Niente più prigione. Che cosa cambia la legge sulla decriminalizzazione della violenza domestica

Foto di Ben Raynal

Fonte: Life.ru, 27/01/2017, articolo di Elizaveta Ponomareva, traduzione di Sydney Vicidomini

La legge sulla decriminalizzazione della violenza domestica è stata approvata dalla Duma alla sua terza e ultima lettura. Life parla delle conseguenze.

La legge trasferisce le percosse ai familiari dall’ambito dei reati penali a quello degli illeciti amministrativi; a onore del vero, soltanto nel caso in cui il fatto si verifichi per la prima volta.

I legislatori si sono basati su alcune considerazioni che giustificano l’approvazione del disegno:

— innanzitutto il loro intento era quello di correggere un’imperfezione della legge dell’estate del 2016, con la quale si era cercato di decriminalizzare qualsiasi tipo di percosse “semplici”; con questa legge, però, nel codice penale era andato a finire un riferimento ai “membri del nucleo familiare”.

— in secondo luogo, il proposito era quello di diminuire l’intervento dello Stato negli affari interni alla famiglia o, come dichiarato dal portavoce della Duma Vjaceslav Volodin, di “creare le condizioni per la nascita di famiglie forti.”

A questo proposito i deputati si sono basati anche sull’opinione della popolazione. La maggioranza dei cittadini della Federazione Russa, secondo un’inchiesta dello WCIOM (centro federale russo per lo studio dell’opinione pubblica, ndr.), è a favore della decriminalizzazione.

Infatti, su 1800 intervistati, il 59% si sono espressi a favore di un alleggerimento della punizione per il primo caso di percosse, mentre il 33% si sono mostrati categoricamente contrari. Il 41 % degli intervistati sostiene che la decriminalizzazione avrà un effetto positivo: l’approvazione di questa legge porterebbe alla diminuzione dei casi di violenza domestica. Il 13 % invece si aspetta un peggioramento della situazione, mentre il 40% sostiene che la legge non cambierà nulla.

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Le femministe e gli attivisti per i diritti umani mettono in guardia

Kira Solov’jova, presidente dell’associazione femminista russa “ONA” (LEI, ndr.) ritiene che “l’esclusione delle percosse nei confronti dei familiari dal codice penale [sia] un passo indietro nella questione della sicurezza di donne e bambini”.

“Questo cambiamento provocherà un aumento della violenza domestica nel nostro paese e una diminuzione dell’interesse della polizia a occuparsi seriamente di questo problema,” dichiara Kira Sov’jolova. “Già il fatto stesso di non incorrere in responsabilità penali in caso di violenza lascerà il via libera a molti tiranni. In questa materia la legge penale serve a fare profilassi, perché permette di prevenire atti di maggiore violenza con conseguenze più tragiche. Inoltre è chiaro che le multe (previste dalla legge approvata, ndr.) saranno pagate attingendo al bilancio familiare.”

Le parole pronunciate da due lobbisti di questo disegno di legge portano sconforto. Le botte sono “violenza senza violenza”. “Non a caso a molti è venuto subito in mente Orwell”, ha continuato la femminista.

La stessa opinione è condivisa Oksana Markelova, sottotenente della polizia, ispettore speciale della direzione dell’organizzazione dell’ordine pubblico nelle aree residenziali e dell’implementazione del diritto amministrativo del GUOOOP (corpo delle forze dell’ordine, ndr.) del Ministero degli Interni. A gennaio, durante la tavola rotonda della Camera Pubblica (organo consultivo e di monitoraggio sull’attività della Duma), Oksana ha dichiarato che il Ministero degli Interni non approva il disegno di legge.

L’attivista per i diritti umani Aljona Popova, che lavora con le vittime di violenza domestica, ha fatto notare che le donne in questa situazione non arrivano mai “in nessun tribunale”:

“Il 40% degli atti di violenza si compiono in famiglia e le donne vanno difese proprio dai familiari. Fin quando l’aggressore saprà di non incorrere in una punizione seria, continuerà a picchiare, e la violenza diventerà sistematica.”

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Gli esperti in materia legale tranquillizzano

Chi ha esperienza in materia legale si mostra più ottimista. Per esempio, l’avvocato Matvej Dzen trova che il trasferimento delle “percosse in famiglia” dal codice penale a quello amministrativo abbia delle conseguenze positive sulle vittime stesse:

  • Le vittime non dovranno partecipare attivamente al processo, in quanto è compito dello Stato occuparsi delle questioni amministrative;
  • È nella norma arrestare la persona che ha commesso il reato e farle passare la notte dietro le sbarre; questo dà ai familiari la possibilità di mettersi al sicuro da una minaccia immediata e di riflettere sulle mosse successive;
  • I casi amministrativi vengono risolti più velocemente di quelli penali;
  • L’arresto sicuramente non è uguale alla prigione, ma è comunque un trauma per una persona abituata a passare impunita. E non è una multa, che in ogni caso influisce sul bilancio familiare. 

Elizaveta Chudjakova, direttrice del dipartimento legale della holding News Media ha ricordato che “con il termine percosse, nella legge in questione, ci si riferisce in senso stretto a quei colpi che possono provocare piccoli sanguinamenti, escoriazioni e altre ferite che non influiscano sullo stato di salute e non siano invalidanti.”

Fino ad oggi, dando uno scappellotto a vostro figlio e lasciandogli un livido, per legge avreste potuto rispondere del vostro gesto proprio in base al codice penale; la responsabilità amministrativa non era proprio contemplata. La legge varata dalla Duma, in questo senso, intende proteggere la famiglia.

Da adesso, un genitore che dà un unico maldestro scappellotto a suo figlio sarà punito in maniera più morbida, secondo il codice amministrativo, e quindi in modo più umano.

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In questo modo, la legge sulla decriminalizzazione della violenza domestica permette di risolvere lo squilibrio tra l’illecito e la punizione e allo stesso tempo di bilanciare la responsabilità. Non bisogna credere che la violenza in famiglia sia stata legalizzata. Se il tiranno domestico, a causa delle percosse, è stato richiamato una prima volta in via amministrativa, in caso di recidiva non potrà scampare al procedimento penale.

Insegnante, traduttrice, poliedrica. Curiosa del mondo e appassionata divulgatrice. Autrice di Russaliana – appunti russi di un’italiana su russaliana.me
sydney.vicidomini@gmail.com

Sydney Vicidomini

Insegnante, traduttrice, poliedrica. Curiosa del mondo e appassionata divulgatrice. Autrice di Russaliana – appunti russi di un’italiana su russaliana.me
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  • Luca Neri

    Una legge molto “italiana”, si fa diventare un reato di violenza in illecito amministrativo per non ingolfare tribunale e prigioni…. naturalmente ci rimetteranno le famiglie, con la natalità negativa che hanno in Russia da anni certamente la cosa non aiuta….

    • Topesio

      Vabbè, ma se la legge fosse applicata in ogni caso, una volta che uno dà uno schiaffo alla moglie passa la notte in galera e magari si rende conto di aver fatto una cazzata. Se è un violento incontenibile, alla seconda si fa un processo e va in galera.
      Il problema della violenza domestica non è che i violenti sono puniti troppo poco quando vengono condannati, ma che non vengono proprio scoperti.
      Va poi detto che in Russia non esistono alimenti, il divorzio dura un mese; questo spinge le donne ad avere un lavoro, per cui, se hanno un marito violento, non sono obbligate da fattori economici a far proseguire la relazione.
      Francamente non conosco la situazione russa sul piano della violenza domestica: da una parte, la forte incidenza di alcolismo dovrebbe essere un fattore di rischio, ma penso che i casi di donne che temono di perdere ogni fonte di sostentamento se denunciano le violenze siano meno frequenti, per i motivi anzidetti.