Nell’ultimo anno la posizione della Russia nell’Indice di percezione della corruzione non è cambiata

Fonte Vedomosti, 25/01/2017. Articolo di Natalja Reibman. Traduzione di Alessandro Lazzari.

Tuttavia in questa graduatoria di Transparency International la Russia è scesa dal 119esimo al 131esimo posto

In un anno la posizione della Russia nell’Indice di percezione della corruzione (CPI) non è variata, ha riferito l’autore di questo rating, l’organizzazione internazionale Transparency International. Come un anno fa la Russia ha ricevuto 29 punti, tuttavia la sua posizione nella graduatoria è scesa dal 119esimo al 131esimo posto, poiché quest’anno nell’indice sono stati inclusi più paesi rispetto all’anno scorso.

Nell’indagine viene reso noto che quest’anno più di due terzi dei 176 paesi e territori esaminati ha raccolto meno di 50 punti secondo la scala di Transparency International. Il livello medio di percezione della corruzione nel mondo è di 43 punti. Inoltre, nello studio riferito al 2016, è messo in evidenza il legame tra l’indicatore di percezione della corruzione e la disuguaglianza patrimoniale. Questo nesso ha creato condizioni favorevoli per il populismo, fa notare il direttore internazionale di Transparency International José Ugaz. Stando alle sue parole, quando i politici tradizionali non riescono ad avere la meglio sulla corruzione, la popolazione diventa più cinica e sempre più spesso inizia a guardare ai politici populisti che promettono di interrompere il circolo vizioso di privilegi e corruzione.

Con 29 punti la Russia si trova allo stesso livello di Iran, Kazakhistan, Nepal e Ucraina. Un anno fa, oltre alla Russia, avevano ricevuto lo stesso punteggio anche Azerbaijan, Sierra Leone e Guyana, mentre nell’indice del 2014 la Russia aveva ottenuto 27 punti.

Nell’indice di Transparency International, che redige questa graduatoria dal 1995, i paesi del mondo sono ordinati in una scala da 0 a 100, dove 0 indica il livello più alto di percezione della corruzione, mentre 100 il più basso. Il valore è calcolato sulla base dei dati degli ultimi due anni (2015-2016), raccolti da 12 organizzazioni indipendenti nel corso di sondaggi tra esperti e imprenditori in tutto il mondo.

Nell’indice del 2016 il primo posto se lo dividono Danimarca e Nuova Zelanda con 90 punti, a seguire la Finlandia con 89, poi la Svezia con 88. Chiudono il rating la Corea del Nord con 12 punti, Sudan con 11 e Somalia con 10. Delle ex repubbliche sovietiche il posto più alto, il 44esimo, è occupato dalla Georgia, la Bielorussia si trova al 79esimo, la Moldavia al 123esimo, il Tajikistan al 151esimo, il Turkmenistan al 154esimo e l’Uzbekistan al 156esimo.

Nel 2016 in Russia “alla tendenza del passato a correggere le norme anticorruzione della legislazione si è aggiunta una caccia sfrenata agli individui corrotti e ai loro simili”, ha commentato la situazione il direttore generale di “Transparency International Russia” Anton Pominov. Tuttavia il vicepresidente del movimento internazionale Transparency International Elena Panfilova è convinta che questa “caccia” non sia del tutto autentica: “I visitatori soddisfatti, in realtà, fanno il tiro a segno con fucili preparati precedentemente, sparando a paperelle che il proprietario ha disposto con cura sulle mensole”.

Per definire il posto della Russia nella graduatoria sono state prese in considerazione le informazioni rese note dopo la fuga di documenti della ditta giuridica panamense Mossack Fonseca che ha aiutato a formalizzare la presenza di aziende offshore. Nei documenti ritrovati ci sono riferimenti a 11516 aziende legate alla Russia e a 6285 persone fisiche e giuridiche russe che sono proprietari o gestori di queste aziende. I mass media hanno dato grande risalto allo scandalo e questo non ha potuto non influire sulla percezione del livello di corruzione tra gli intervistati, fa notare Transparency International in un comunicato stampa.

Tra i fattori negativi che possono aver influito sulla posizione del paese nella graduatoria si ricordano anche cause clamorose contro funzionari di alto livello, per esempio l’arresto dell’ex ministro per lo sviluppo economico Aleksej Uljukaev, del generale del Sistema di protezione federale (FSO) Gennadij Lopyrëv e del colonnello del Ministero degli interni Dmitrij Zacharčenko e dei miliardi da lui rinvenuti. Transparency International mette in evidenza che non tutti i cittadini percepiscono queste vicende come testimonianza di lotta alla corruzione. Riferendosi ad un’indagine di VCIOM (Centro russo di ricerca dell’opinione pubblica, ndt), l’organizzazione indica che più del 50% degli intervistati ha interpretato l’arresto di Uljukaev come “azione dimostrativa o regolamento di conti”.

Alla grande conferenza stampa del 23 dicembre 2016 è stato chiesto direttamente al presidente Vladimir Putin se queste vicende clamorose di anticorruzione non siano altro che un’imitazione della lotta alla corruzione, dietro alla quale si nascondono tentativi di regolamento di conti. La domanda fatta dal corrispondente di “Eco di Mosca” (una stazione radio della capitale, ndt) si riferiva ai casi di Uljukaev e dell’ex direttore del Servizio doganale federale (FTS) Andrej Bel’janinov, le cui fotografie della perquisizione con il denaro in contante confiscato furono pubblicate a luglio prima delle sue dimissioni. Putin ha risposto che non c’è stato nessun caso Bel’janinov, ma la pubblicazione delle foto ha arrecato un danno immeritato alla reputazione dell’ex direttore del servizio doganale e, per quanto riguarda Uljukaev, i materiali messi a disposizione dalle autorità sono bastati perché fosse presa la decisione di rimuoverlo dalla carica di ministro a causa della perdita di fiducia.

Nel Piano nazionale per la lotta alla corruzione è stata menzionata la protezione nei confronti dei segnalatori di corruzione e Transparency International considera questa protezione l’elemento principale nella politica anticorruzione. I curatori del rating notano che comunque non è stata approvata nessuna legge sul lobbismo, accennata invece nel precedente Piano nazionale.

Dal resoconto del Gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO) si evince che la Russia nel 2016 ha eseguito completamente 10 delle 21 raccomandazioni riguardanti la lotta alla corruzione, mentre le rimanenti 11 sono state eseguite parzialmente, viene riferito nel comunicato stampa. Allo stesso modo si tiene presente che nel periodo in esame la Russia è diventata membro dell’accordo dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) sullo scambio automatico di informazioni finanziarie tra le autorità tributarie di diversi paesi che dovrebbe iniziare nel 2018. Transparency International rileva “alcuni miglioramenti nella legislazione contro la corruzione”, per esempio per ciò che riguarda la confisca del patrimonio accumulato illegalmente nel corso della vita, ma “la pratica di applicazione del diritto è cambiata poco”, ritengono nell’organizzazione.

Tra i fattori positivi a Transparency International notano che ai funzionari russi è stato vietato possedere strumenti finanziari stranieri, che è stata approvata una legge sulla “lista nera” di persone corrotte, licenziate da ruoli statali e da organi di tutela dell’ordine pubblico, che è stata introdotta la responsabilità delle aziende se non conservano e non rinnovano i dati dei propri beneficiari, che ai funzionari federali è stato vietato lavorare con organizzazioni i cui collaboratori sono loro parenti.

Sulla base dei risultati dell’analisi, Transparency International consiglia alla dirigenza russa di elaborare e approvare una legge sul lobbismo e sulla protezione dei segnalatori di corruzione, obbligare gli organi di tutela dell’ordine pubblico a reagire alle indagini collettive e giornalistiche, a collaborare a livello internazionale per la restituzione del denaro e la definizione dei proprietari beneficiari, garantire l’eleggibilità dei rappresentanti giuridici e la ripartizione casuale delle cause tra tribunali secondo la loro specializzazione, garantire l’indipendenza dell’attività economica dei tribunali dal potere esecutivo e dall’Amministrazione presidenziale, innalzare l’indipendenza delle commissioni elettive, minimizzando l’influenza da parte degli organi di potere sul processo di formazione delle stesse.

“Un’autentica politica di anticorruzione e il conseguente sviluppo del paese sono possibili solo quando inizieranno a rafforzarsi gli istituti, tra i quali i più importanti sono elezioni trasparenti e oneste per un controllo dei politici, dal capo del consiglio per l’agricoltura fino al presidente, ma anche un sistema legislativo sovrano indipendente da ogni ramo di potere, alleggerito grazie alla fiducia di cittadini e business ed efficiente”, afferma Anton Pominov.

Sono nato nel 1993 in provincia di Treviso. Nel 2015 mi sono laureato in Lingue, civiltà e scienze del linguaggio presso l’università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi sulla crisi dei missili di Cuba analizzata dal punto di vista sovietico dell’epoca. Nei tre anni a Venezia ho studiato tedesco e russo. Dopo l’esperienza di un semestre all’Università Pedagogica di Tula, ho deciso di tornare in Russia a proseguire i miei studi. Nel giugno del 2018 ho discusso la mia tesi magistrale sulle strategie di investimento delle multinazionali italiane in Russia presso l’Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO). Sono appassionato di storia sovietica e traduco volentieri articoli di politica ed economia.

Alessandro Lazzari

Sono nato nel 1993 in provincia di Treviso. Nel 2015 mi sono laureato in Lingue, civiltà e scienze del linguaggio presso l’università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi sulla crisi dei missili di Cuba analizzata dal punto di vista sovietico dell’epoca. Nei tre anni a Venezia ho studiato tedesco e russo. Dopo l’esperienza di un semestre all’Università Pedagogica di Tula, ho deciso di tornare in Russia a proseguire i miei studi. Nel giugno del 2018 ho discusso la mia tesi magistrale sulle strategie di investimento delle multinazionali italiane in Russia presso l’Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO). Sono appassionato di storia sovietica e traduco volentieri articoli di politica ed economia.