“Starà a Dio decidere chi è il colpevole”: gli interventi più brillanti di Vitalij Churkin

Fonte TJournal, 20/02/2017. Articolo di Sergeij Zvezda. Traduzione di Alessandro Lazzari.

Il diplomatico russo sulla Crimea, la Siria, Obama e il teatro.

Il 20 febbraio è morto il Rappresentante Permanente della Russia presso le Nazioni Unite Vitalij Churkin. Il giorno successivo avrebbe compiuto 65 anni. Le cause della morte non sono state ancora rivelate.

Churkin era diventato Rappresentante Permanente della Russia presso l’ONU nel 2006. Anche i suoi oppositori politici devono ammettere che come diplomatico ha rappresentato brillantemente la Russia in campo internazionale ed i suoi interventi senza compromessi sono rimasti nella memoria.

Sulle “danze” intorno alla Crimea

Al Consiglio di Sicurezza dell’ONU i colloqui sullo status della Crimea non cessano da marzo 2014, da quando nella penisola si è svolto il referendum. Churkin ha dovuto spesso rispondere alle accuse di annessione territoriale da parte dei colleghi stranieri.

L’8 maggio 2014 il Rappresentante plenipotenziario ucraino Yurij Sergeev dichiarò che la Crimea era ancora considerata territorio dell’Ucraina, e che “solo partendo da questo presupposto siamo disposti a dialogare” (traduzione del verbo plyasat’, “danzare”, usato in questo caso non letteralmente per indicare la base sulla quale avviare le trattative, ndt). Churkin fece notare che Kiev non aveva il diritto di stabilire autonomamente l’agenda internazionale congiunta con la Russia.

Non so come abbiate intenzione di “danzare”. Ma i nostri negoziati saranno condotti, sembra, secondo l’ampia agenda del giorno delle nostre relazioni. E non saranno imposti da Kiev.

In effetti i nostri paesi hanno una grande prospettiva di relazioni e, dai, proviamo il prima possibile ad uscire da questo duro periodo per le nostre relazioni e per la storia dell’Ucraina.

E, come sapete, non è stata la Russia a dare il via a ciò che sta succedendo nel vostro paese. Ma la Russia continua ad essere pronta ad aiutarvi ad uscire da questa faccenda, se prenderete le decisioni giuste.

Vitalij Churkin

Il popolo della penisola

Il 3 febbraio 2017 al Consiglio di Sicurezza dell’ONU è intervenuta per la prima volta il nuovo Rappresentante Permanente degli Stati Uniti Nikki Haley. Ha condannato “con rammarico” il comportamento della Russia in Ucraina orientale e ha sottolineato che le sanzioni non saranno rimosse fino a quando il controllo sulla Crimea non tornerà ufficialmente a Kiev.

Churkin ha risposto alla Haley ricordando la famosa frase con cui inizia il testo della costituzione americana.

Non si può non ricordare che nella costituzione degli Stati Uniti risuonano queste notevoli, storiche parole: “Noi siamo un popolo”. Il popolo della Crimea ha espresso indiscutibilmente la sua volontà al referendum, il 93% della popolazione ha votato per la riunificazione con la Russia, dalla quale la Crimea era stata staccata ingiustamente e illegalmente.

Vitalij Churkin

Nello stesso intervento Churkin ha risposto aspramente anche al collega inglese Matthew Rycroft.

Non posso nuovamente non ricordare che tutto questo è iniziato con un colpo di stato, sotto molti aspetti appoggiato dall’esterno.

E per quanto riguarda la posizione del rappresentante del Regno Unito, vorrei consigliargli: restituite le Isole Falkland, Gibilterra, la parte di Cipro che vi siete annessi, l’arcipelago Chagos nell’Oceano Indiano che avete trasformato in un’enorme base militare. Solo allora la vostra coscienza sarà, forse, un po’ più pulita e potrete esporre i vostri giudizi su altri temi.

Vitalij Churkin

Madre Teresa

Il 14 ottobre 2016 alla seduta del Consiglio di Sicurezza Churkin ha criticato la collega americana Samantha Power che aveva fornito alle autorità di Siria e Russia le prove dei crimini che sarebbero stati compiuti ad Aleppo.

Mi è sembrato particolarmente strano l’intervento del rappresentante degli Stati Uniti che ha costruito il proprio discorso come se fosse Madre Teresa. Ricordate quale paese rappresentate.

Ricordate il “curriculum” del vostro paese. E poi iniziate a discutere da una posizione di superiorità morale o di quel che è. Ma penso che starà alla storia e a Dio decidere chi è colpevole per cosa, chi è il colpevole in questa faccenda.

Vitalij Churkin

Il ruolo della chiesa e del teatro

Il 26 ottobre 2016 il segretario generale dell’ONU Stephen O’Brien tenne un discorso sulla crisi umanitaria nella parte orientale di Aleppo e chiese di cessare i bombardamenti aerei sulla Siria.

Churkin sottolineò che le dichiarazioni del suo collega non erano confermate dai fatti e fece inoltre notare che Stati Uniti e ONU non avevano adempiuto ai propri obblighi di separare i ribelli dall’opposizione moderata in Siria.

Intervenendo con iniziative mal elaborate e chiedendo supporto alla Russia per la loro realizzazione, nel momento decisivo si sono rivelati non in condizione di fare la propria parte. Il prezzo da pagare per un approccio non professionale talvolta risulta alto anche per noi.

Se ci servisse una predica andremmo in chiesa. Se volessimo ascoltare poesie andremmo a teatro. Dai dirigenti della segreteria aspettiamo un’analisi obiettiva e questo, chiaramente, a voi non è riuscito.

Vitalij Churkin

A Obama

Il 14 settembre 2016 durante una diretta televisiva del canale Russia Today (RT) Churkin criticò il presidente degli Stati Uniti Barack Obama che aveva paragonato il presidente russo Vladimir Putin al leader iracheno Saddam Hussein.

Sinceramente non sopravvaluterei l’intervento del presidente Obama. Sono sicuro che sia una persona abbastanza istruita per capire che il paragone è semplicemente assurdo.

A volte i politici dicono qualcosa e poi si rammaricano per ciò che hanno detto. E, purtroppo, negli ultimi anni negli Stati Uniti si sono sentite varie dichiarazioni sulla Russia. Spero che queste persone possano concentrarsi sul proprio lavoro e non su simili dichiarazioni.

 (Rispondendo ad una domanda sul perché i candidati a diventare presidente degli Stati Uniti menzionassero così spesso Putin) Il presidente Putin è un leader molto popolare negli Stati Uniti. Ci sono molte discussioni sul suo ruolo nel mondo e in Russia.

E per quanto riguarda la nostra politica estera, dobbiamo continuare a lavorare con gli Stati Uniti nonostante tutte le differenze e le divergenze.

Vitalij Churkin

Sono nato nel 1993 in provincia di Treviso. Nel 2015 mi sono laureato in Lingue, civiltà e scienze del linguaggio presso l’università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi sulla crisi dei missili di Cuba analizzata dal punto di vista sovietico dell’epoca. Nei tre anni a Venezia ho studiato tedesco e russo. Dopo l’esperienza di un semestre all’Università Pedagogica di Tula, ho deciso di tornare in Russia a proseguire i miei studi. Nel giugno del 2018 ho discusso la mia tesi magistrale sulle strategie di investimento delle multinazionali italiane in Russia presso l’Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO). Sono appassionato di storia sovietica e traduco volentieri articoli di politica ed economia.

Alessandro Lazzari

Sono nato nel 1993 in provincia di Treviso. Nel 2015 mi sono laureato in Lingue, civiltà e scienze del linguaggio presso l’università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi sulla crisi dei missili di Cuba analizzata dal punto di vista sovietico dell’epoca. Nei tre anni a Venezia ho studiato tedesco e russo. Dopo l’esperienza di un semestre all’Università Pedagogica di Tula, ho deciso di tornare in Russia a proseguire i miei studi. Nel giugno del 2018 ho discusso la mia tesi magistrale sulle strategie di investimento delle multinazionali italiane in Russia presso l’Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO). Sono appassionato di storia sovietica e traduco volentieri articoli di politica ed economia.