L’ultimo duello: cosa non sappiamo della tenzone tra Puškin e d’Anthès

Alcuni fatti sul più noto duello nella storia della Russia e sugli avvenimenti che lo hanno preceduto

Il 29 gennaio (8 febbraio secondo il calendario gregoriano) del 1837 Aleksandr Puškin venne ferito a morte nel corso di un duello sul Fiume Nero per poi morire due giorni dopo nel suo appartamento a Pietroburgo.

Mentre le alte sfere della capitale avevano compassione di George d’Anthès ferito ad una mano, migliaia e migliaia di persone di diverso ceto si raccoglievano presso l’appartamento del morente poeta. L’ultimo duello di Puškin è passato alla storia come giorno nero della letteratura russa ed ha messo fine ad una vicenda che in quel momento si prolungava da più di un anno.

“Izvestija” ha raccolto informazioni sul più noto duello nella storia della Russia e sugli avvenimenti che lo hanno preceduto.

foto dell'ufficiale francese George d'Anthes
Ritratto di George d’Anthes
Quante persone parteciparono a questa vicenda?

All’inizio del 1837 gli insistenti corteggiamenti di George d’Anthès nei confronti di Natalja Gončarova fecero sorgere un intero groviglio di intrighi, pettegolezzi, scandali e lettere offensive tra le quali quella che venne inviata a Puškin e nota come “Diploma del cornuto”. In quel momento tutta la vicenda aveva già coinvolto un’ampia cerchia di persone.

A prendere le difese di d’Anthès era stato il padre adottivo di questi ovvero il barone van Heeckeren diplomatico olandese in Russia dal quale d’Anthès avrebbe dovuto ereditare il titolo e un bel patrimonio. Van Heeckeren partecipò attivamente nella risoluzione della questione e si incontrò persino con Natalja pregandola di rispondere alle avance del figlio adottivo. Ad un certo punto a d’Anthès e van Heeckeren si unirono anche altri rappresentanti della società altolocata: ad esempio il conte Stroganov che fece da consigliere al barone alla vigilia del duello oppure Idalija Poletika cugina di secondo grado di Natalija e tra le principali avversarie del poeta.

Oltre a questi, nella storia d’amore vennero coinvolte le due sorelle di Natalja Nikolaevna ovvero Ekaterina e Aleksandrina (anche qui, giravano malevoci su una storia di Puškin e d’Anthès con entrambe le sorelle). Con la morte di Puškin, sia Ekaterina sia Natalja caddero nell’oblio. Ma uno dei principali “osservatori” del triste intrigo fu lo stesso imperatore Nicola I il quale da lungo tempo si era infatuato della bellezza della Gončarova.

foto di ekaterina goncarova e natalija goncarova
Ritratto di Ekaterina (a sinistra) e Natalja (a destra) Gončarova
Chi fu a gettare il guanto di sfida?

Puškin sfidò d’Anthès a duello per una prima volta nell’autunno del 1836. Il duello però non ebbe luogo:  la cosa andò a monte per l’improvvisa decisione di d’Anthès di sposare Ekaterina, sorella di Natalja Gončarova. Dopo il matrimonio però iniziarono nuovamente i corteggiamenti verso Natalja. È a tutti noto come il secondo duello avvenne nell’inverno del 1837 dopo una battuta offensiva di d’Anthès su Natalja.

Ed ecco che a causare questo, ultimo, duello non fu Puškin ma d’Anthès. Il francese si lasciò andare ad un offensivo doppio senso e il poeta, con il desiderio di provocare il duello, come è noto inviò una lettera offensiva a van Heeckeren, patrigno di d’Anthès. Van Heeckeren, secondo una delle versioni della storia, dopo essersi consigliato con Stroganov rispose alla lettera con una sfida. A causa della veneranda età il conte mandò a duellare al posto proprio il figlio adottivo: il cavaliere della guardia d’Anthès.

Il doppio senso che aveva offeso Natalja e suo marito fu legato all’esperto di pedicure (o esperto dei calli) che lavorava sia per Natalja sia per la moglie di d’Anthès, Ekaterina. Si ritiene che d’Anthès durante una conversazione con Natalja Gončarova fece notare in francese come, secondo le parole dell’esperto di pedicure, il callo della moglie di Puškin fosse più bello di quello di Ekaterina. Tuttavia la parola “callo” e “corpo” in francese suonavano in modo identico. Natalja andò a lamentarsi di questa volgarità col marito.

Come ha affrontato Natalja quanto era successo?

Aleksandr Puškin era di 13 anni più vecchio della moglie. Si erano conosciuti nel 1828 e nel 1829 Puškin fece la sua prima proposta di matrimonio: a quel tempo lui aveva 29 anni e Natalja ne aveva 16. Se lei stava appena emergendo alla luce, Puškin aveva invece una già solida esperienza di avventure amorose: in una lista redatta dallo stesso poeta figuravano ben 37 nomi di innamorate. La risposta dei Gončarov fu vaga e non lasciava intendere né a un imminente consenso né a un rifiuto: la madre di Natalija considerava la figlia troppo giovane per il matrimonio. Tuttavia lo stesso Puškin, parlando della possibile unione, si diceva speranzoso che con il tempo la giovane moglie si “abituasse” a lui. Sull’amore di Natalija il poeta non osava neanche pensare.

La seconda (e felice) proposta avvenne un anno dopo nel 1830 e nel 1831 Puškin e la Gončarova si sposarono. A tal proposito il poeta, per velocizzare il matrimonio, pagò di tasca propria la dote della fidanzata. Dopo il matrimonio però la situazione andò sempre a peggiorare: il poeta invitò la giovane moglie a Carskoe Selo dove al posto di una vita tranquilla lo avrebbe aspettato il sonoro successo a corte di Natalja. A notare la Gončarova fu lo stesso imperatore Nicola I: il poeta fu obbligato a spendere ulteriori soldi per lo stile di vita alla moda della moglie. Ed era geloso.

Nel 1835 tra i numerosi ammiratori della Gončarova, la quale a quel momento era già madre di 4 figli, apparve il francese e cavaliere della guardia George d’Anthès: coetano di Natalja, bello, godente di fama nelle alte sfere e possessore di un patrimonio non indifferente. Se lei avesse un debole per d’Anthès, non è affatto chiaro. Si sa però che i corteggiamenti di d’Anthès assunserò a volte un carattere importuno. In questa vicenda rientra almeno uno scandaloso episodio avvenuto nel 1836: Idalija Poletika invitò a casa sua Natalja lasciandola poi sola con d’Anthès il quale iniziò a ricattare la Gončarova di uccidersi nel caso in cui Natalja lo avesse rifiutato. La donna fuggì via e raccontò tutto al marito. Nell’autunno dello stesso anno Puškin e diversi suoi conoscenti ricevettero un libello noto come “Diploma del cornuto”. Convinto che gli autori della lettera fossero d’Anthès e il barone van Heeckeren, Puškin sfidò il ragazzo a duello ma questi dichiarò subito di essere da tempo intenzionato a sposarsi con Ekaterina, sorella di Natalja. Al posto del duello vi fu quindi un matrimonio.

Non è neanche dato sapere quali fossero i sentimenti della Gončarova nei confronti del marito: i ricercatori non riescono tutt’oggi a stabilire dove siano sparite le sue lettere indirizzate a Puškin. Secondo alcuni testimonianze, tra cui i versi “Quando tra le mie braccia…” scritti dal poeta nel 1830 a indirizzati alla fidanzata, è possibile ritenere che la Gončarova fosse gelosa di un precedente amore del marito e che non glie ne avesse fatto mistero. A questo proposito lo stesso Puškin nelle sue lettere non di rado accusava la moglie di civetteria mentre i contemporanei descrivevano la prima bellezza di Pietroburgo a volte come una frivola civetta ed altre come una donna molto fredda e riservata.

foto del palazzo di alessandro carskoe selo
Scorcio del Palazzo di Caterina a Carskoe Selo
Cosa scrisse Puškin all’imperatore dopo il duello?

Nella sua vita, Puškin ebbe circa 30 inviti a duello di cui solo tre si risolsero con le armi. Il terzo, ed ultimo, fu quello con d’Anthès.

Dato che al tempo di Puškin i duelli erano vietati e che gli amici del poeta ne erano contrari, per molto tempo Puškin non riuscì a trovare un accompagnatore. Il poeta arrivò persino a proporre a d’Arshak, l’accompagnatore di d’Anthès, a scegliere a propria discrezione ma questi si rifiutò. Fu praticamente solo nel giorno dello stesso duello che Puškin si rivolse a Danzas, suo amico del liceo.

Durante il duello sul Fiume Nero Puškin venne ferito alla coscia e alla pancia mentre d’Anthès alla mano. Nella notte tra il 27 e il 28 novembre il morente poeta e l’imperatore Nicola I si scambiarono delle lettere: Puškin si scusava per aver violato il divieto sui duelli e chiedeva di non punire Danzas che gli aveva fatto da accompagnatore. La lettera fu recapitata in palazzo dal dottore Arendt il quale tornò indietro con la risposta: l’imperatore affermava di perdonare il poeta e prometteva di prendere sotto la propria custodia sua moglie e i suoi figli.

Il giorno dopo, il 29 gennaio, Puškin morì.

foto del poeta russo aleksandr puskin
Aleksandr Sergeevič Puškin
Cosa successe poi a Natalija, a d’Anthès e agli altri?

Aleksandr Puškin venne sepolto vicino alla madre nel monastero di Svjatogorsk nella provincia di Pskov. Natalja Gončarova non partecipò al funerale: fu talmente sconvolta da esser presa da uno stato febbrile e visitò la tomba per la prima volta solo due anni dopo la morte del poeta. A corte si rifece viva solo dopo sei anni nel 1843 e l’anno dopo divenne moglie del generale Pëtr Lanskoj. Natalja aveva 32 anni. In questo matrimonio ebbe ancora 3 figli e morì di influenza nel 1863. Dal primo matrimonio con Aleksandr Puškin ebbe due figlie e due figli: tutti loro ebbero una lunga vita e morirono solo nel XX secolo.

Nell’inverno del 1837 tutti quelli che erano stati coinvolti nel duello finiro in tribunale. d’Anthès fu degradato e espulso dal paese; anche Ekaterina, sorella di Natalja, lasciò la Russia. Le sorelle non si parlarono mai più. Anche il barone van Heeckeren fu espulso. Danzas passò alcuni mesi in guardiola ma l’aver preso parte al duello non incise nella sua futura carriera.

L’imperatore tenne fede a tutte le promesse prese riguardo la famiglia di Puškin: dalle proprietà vennero rimossi i debiti, i figli ricevettero una sovvenzione per gli studi e per le funzioni di paggeria, la figlia non sposata e la stessa vedova ricevettero una pensione. Alla famiglia furono poi dati 10 mila rubli una tantum e il diritto a ricevere tutti i proventi dalle raccolte di componimenti del poeta pubblicati a spese statali.

Fonte Izvestija 8/02/2017 Articolo di Evgenija Priemskaja Traduzione di Antonino Santoro

Antonino Santoro

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa. antosha87sr@gmail.com