La guida per il popolo: i russi scelgono Stalin

Fonte Politonline.ru 15/02/2017 Traduzione di Antonino Santoro

La società di studi sociologici “Levada Centr” ha condotto una ricerca chiamata “Governanti” per chiarire chi nella concezione di massa dei russi sia il migliore e chi il peggiore tra i capi di stato nella storia del nostro paese.

A rivelarsi il migliore è stato Vladimir Putin. Secondo i dati di Levada, “se nel 2006 ad esprimersi positivamente nei confronti di Putin era il 76% dei russi, nel 2017 tale cifra è dell’83%. Nello stesso periodo il giudizio negativo verso il presidente in carica è diminuito dall’8 al 5%”.

Gli indici su Vladimir Putin sono comunque in genere molto chiari. Ciò che risulta interessante è un’altra cosa. Durante gli ultimi 10 anni la simpatia dei cittadini della Federazione Russa verso Iosif Vissarionovič Stalin è cresciuta fino a raggiungere uno storico record. Il sondaggio ha mostrato come il 4% degli intervistati vedano Stalin con ammirazione, il 32% con rispetto e il 10% con simpatia.

Molto meno popolari tra gli intervistati sono risultati Chruščëv, Gorbačëv e El’cin. Nel trio tra i leader più popolari, oltre a Putin e Stalin, è entrato Leonìd Il’ìč Brèžnev: il Levada Centr riferisce come il 22% lo veda con rispetto e il 23% con simpatia.

Da queste percentuali il Levada Centr ha tratto delle conclusioni assolutamente prevedibili. A farla breve, si è tornati all’argomento che “nel paese va tutto molto male”. Secondo le parole di Aleksej Graždankin, vice capo del Levada Centr, “più è grave la condizione del paese, più sono ardue le sfide che lo stato deve affrontare, più allora agli occhi dell’opinione generale risultano necessari persone con una forte posizione”.

Negli anni liberali questi stati d’animo cadono, adesso ci troviamo però in un periodo di conflitti con l’Occidente e in una nuova spirale della guerra fredda ed è per questo che vediamo una crescita della simpatia verso tali personalità”. In generale allora il fatto che gli indici sull’attuale presidente siano schizzati alle stelle non è dovuto tanto alla sua competenza come dirigente nel dirigere gli interessi de paese, quanto al fatto che in Russia vi sia una crisi e in generale una “guerra fredda”.

D’altronde, quali altre conclusioni pretendevate dal “Levada Centr”?

Il sondaggio “Governanti” è stato condotto su 1600 persone sparse in tutta la Russia e si prefiggeva l’obbiettivo di capire come sia cambiata la percezione dei cittadini verso i capi sovietici e russi negli ultimi 16 anni. I cambiamenti, come si evince, sono molto indicativi.

“Questo caratterizza una precisa richiesta comune verso, prima di tutto, la lotta alla corruzione e l’attuazione di dure misure per la difesa del paese. Dall’altro canto questo non è un ottimo segnale ed è necessario riflettere sui motivi con i quali viene attualizzata la figura di Stalin” ha affermato su Politonline.ru Aleksandr Djukov campo della Fondazione “Istoričeskaja Pamjat” (Memoria Storica nota di RIT).

“Tra gli altri “leader” del sondaggio vi sono Putin e Brèžnev: questo ci mostra come all’interno della società siano vive due questioni. La prima questione riguarda la sicurezza, l’efficacia e la rigidità dello stato, la seconda riguarda la stabilità. Non deve quindi sorprendere che Gorbačëv e El’cin si siano rivelati i leader meno amati. Essi vengono associati al trauma vissuto dalla nostra comunità durante un periodo storico assolutamente non lontano ovvero 20-25 anni fa” ha aggiunto lo storico.
“Il crollo dell’URSS ha costretto le persone a vivere dei tempi duri e ovviamente questo crea una sensazione negativa verso tali personalità. E’ possibile che tra 80 anni (quando El’cin e Gorbačëv saranno per i nostri discendenti lontani proprio come lo è per noi adesso Stalin) l’impressione verso di loro cambierà e verranno percepiti in modo completamente diverso. Ma questa sarà la percezione di un’altra generazione, non della nostra” considera l’esperto.

Leonìd Il’ìč Brèžnev

“La percezione dei personaggi storici non dipende dagli stessi personaggi. Essa dipende dalla generazione che li percepisce, dal tempo passato e dal livello di mitologizzazione che copre la reale persona storica” conclude Djukov. “Non è un segreto che quando parliamo di Stalin noi parliamo non della persona storica ma, per la maggior parte, dell’immagine che ognuno ha di lui” ha affermato.

Facciamo notare che alla fine del 2015 le autorità di Volgogrado hanno dichiarato di approvare la possibilità di cambiare il nome dell’aeroporto di Volgogrado in “Stalingrado”. A dichiarare ciò è stato il governatore dell’Oblast durante un incontro con i veterani di Volgogrado arrivati per l’iniziativa “ricordare la vittoria del popolo sovietico nella pesantissima battaglia di Stalingrado” – dichiarando tuttavia che “questa questione deve essere studiata”. Anche le agenzie di stampa hanno ricordato come in Francia vi sia una piazza, un viale, una metro e un mercato dedicati a Stalingrado. Anche a Bruxelles vi è un corso Stalingrado e la via centrale della città italiana di Bologna si chiama “Stalingrado”. Non si sono poi ovviamente dimenticati della Repubblica Ceca con le numerose strade Stalingrado proprio come in Slovacchia e Polonia dove non sono poche le menzioni alla città.

E’ curioso come il sondaggio sui social network abbia mostrato come anche tra i giovani l’87% abbia dichiarato la necessità di sostenere le proposte per la creazione di monumenti a Stalin a Mosca e nelle strade delle proprie città.

A questo proposito è utile ricordare le parole della sovietologa e professoressa Kajl Douson. “La Russia si trova ora in un ambiente ostile senza precedenti e la richiesta della popolazione verso una chiara affermazione degli interessi di politica estera, verso una dura politica nei riguardi dell’establishment, verso un rapido sviluppo dell’economia, della produzione e delle tecnologie” – ha in passato dichiarato l’esperto occidentale in una intervista a Politonline.ru.

Secondo lui la “crescita di popolarità di Stalin non è una questione di “černye voronki” (termine usato per indicare le vetture del Commissariato del popolo per gli affari interni sovietico utilizzate per arrestare i dissidenti e nemici dello stato – nota di RIT) e denunce ma riguarda una famigerata mano forte per una decisa risoluzione del problema della corruzione ed anche l’attuazione di dure decisioni geopolitiche.

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa.
antosha87sr@gmail.com

Antonino Santoro

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa. antosha87sr@gmail.com