15 posti radioattivi in Russia da cui è meglio stare alla larga – 2° parte

Fonte: lifehacker.ru, 25 aprile 2016 – Nikolaj Maslov, tradotto da Massimiliano Macrì

Quelli che seguono sono i restanti luoghi radioattivi della lista relativi alla Russia, alla CSI e all’Ucraina. Per vedere la prima parte dell’articolo CLICCATE QUI.

Ciò che è riportato in questo articolo è l’esempio lampante di quello che provoca l’energia nucleare incontrollata, l’incompetenza umana e la disattenzione per l’ambiente.

8> Complesso di arricchimento minerario di Udačnyj, Jacuzia, Russia

Nell’ambito del progetto “Krystall” il 2 ottobre del 1974, a due chilometri dalla città di Udačnyj, venne fatta esplodere in superficie una carica nucleare della potenza di 1,7 chilotoni. Lo scopo era quello di creare una diga per l’impianto di arricchimento minerario di Udačnyj. Purtroppo, all’esplosione seguirono anche grosse emissioni nocive.

Coordinate: 66°26’04.5″N 112°18’58.8″E

Vista dall’alto di Udačnyj

 9> Canale Pečora – Kama, Krasnovišersk, Russia

A cento chilometri più a nord della città di Krasnovišersk nella provincia di Čerdyn’ nell’Oblast’ di Perm, il 23 marzo 1971 venne messo in atto il progetto “Taiga”. Questo prevedeva di far esplodere tre cariche nucleari da 5 chilotoni per la costruzione di un canale tra i fiumi Pečora e Kama. Dato che l’esplosione fu superficiale ci furono delle emissioni nocive che contaminarono una vasta area, dove, ciononostante oggi vivono molte persone.

Coordinate: 61°18’22.0″N 56°35’54.0″E

Il lago radioattivo che si formò dall’esplosione
Lo schema del progetto

10> Base Navale 569, Baia di Andreev, Russia

Questo sito di stoccaggio del combustibile nucleare esaurito si trova a 55 chilometri a nord-ovest di Murmansk e a 60 km dal confine norvegese, lungo la costa del golfo della Zapadnaja Lica. Nel febbraio del 1982 qui avvenne un incidente nucleare che culminò con la fuoriuscita di acqua radioattiva dalle vasche. Per risolvere l’incidente ci vollero sei anni. Durante tutto questo periodo, nelle acque del Mar di Barents si riversarono più di 700 mila tonnellate di acqua altamente radioattiva. Oggi questo luogo è deserto, la contaminazione fu talmente grave che i suoi effetti si faranno sentire ancora a lungo.

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Coordinate: 69°27’00.0″N 32°21’00.0″E

I resti del sito di stoccaggio

11> Poligono “Globus-1”, villaggio di Galkino, Russia

Qui nel 1971, nell’ambito del progetto “Globus-1”, si svolse un’altra esplosione sotterranea con finalità pacifiche e di nuovo con lo scopo di esaminare l’attività sismica. A causa della scarsa qualità della cementazione del pozzo di trivellazione, quando venne collocata la carica si verificò una notevole emissione di sostanze radioattive nell’atmosfera e nel fiume Šača. Questo luogo, tra quelli in cui è avvenuto qualche disastro industriale, è il più vicino a Mosca, almeno secondo le fonti ufficiali.  

Coordinate: 57°31’00.0″N 42°36’43.0″E

Una targa che segnala l’interdizione nella zona 

12> Miniera “Junkom”, Donetsk, Ucraina

Venne chiamata “oggetto Klivaž” (Clivaggio, fenditura N.d.T.), che dietro a un bel nome in realtà nascondeva una carica nucleare sotterranea con una capacità di 0,3 chilotoni. Nel 1979 essa venne fatta esplodere nell’Oblast’ di Donetsk, della Repubblica Socialista Sovietica Ucraina, sul fianco est della miniera “Junkom”. Non si verificarono gravi emissioni, ma al momento dell’esplosione la miniera era colma d’acqua, e gli ambientalisti hanno il timore ben fondato che la contaminazione abbia raggiunto le falde acquifere su una vasta area.

Coordinate: 48°13’14.0″N 38°16’26.0″E

I resti dello stabilimento

 13> Baia di Čažma, Nakhodka, Russia

Qui nell’agosto del 1985, presso il molo del cantiere della flotta navale della Marina Sovietica avvenne un incidente al sottomarino nucleare K-431 del progetto 675. La contaminazione interessò una superficie di circa 100 mila metri quadrati. Dopo la risoluzione dell’incidente, il sottomarino venne rimorchiato per essere conservato nella baia di Pavlovskij insieme al sommergibile K-42 “Rostovskij Komsomolec” del progetto 627A, a causa della contaminazione radioattiva risultata dall’incidente.

Coordinate: 42°54’02.0″N 132°21’08.0″E

Lo scheletro del sottomarino K-431

14> Giacimento di Gas Condensato, villaggio di Krestišče, Ucraina

Qui si svolse un altro esperimento fallito dell’uso di esplosioni nucleari per scopi pacifici. Più precisamente, si volevano liquidare le fughe di gas dal giacimento, che da un anno intero non si riuscivano a fermare. L’esplosione fu accompagnata dal caratteristico fungo, contaminando le zone circostanti. Purtroppo al momento attuale non ci sono dati ufficiali sulla contaminazione dell’ambiente.

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Coordinate: 49°33’33.0″N 35°28’25.0″E

I luoghi nei pressi del giacimento oggi

15> Campo di Addestramento Tockij, Buzuluk, Russia

Nel 1954 in questo campo venne condotto un esperimento chiamato “Palla di Neve”, cioè il primo tentativo di valutare le ripercussioni di un’esplosione nucleare sulle persone. Durante il test il bombardiere Tu-4 sganciò una bomba nucleare della capacità di 38 chilotoni equivalenti in TNT. Circa tre ore dopo l’esplosione, 45 mila soldati vennero inviati nella zona contaminata. Quelli rimasti in vita di loro furono pochi*. Al momento non si hanno notizie se la zona è stata decontaminata.

Coordinate: 52°38’32.4″N 52°48’33.0″E

Il monumento che indica il luogo in cui venne rilasciata la bomba

 

*questa informazione va presa con le molle, poiché non abbiamo trovato alcun riscontro ufficiale (N.d.T.).

 

Nato tra due mari, nel punto più ad est d’Italia, dalle parti di Lecce, in un sole troppo forte da sopportare. Ho studiato prima letteratura russa e inglese poi traduzione presso l’Università del Salento. Nel mezzo ho viaggiato per mezza Europa e vissuto e lavorato a Vilnius, Mosca, Kiev e Berlino ed ora a Londra. Eclettico e poliedrico, sono appassionato di fotografia, viaggi, arte, letteratura e opera, gioco a rugby da amatore. Se amo tutto ciò che riguarda la Russia lo devo anche a mio nonno che quando aveva 80 anni (ora ne ha 93) ha cominciato a studiare il russo dopo aver passato la sua vita in mare. Il mio sogno è di spingermi a est: a Vladivostok!

Massimiliano Macrì

Nato tra due mari, nel punto più ad est d’Italia, dalle parti di Lecce, in un sole troppo forte da sopportare. Ho studiato prima letteratura russa e inglese poi traduzione presso l’Università del Salento. Nel mezzo ho viaggiato per mezza Europa e vissuto e lavorato a Vilnius, Mosca, Kiev e Berlino ed ora a Londra. Eclettico e poliedrico, sono appassionato di fotografia, viaggi, arte, letteratura e opera, gioco a rugby da amatore. Se amo tutto ciò che riguarda la Russia lo devo anche a mio nonno che quando aveva 80 anni (ora ne ha 93) ha cominciato a studiare il russo dopo aver passato la sua vita in mare. Il mio sogno è di spingermi a est: a Vladivostok!