Tre orsi nel bosco di pini: come un quadro di Ivan Šiškin è diventato una caramella

Fonte: RIA Novosti, 25/01/2017, tradotto da Simona Fonti, articolo di Viktorija Sal’nikova

185 anni fa, il 25 gennaio del 1832, nacque Ivan Šiškin, probabilmente il pittore russo più “popolare”. Durante il periodo sovietico le riproduzioni dei suoi quadri hanno influenzato molti dipinti e i famosi orsi nel quadro “Mattino in un bosco di pini” sono stati trasferiti sulla carta delle caramelle. I quadri di Ivan Šiškin fino a oggi vivono di vita propria, lontano dallo spazio museale. Quale ruolo abbia giocato Vladimir Majakovskij nella loro storia e come gli orsi di Šiškin siano finiti nell’involucro delle caramelle del periodo prerivoluzionario è oggetto di analisi per Ria Novosti.

Due in matematica

Il quadro di Šiškin viene chiamato in diversi modi: “Mattina nel bosco di pini”, “Pineta” e persino “Tre orsi” (anche se nel quadro gli orsi sono quattro). La colpa di ciò è soprattutto dei dolciumi : le caramelle “Miška kosolapnyj” e il cioccoloato “Tri Medvedja” hanno donato all’opera di Šiškin una nuova “vita”. La ricetta della caramella, così come il suo involucro, risalgono ancora all’epoca prerivoluzionaria, quando la fabbrica si chiamava “Ejnem”, dal nome del fondatore, il tedesco Ferdinand Teodor von Ejnem. Egli metteva molto impegno nella promozione del prodotto e creò alcune serie di caramelle, tra cui “Gli artisti russi e le loro opere”. La fabbrica trovò un accordo con Pavl Tret’jakov a cui, in quel momento, apparteneva il quadro “Mattino nel bosco di pini” e pose la riproduzione di Šiškin sulla carta.

 “Aprite un libretto di risparmio!”

Durante il periodo sovietico il design dell’involucro non cambiò,  per questo “Miška” è sempre stata una leccornia cara: nel 1920 un kg di caramelle era venduta a quattro rubli.  Sulle caramelle c’era perfino lo slogan “Esli chočeš’ kušat’ “Mišku”, zavedi sebe Sberknizhku!” (lett. “Se vuoi gustare Miška, apriti un libretto di risparmio!”). Hanno iniziato perfino a stampare questa frase del poeta Majakovskij sulle carte delle caramelle. Nonostante l’alto prezzo, vi era richiesta di questa leccornia tra i consumatori: l’artista e grafico Aleksandr Rodčenko le stampò perfino sull’edificio del Mossel’prom a Mosca nel 1925. Nel 1950 la caramella “Miška kosopal’nyj” giunse a Bruxelles: la fabbrica “Ottobre rosso” partecipò all’esposizione universale e ricevette il premio più alto.

Arte in ogni casa

Ma la storia di “Mattina nel bosco di pini” non si limita alle caramelle. Le riproduzioni delle opere d’arte classiche sono andate anche in altre direzioni durante il periodo moderno. A differenza dell’olio su tela, queste costavano meno e venivano vendute in qualsiasi libreria, quindi erano accessibili quasi a ogni famiglia. “Mattina nel bosco di pini” e “Segale”, un altro celebre quadro di Ivan Šaškin, hanno decorato le mura di molti appartamenti e dace sovietici. “Miški” sono stati ritrovati anche negli arazzi, il dettaglio prediletto negli interni sovietici. Per un secolo “Mattina nel bosco di pini” è diventato uno fra i quadri più famosi in Russia. La verità è che è alquanto improbabile che un osservatore casuale si ricordi il vero titolo.

In cambio di droga

L’opera di Ivan Šiškin ha raggiunto il successo tra i rapinatori e i truffatori. Il 25 gennaio i collaboratori del Ministero degli Affari Interni bielorusso hanno ritrovato un’opera d’arte trafugata nella macchina di alcuni narcotrafficanti.  Il quadro “Il bosco. Abeti” del 1897 è stato trafugato nel 2013 dal museo di storia e arte di Vjaznikovskij nella regione di Vladimir. Secondo le informazioni preliminari i narcotrafficanti trasportavano una tela in Bielorussia su richiesta di un potenziale acquirente europeo. Il prezzo del quadro può raggiungere i due milioni di dollari, tuttavia i malintenzionati hanno deciso di venderlo per diecimila euro e tre kg di cocaina. Lo scorso anno i collaboratori delle ricerche criminali hanno sospettato di una donna di 57 anni per il furto del quadro “Preobraženskoe” del 1896. Un famoso collezionista di opere aveva commissionato questo lavoro alla donna, tuttavia, secondo la versione delle indagini, lei se n’è appropriata.

Simona Fonti

Simona Fonti, 24 anni, studentessa UNINT del corso di laurea magistrale in traduzione e interpretazione. Membro di Russia in Translation dal 2015. simona.fonti09@gmail.com

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