli emendamenti alla legislazione.

La posizione della Russia nell’Indice della Percezione della Corruzione (CPI) stilato da Transparency International non è cambiato nel corso dell’ultimo anno: 29 punti su 100. Nel 2016 la Russia era al 119° posto mentre ora è al 131°. Nonostante la perdita di posizioni il livello di percezione della corruzione nella Federazione Russa è rimasto lo stesso. Come ha spiegato Anton Pominov, direttore generale di Transparency International – Russia (TIR), questo è legato al fatto che nel 2017 gli esperti hanno allargato la lista dei paesi presi in esame.

Nell’indice i paesi più vicini alla Russia sono l’Iran, il Kazakistan, il Nepal e l’Ucraina. Al primo posto vi sono la Danimarca, la Norvegia e la Nuova Zelanda (90 punti), al secondo vi è la Finlandia (89 punti) e al terzo la Svezia (88 punti). Come ha fatto notare Pominov, al di sotto della Russia vi sono solamente paesi nei quali vi sia attualmente in corso una guerra o un genocidio. Tra i peggiori vi sono la Corea del Nord (12 punti), il Sud Sudan (11 punti) e la Somalia (10 punti).

Al TIR sottolineano come l’indice della percezione della corruzione e il livello di corruzione non siano la stessa cosa. “Nessuno sa come calcolare il livello di corruzione. E’ facile calcolare il numero di omicidi: l’uccisione ha come evidente risultato quello della morte di una persona. Con la corruzione invece è tutto molto sfocato, è un fenomeno nascosto; due parti si sono messe d’accordo e una ha corrotto l’altra, ma le forze dell’ordine non ne sanno nulla. Per questo ne viene misurata la percezione nella società” ha spiegato Pominov.

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L’indice finale si componge di diverse grandezze di corruzione. Come fonti non sono utilizzati dati provenienti da sondaggi tra l’opinione pubblica: alla base dell’indice vi sono le valutazioni di esperti e imprenditori di 13 organizzazioni indipendenti, nessuna delle quali è russa.

Tra gli importanti fattori esterni che hanno influenzato la posizione nell’indice vi sono i “Panama Papers”. Gli eclatanti casi criminali che coinvolgono dei funzionari, al contrario, non hanno influenzato l’indice: essi non vengono sempre percepiti dai cittadini russi nel contesto dell’anticorruzione. Il TIR porta come esempio l’indagine VCIOM: più della metà dei russi ha considerato l’arresto di Aleksej Uljukaev, ministro dello sviluppo economico russo, come una “azione dimostrativa o come un regolamento di conti” (il caso del ministro non è caduto nel periodo preso in esame in quanto l’indagine è stata condotta alla fine della prima metà del 2016) e non come una vera lotta alla corruzione. Secondo Elena Panfilova, vice presidente del movimento internazionale Transparency International, gli arresti di funzionari altolocati “non assomigliano ad una vera lotta alla corruzione ma mettono solo più a nudo il problema”.

Indice di Transparency International 2017

Secondo il rapporto del Gruppo di stati del Consiglio d’Europa per la lotta alla corruzione (GRECO), la Russia nel 2016 ha adempiuto in toto a 10 raccomandazioni sulla lotta alla corruzione mentre altre 11 sono state soddisfatte parzialmente. Una serie di emendamenti ha toccato la legislazione: ai funzionari è stato vietato di possedere strumenti finanziari stranieri, è entrata in vigore una legge su una lista nera di persone, licenziamenti dagli incarichi statali e dalle forze dell’ordine nei casi di reati di corruzione. Tutto questo non ha però apportato alcun miglioramento nell’indice. “Le raccomandazioni riguardano aspetti legislativi tecnici, ma da noi c’è un vuoto tra la legge e l’applicazione del diritto. Non è che sull’anti corruzione non si faccia nulla, quello che si fa non è però sufficiente. Gli organi delle forze dell’ordine e i tribunali non ispirano molto fiducia”.

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Transparency International ha elaborato cinque raccomandazioni che potrebbero aiutare la Russia a migliorare il clima di anti corruzione. Tra di esse vi è l’adozione di leggi sulle attività di pressione (lobbying – nota di RIT), sulla protezione di chi denuncia casi di corruzione ed anche l’obbligatorietà di azione da parte degli organi delle forze dell’ordine in caso di indagini pubbliche o giornalistiche. E’ necessario poi entrare in una cooperazione internazionale per il recupero dei capitali e per l’individuazione dei beneficiari effettivi. I difensori dei diritti umani invitano a garantire l’elettività dei presidenti dei tribunali e l’indipendenza dell’attività economica dei tribunali dal ramo esecutivo. Oltre a questo, bisogna portare al minimo l’influenza degli organi di potere verso il processo di formazione delle commissioni elettorali.

 

 

 

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa.
antosha87sr@gmail.com

Antonino Santoro

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa. antosha87sr@gmail.com