Donbass di nuovo sotto attacco

Fonte: Argumenty i Fakty; tradotto da Francesco Iovenitti; giornalista: Aleksandr Kolesničenko

Un esperto espone le ragioni per le quali Porošenko sta tergiversando

Stando alle parole dell’esperto, l’ultimo inasprimento della situazione in Donbass e “l’opposizione” contro il presidente ucraino alla Verchovna Rada (il Parlamento Ucraino, n.d.r.), sono parte di un grande “inganno” che Porošenko sta preparando ai suoi partner occidentali.

Martedì le milizie del Donbass hanno riconquistato le posizioni perse il giorno prima ad Avdeevka, dove la linea di confine procede dritta per le strade di questa città piuttosto grande. Dal Cremlino attribuiscono a Kiev la responsabilità dell’ennesimo inasprimento. Perché e cosa accade in Donbass lo racconta ad “Argumenty i Fakty” Aleksej Česnakov, direttore del Centro di congiuntura politica.   

 

Aleksandr Kolesničenko: Perché la situazione si è inasprita proprio adesso?

Aleksej Česnakov: Il governo ucraino ha cercato di provocare una dura reazione delle Repubbliche Popolari di Doneck e Lugansk. Per Kiev è diventata particolarmente d’attualità alla vigilia della visita di Porošenko a Berlino, dove il presidente ucraino voleva ricevere le attenzioni internazionali per una dichiarazione riguardo “un’aggressione” da parte delle repubbliche non riconosciute. Adesso già si sentono giustificazioni con riferimenti a “formazioni militari incontrollate”. Tuttavia, a parte le notizie sul sostegno alle loro azioni direttamente dalle forze militari ucraine, io mi soffermerei su un fatto. Qualche tempo fa il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale dell’Ucraina Turčinov, il viceministro per le operazioni antiterrorismo Tuka e il ministro degli interni Avakov parlavano di come l’Ucraina stesse iniziando a realizzare il piano di una graduale riconquista, metro dopo metro, del territorio del Donbass. La settimana scorsa e quella ancora precedente erano giunte notizie sul fatto che gli apparati di sicurezza ucraini avessero raggiunto nuove posizioni sulle linee di confine. Indubbiamente hanno anche provocato la battaglia di Avdeevka.

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L’inasprimento non ha colpito solo Avdeevka, sono avvenute sparatorie in altre zone sulla linea di confine. Come si svilupperà la situazione?

Qualsiasi violazione, anche la minima, comporta un peggioramento nelle altre zone. Ovviamente ora bisogna cessare quanto prima le azioni militari e sedersi al tavolo delle trattative. Ma la parte ucraina respinge gli accordi sin dal primo punto, c’è discrepanza tra le parti. Per colpa di Kiev non ha avuto luogo lo scioglimento delle milizie in una delle zone della cittadina Stanica Luganska. E fino a quel momento, finché le parti non faranno il passo successivo per una regolarizzazione politica, si ritroveranno continuamente in presenza di deboli azioni militari con periodici inasprimenti. Inoltre Kiev è in imbarazzo rispetto alle voci sulla possibilità di un “grande affare” sull’Ucraina tra Russia e USA. Gli americani hanno dato segnali reali del fatto che l’Ucraina non è tra le loro priorità. Gli europei si sono trovati in una trappola che si sono creati da soli, poiché talvolta hanno guardato gli eventi dalla prospettiva ucraina. Essi da un lato credevano di poter giocare con gli americani, ma adesso si ritrovano senza sostegno. Tutto ciò preoccupa moltissimo Porošenko, per il quale sta svanendo l’opportunità di fare attività lobbistica per i propri interessi.   

 

È possibile ipotizzare che l’inasprimento della situazione in Donbass sia stato l’ultimo tentativo di “addentare” dei pezzetti di territorio di una regione in agitazione e di presentare alla società ucraina qualche vittoria prima che tali incursioni diventino impraticabili per la perdita di protezione dell’Occidente?

Un’ipotesi del genere ha tutto il diritto di esistere. Ci faccia caso: la situazione è iniziata a peggiorare nel cosiddetto “giorno della memoria degli eroi di Kruty” (29 gennaio, n.d.a.), al quale da poco tempo viene dato grande risalto. Si tratta degli avvenimenti del 1918, quando in realtà furono proprio i loro comandanti a gettare nella mischia centinaia tra i peggiori studenti (che combattevano per la repubblica popolare dell’Ucraina, n.d.a.) di fronte alle unità bolsceviche pronte all’assalto. A proposito, in quelle unità c’erano gli abitanti di Doneck e Lugansk… Ebbene, la situazione è peggiorata proprio nel momento in cui Porošenko ha iniziato le celebrazioni in onore di questo giorno della memoria.     

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 È possibile che Porošenko cominci a rispettare i punti degli Accordi di Minsk che Kiev ha sottoscritto? Modifica dell’ordinamento del paese, ricostruzione delle relazioni socio-economiche con il Donbass, etc.?

Porošenko ha tutte le possibilità per discutere come minimo i problemi del Donbass alla Verchovna Rada. Ma lui non fa nulla per prendere accordi con i deputati, e loro non discutono questo tema né all’interno del partito del presidente, né in parlamento. Lui trae vantaggio dicendo che non è possibile prendere accordi con il parlamento e quando sono Merkel e Hollande a porgli delle domande, risponde che “non può fare pressione sul parlamento”. Questo è un “inganno” con lo scopo di ottenere condizioni più favorevoli negli affari con gli europei. Porošenko semplicemente esita, tergiversa e manipola.   

   

Martedì, rispondendo a una domanda di “AiF”, Dmitrij Peskov, addetto stampa del presidente russo, ha annunciato che è poco probabile che Kiev controlli del tutto i cosiddetti battaglioni volontari che hanno attaccato le posizioni delle milizie delle repubbliche non riconosciute. “Mi dispiace, non tocca a me parlare della possibilità che tutti questi ‘drappelli autonomi’ siano o meno controllati da Kiev”, ha detto Peskov. “Ma questa volta le azioni aggressive di tali drappelli sono state compiute con il sostegno delle artiglierie delle forze armate ucraine”. Stando alle parole di Peskov, a Mosca sono seriamente preoccupati per la situazione, che testimonia “la riluttanza e l’inefficienza del governo ucraino e del presidente dell’Ucraina Porošenko ad adempiere agli Accordi di Minsk”.      

 

Traduttore, studioso e appassionato del mondo russo. Nel 2013 ho insegnato italiano agli studenti russi a San Pietroburgo e nel 2015 ho conseguito la Laurea Magistrale in Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione

Francesco Iovenitti

Traduttore, studioso e appassionato del mondo russo. Nel 2013 ho insegnato italiano agli studenti russi a San Pietroburgo e nel 2015 ho conseguito la Laurea Magistrale in Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione