Trovami: il Ministero degli Interni russo chiarisce le procedure per ottenere l’indirizzo di una persona

Articolo del 27/02/2017 tratto da RG Autore: Michail Falaleev Tradotto da: Ilenya Ilardo

Il Ministero degli Affari Interni russo ha elaborato il progetto di un decreto che dovrà approvare il nuovo regolamento circa la fornitura del servizio pubblico per l’acquisizione di informazioni relative all’indirizzo di residenza.

Ricordate che, in epoca sovietica, per le strade c’erano chioschi con la scritta “Ufficio informazioni” dove si poteva facilmente trovare l’indirizzo di un parente, di un amico o anche di un estraneo? Si vendevano anche manuali nei quali in ordine alfabetico venivano pubblicati i numeri telefonici di tutti gli abitanti della città.

I tempi sono cambiati e le condizioni per ottenere tali informazioni riservate sono più complicate. La richiesta, tuttavia, è rimasta. Dopo il trasferimento delle funzioni del Servizio Federale di Migrazione alla competenza del Ministero degli affari interni, è giunta la necessità di far chiarezza circa la fornitura di tale servizio pubblico. Ad inasprire tali condizioni c’è il bisogno di tutelare severamente i dati personali di ogni persona.

La difficoltà principale risiede nella privacy delle informazioni richieste: non tutti sono favorevoli a lasciare che un estraneo venga a conoscenza del loro indirizzo di residenza. Pertanto, nel progetto del decreto del Ministro degli affari interni che approva il regolamento, oltre a una dozzina di riferimenti a leggi federali, ordinanze dell’esecutivo e decreti interni, una riga separata prevede un requisito: ottenere il consenso della persona di cui si vuole conoscere l’indirizzo. Niente consenso, nessun indirizzo.

Inoltre, se prima era sufficiente introdurre nella finestrella del chiosco un biglietto con il nome e il cognome della persona ricercata, adesso è al servizio di migrazione della polizia che bisogna rivolgere tali richieste e lo stesso richiedente verrà sottoposto a una verifica completa. Ciò significa che la polizia sarà molto curiosa di capire chi e con quale fine è interessato al luogo di residenza di qualcun altro. Bisognerà fornire i propri documenti personali o i documenti di una persona giuridica, se è un’impresa a fare la richiesta. La risposta non perverrà subito, ma entro e non oltre 30 giorni dalla data ufficiale della richiesta, compresa quella per posta elettronica tramite il portale Unificato. La richiesta potrà essere rifiutata nel caso in cui si ritenesse che la motivazione sia poco convincente o qualora non dovessero essere forniti i documenti.

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Oggi, tuttavia, nessuno chiede dove vive “solo un amico” con cui “non ci vediamo da molto tempo”. In generale, si rivolgono all’elenco degli indirizzi persone che hanno bisogno di chiarire e fornire su richiesta altrui dati su se stessi. Ad esempio, per l’ufficio delle imposte o  il datore di lavoro. Tra l’altro, spesso le persone riscontrano errori commessi da funzionari nei loro documenti, che letteralmente gli avvelenano la vita.

 

La polizia sarà molto curiosa di capire chi e con quale fine è interessato al luogo di residenza di qualcun altro

 

Sono esistiti casi in cui un dipendente distratto all’ufficio passaporti ha cambiato l’età pensionabile di un uomo che, come risultato, nel decennio “superfluo” non ha ricevuto la pensione né benefici. È successo che, a causa di un errore nell’indirizzo di residenza, una pensione sia stata recapitata in casa del vicino.

Accade che la richiesta la effettui l’azienda per la verifica dei dati dei propri dipendenti. Nel regolamento è scritto che i richiedenti possono essere persone fisiche, compresi gli imprenditori individuali e le persone giuridiche, a parte gli enti pubblici: questi riceveranno le informazioni necessarie al di fuori dell’ambito dei servizi pubblici.

Se la richiesta di ottenere informazioni sull’indirizzo sarà riconosciuta legale, sarà possibile riceverle senza particolari difficoltà burocratiche. Il regolamento è stato elaborato proprio per questo: è chiaro ad ogni paragrafo il meccanismo di presentazione dei documenti richiesti e la ricezione della ricerca. Infatti, il regolamento è uno strumento anti-corruzione: è esplicitamente indicato cosa è richiesto al richiedente, ciò che non è possibile, chi e quando contattare e i termini di espletamento del servizio e, naturalmente, dove lamentarsi.

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Uno dei requisiti più importanti del regolamento è la presentazione obbligatoria del dipendente, a cui si è rivolto o ha telefonato il richiedente e la firma obbligatoria del funzionario che firmerà la risposta, indipendentemente dall’esito della richiesta, positivo o negativo. La comunicazione anonima con i cittadini è esclusa: ogni funzionario è tenuto a rispondere delle proprie azioni.

 

Dottoressa in “Lingue e Culture Europee, Euroamericane e Orientali”.
Lingue di competenza: spagnolo, russo e inglese.
Approcciandomi alla lingua russa ho potuto scoprire una cultura nuova, originale e qualche volta anche complicata per esser compresa pienamente: in fondo si sa che “umom Rossiju ne ponjat'” (‘la Russia non può essere capita con la mente’), come scrisse saggiamente Tjutčev.
Traduco per scoprire. Collaboro con Russia in Translation per passione.

Ilenya Ilardo

Dottoressa in "Lingue e Culture Europee, Euroamericane e Orientali". Lingue di competenza: spagnolo, russo e inglese. Approcciandomi alla lingua russa ho potuto scoprire una cultura nuova, originale e qualche volta anche complicata per esser compresa pienamente: in fondo si sa che "umom Rossiju ne ponjat'" ('la Russia non può essere capita con la mente'), come scrisse saggiamente Tjutčev. Traduco per scoprire. Collaboro con Russia in Translation per passione.