La corsa russa agli Oscar

Fonte: Moiarussia.ru       31.01.2017    Autore: Liana Vikulova     Traduzione di Chiara Pavan

Vi ricordate quanti film russi hanno ottenuto l’ambito premio della prestigiosa Accademia del cinema americana? Vi diamo un suggerimento: ad essere premiati come “Miglior film” ve ne sono in tutto quattro. Provate ad individuarli, a fine articolo vi daremo la risposta.

4 film in 88 anni: è tanto o poco? Se consideriamo tutta la storia del nostro cinema in relazione agli Oscar, noteremo che essa è fatta di vittorie olimpiche e sconfitte drammatiche. Perché gli Oscar, dei quali l’intero Paese è sempre stato entusiasta, non sempre sono stati sinonimo di trionfo e assoluta vittoria per l’autore. Al contrario però c’erano dei casi in cui il non aver vinto la famosa statuetta veniva attribuito a tutt’altro – alla grande politica, a bufere magnetiche e a sentimenti scandalosi – fuorché alla qualità del film . Allora queste sconfitte diventavano delle vittorie del genio artistico extranazionale all’interno di un sistema socialmente impegnato.

La storia russa per la corsa agli Oscar è costellata di fatti imprevedibili, eroi dimenticati, strani avvenimenti, ma soprattutto di pellicole sbalorditive. Senza dubbio avrete individuato facilmente i quattro film premio Oscar. Ma sapete forse quanti sono stati nominati per questo alto riconoscimento? O quanti hanno ambito a diventare “Miglior interpretazione”, “Miglior musica”, “Miglior documentario”? O quanti Oscar sono stati vinti da autori di origine russa? No? Allora vi diamo il benvenuto nella terra degli Oscar russi!

Un oscar in una mano

Non vi furono mai film russi vincitori di più di un premio Oscar. Gli unici ad aver avuto due nomination sono complessivamente “Una pioggia di stelle” (Čajkovskij) e “Guerra e pace” (Vojna i mir). Alla fine Talankin non vince nulla, mentre Bondarčuk si aggiudicò il premio per “Miglior film straniero”.

“Guerra e pace”. 1965-1967 regista Sergej Bondarčuk, locandina

 

Attenzione! Cartellino giallo!

Gli Oscar sono un po’ come uno sport. E ci sono i casi in cui il primo in classifica cade poco prima del traguardo, succede. Nel 1999 il film “Il barbiere di Siberia” (Sibirskij tsirjul’nik) venne squalificato dagli Oscar per non aver rispettato il regolamento del concorso. Nello specifico, il film era in distribuzione da meno di 7 giorni. Gli autori avevano tentato di simulare delle proiezioni in un’anonima sala cinematografica, ma ciò non fece altro che aumentare la collera dei membri dell’Accademia. Se questa fosse una scusa della commissione, una direttiva politica o una casualità, non è dato sapere. Certo è che i corrispondenti americani dalla Russia non avevano la minima idea di dove il film venisse proiettato e avevano comunicato lo strano fatto al comitato organizzatore.

Ma non fu soltanto un nostro film ad essere escluso dagli Oscar. Nel 1993 infatti il film uruguayano “Un posto nel mondo” per un soffio non partecipò al concorso.

Assenti alla cerimonia di premiazione

La statuetta per il film più lungo della storia degli Oscar, “Guerra e pace”, si trova al Museo del Cinema di Mosca. Ma a portarlo in patria non fu Bondarčuk. Il regista, accompagnato sul red carpet da Miloš Forman e François Truffaut, era impegnato con le riprese di un nuovo capolavoro. A ritirare l’Oscar fu Nataša Rostova, ossia Ljudmila Savel’eva.

Ljudmila Savel’eva, che in “Guerra e pace” interpreta Nataša Rostova, alla cerimonia degli Oscar

Il 31 marzo 1981 Vladimir Men’šov stava ascoltando la radio. Sapeva che il film “Mosca non crede alle lacrime” (Moskva slezam ne verit) avrebbe partecipato alla cerimonia, ma non era ancora possibile fare previsioni. I critici avevano deriso il film definendolo un’ordinaria e banale rivisitazione di Cenerentola. Solo grazie al programma Vremja e a milioni di concittadini il regista venne a sapere della vittoria. A causa delle calunnie di molti invidiosi pervenute alle autorità, a Men’šov non fu possibile recarsi negli Stati Uniti. La statuetta venne ritirata da un membro del KGB, il registra la poté ricevere soltanto sette anni dopo.

“Mosca non crede alle lacrime”, locandina americana

Ringrazio mia madre, Dio, la mia famiglia e… la Russia
Chi ringraziano i vincitori dei premi più prestigiosi, stringendo teneramente in mano il simbolo della loro genialità? Di certo la mamma, Dio, i figli, gli amici… Molti premi Oscar hanno ringraziato anche la Russia.
Ad esempio, il favorito di Fellini, Marcello Mastroianni, nel 1987 veniva nominato per “Miglior attore protagonista” per il film di Nikita Michalkov, “Occhi neri” (Oči černye), ispirato a dei racconti di Checov.
Due Oscar furono vinti da Lev Milstein di Chișinău per i film “Due cavalieri arabi” (Dva aravijskich rytsarja) e “Niente di nuovo sul fronte occidentale” (Na zapadnom fronte bez peremen), divenuti due classici contemporanei della cinematografia americana. Ora conosciamo il regista con il nome di Lewis Milestone. Il nostro compatriota fu il primo vincitore di ben due premi Oscar.

Dimitrij Temkin

Sapevate che la colonna sonora di 120 grandi film hollywodiani, tra i quali “Dove la terra scotta”, “Il vecchio e il mare”, “La vita è meravigliosa” e “Mezzogiorno di fuoco” è stata scritta dal compositore di Poltava, Dimitrij Temkin? Certo, un americano direbbe che Temkin è un supereroe americano, ma noi lo sappiamo… Ancora prima di immigrare nel 1920 lo stesso Temkin mise in scena uno spettacolo sulla presa del Palazzo d’Inverno. Agli Oscar ricevette ben 33 nomination e vinse 4 statuette.
Due Oscar per miglior attore protagonista furono vinti da Peter Ustinov, figlio dell’artista Nadia Benois e di un barone tedesco, che si erano conosciuti a Pietrogrado. Ora possiamo riguardare “Spartacus” e “Topkapi” con un moto di orgoglio nazionale.

 

 

Possiamo certamente provare un moto d’orgoglio legittimo anche per la vittoria della figlia dell’ingegnere Vasilij Mironov, il premio Oscar Helen Mirren.

Helen Mirren

Nel film vincitore di tre premi oscar “Zorba il greco”, una delle statuette fu vinta da Lila Kedrova, francese nata a San Pietroburgo.

Per il ruolo del re del Siam nella pellicola “Il re ed io” del 1957 vinse l’Oscar un cittadino di Vladivostok, Julij Borisovič Brinier o Yul Bryner.

A essere nominato fu anche Vladimir Nabokov per la sceneggiatura di “Lolita”, capolavoro di Stanley Kubrick.

Documentaristi e animatori
Oltre ai quattro “migliori film”, il nostro paese ha ottenuto Oscar e nomination in altre categorie.

”La disfatta delle truppe tedesche vicino a Mosca”(Razgrom Nemetskikh Voysk Pod Moskvoy)
Questo documentario premio Oscar di Leonid Varlamov e Ilja Kopalin non è solo un film emozionante ed intenso, ma anche un bene storico senza prezzo. In America il film venne doppiato, montato e perfino rinominato: infatti il pubblico americano lo conosce col titolo “Mosca colpisce ancora”. Inoltre il film è stato girato da 15 diversi operatori!

Nel 1999, a vincere il premio come “Miglior cortometraggio d’animazione” fu la pellicola di Aleksandr Petrov “Il vecchio e il mare” (Starik i more) realizzato tramite la tecnica della “pittura a vetro”. Oltre a questo, il nostro paese è stato nominato sette volte nella categoria Film d’animazione.

Tra i nominati all’Oscar ci sono film come “La ballata del soldato” (Ballada o soldate) per la sceneggiatura, “Guerra e Pace” per la direzione artistica, “Una pioggia di stelle” per migliore colonna sonora.

Non c’è molto di cui vantarsi

Alla 43esima edizione degli Academy Awards l’Urss non presentò alcun film. Il motivo per cui nell’anno di uscita di film come “Sole bianco del deserto” (Beloe solntse pustyni) e “La stazione bielorussa” (Belorusskij vokzal) noi non abbiamo presentato nulla rimane ancora nascosto. Il fattore politico è improbabile, dal momento che negli anni Settanta il periodo della Guerra Fredda stava giungendo al termine e il gelo tra le due superpotenze si era attenuato considerevolmente.

Candidati russi

La nomination agli Oscar non è uno scherzo. E se per ottenere l’ambita statuetta bisogna dare una svolta al mondo, allora per ottenere una nomination bisogna almeno sconvolgerlo. E in questo i nostri connazionali ci sono riusciti molte volte.

Dal 1963 ogni anno abbiamo presentato agli Oscar le migliori opere cinematografiche e 11 volte queste opere sono state nominate per il premio più prestigioso a livello mondiale. E questo, sarete d’accordo, non è poco.

Nel 1969 sfiorò il traguardo il film “I fratelli Karamazov” (Brat’ja Karamazovy) di Ivan Pyrev, cedendo la vittoria al thriller politico algerino “Z – l’orgia del potere”.

Alla 44esima edizione degli Oscar nel 1972 il film “Una pioggia di stelle” (Čajkovskij) di Igor Talankin venne nominato in due categorie, tra le quali “Miglior film straniero” che però fu vinta da Vittorio de Sica per la sua storia ebrea “Il giardino dei Finzi Contini”.

La graffiante trasposizione di “Qui le albe sono tranquille” (A zori zdes’ tichie) di Stanislav Rostotskij cedette il posto a “Il fascino discreto della borghesia” di Luis Buñuel. Dopo 6 anni da quel momento Rostotskij fu nuovamente nominato nel 1979 con il film “Bim bianco dall’orecchio nero” (Beloj Bim Černoe Ucho). Questa volta però dovette cedere la vittoria a Bertrand Blier e alla sua commedia melodrammatica “Preparate i fazzoletti”.

Il dramma “Vita privata” (Častnaja žiyn’) di Jurij Rajzman del 1982 perse in favore dello spagnolo “Volver a empezar”, mentre alla 57esima edizione l’allegoria degli scacchi nell’opposizione politica tra socialismo e capitalismo raccontata nel film svizzero “Mosse pericolose” vinse di gran lunga sul nostro candidato, “Romanzo del tempo di guerra” (Voenno-Polevoj roman) di Petr Todorovskij.

Nel 1993 fu la volta di “Urga – Territorio d’amore” (Urga – territorija ljubvi) che perse contro “Indocina” di Régis Wargnier, mentre nel 1997 “Il prigioniero del Caucaso” (Kavkazskij plennik) di Sergej Bodrov (senior) cedette la statuetta al capolavoro ceco “Kolja”. Inoltre, il ruolo di Kolja venne interpretato dal giovane russo Andrej Chalimon, che gli amanti delle serie televisive poterono riammirare alla fine degli anni Novanta.

Alla 70esima edizione degli Academy Awards la Russia presentò il film di Pavel Čuhraj “Il ladro” (Vor). Perse ma con dignità contro il dickensiano- kafkiano “Character – Bastardo eccellente” di Mike van Diem.

Nella storia più recente degli Oscar si sono distinti in modo particolare il film “12” di Nikita Michalkov e “Leviathan” (Leviafan) di Andrej Zvjagintsev. Quest’ultimo ha ceduto la vittoria a “Ida” del polacco Pavel Pavlikovskij.

Gli Oscar russi
È arrivato il momento di darvi la nostra risposta? Senza dubbio conoscete già i quattro film vincitori. Ecco che sotto i vostri scroscianti applausi entrano in scena le migliori pellicole nostrane che hanno conquistato il mondo.
1. 1969, 41esima edizione – film di Sergej Bondarčuk “Guerra e pace” (Vojna i mir)
2. 1976, 48esima edizione – film di Akira Kurosawa “Dersu Uzala – Il piccolo uomo delle grandi pianure” (Dersu Uzala)
3. 1981, 53esima edizione – film di Vladimir Menšov “Mosca non crede alle lacrime” (Moskva slezam ne verit)
4. 1995, 67esima edizione – film di Nikita Michalkov “Sole ingannatore” (Utomlennye solntsem)

Resta solo da aggiungere che alla 89esima edizione la Russia presenterà il film di Andrej Končalovskij “Raj”. Incrociamo le dita, e chissà che nel 2017 non aggiungeremo una quinta vittoria alla lista?!

Nata a Lecco, classe 1991. Laureata in Traduzione specialistica, traduco per il tedesco e il russo. I viaggi, il cinema e la cucina sono tra le mie più grandi passioni.

Chiara Pavan

Nata a Lecco, classe 1991. Laureata in Traduzione specialistica, traduco per il tedesco e il russo. I viaggi, il cinema e la cucina sono tra le mie più grandi passioni.