Jurij Gagarin: l’uomo dal destino alato

Sono passati oggi 84 anni dal giorno della nascita di Jurij Alekseevič Gagarin. Dopo il volo il primo cosmonauta sovietico divenne più popolare dei Beatles e più carismatico di Che Guevara.

Nella storia avvengono delle coincidenze davvero curiose. Sergej Pavlovič Korolev, il “padre della cosmonautica sovietica”, scrisse la propria tesi incentrata sui problemi del volo umano nello spazio proprio il giorno della nascita di Gagarin ovvero il 9 marzo del 1934. Il capostipite della cosmonautica applicata, della missilistica spaziale e della costruzione dei veivoli aveva 28 anni quando in una famiglia di mungitori e falegnami che vivevano nel paesino di Klušino, nacque il piccolo Jurij.

 

Il giornale Svenska Dagbladet a suo tempo scriveva come Jurij Gagarin, eroe dell’Unione Sovietica e primo cosmonauta, fosse da loro ritenuto diretto discendente del variago vichingo Rjurik il quale nell’862 arrivò a Ladoga e i cui discendenti posero inizio al “regno della stirpe di principi nell’antico stato russo”. Per farla breve, avvinghiarono i finnici all’impresa dell’uomo russo.

I giornalisti americani del Los Angeles Times furono sguinzagliati dappertutto. Questi con faccia innocente confermarono come il cosmonauta fosse davvero figlio di un principe russo. A loro si unirono i colleghi del New York Times: “Il più grande eroe russo dopo Lenin, il cosmonauta Jurij Gagarin figlio, secondo le affermazioni dei russi, di un umile falegname russo e frutto del sistema scolastico statale sovietico è invece nipote di un principe russo fucilato dai bolscevichi. Gagarin, il cui padre era un principe, a causa del suo sangue blu venne sottoposto ad ostracismo da parte della partito comunista. Il comando lo scelse per effettuare il volo in quanto in caso di esito infelice nessun ne avrebbe sentito la mancanza”.

“All’inizio del 1959 presso il Keldiš avvenne una riunione nella quale la questione del volo dell’uomo nello spazio venne discussa in modo molto concreto fino al punto da chiedersi: “Si, ma chi ci andrà?”. “Per una tale missione, disse Korolev, i migliori sono i piloti addestrati. E in primo luogo i piloti dei caccia da combattimento. Un pilota di caccia: ecco la versatilità richiesta. Questi volerà nella stratosfera su un velocissimo aereo monoposto. Deve essere un pilota, un ufficiale di navigazione, un operatore di trasmissioni e un ingegnere di bordo…” La maggioranza fu d’accordo con Sergej Pavlovič. Si decise di affidare la selezione dei candidati cosmonauti ai medici dell’aviazione e a delle commissioni di dottori per il volo i quali avrebbero controllato la salute dei piloti delle unità dell’Aviazione Militare russa” scrive J. Golovanov nel libro “Korolev: fatti e miti”.

 

 

Domanda: “Quali sono le caratteristiche tecniche della navicella “Vostok” e quale il peso iniziale del lanciatore?” Gagarin rispose: “Signor corrispondente, io spero che lei sia una persona abbastanza istruita e con conoscenze di fisica e matematica. Con l’aiuto di formule elementari, ponendo la potenza motrice complessiva e la velocità della navicella cosmica “Vostok”, sui quali la stampa ha già scritto, voi potete risolvere l’equazione di cui su tre parametri due sono già noti”.

 

 

Io sono il terrestre Gagarin,

figlio dell’umanità:

sono russo, greco e bulgaro,

australiano e finlandese.

Io vi incarno tutti,

col mio slancio verso i cieli.

Il mio nome è casuale.

Ma io non sono stato casuale. 

Evgenij. Evtushenko

Il tempo passato dall’ultima radio trasmissione di Gagarin con la Terra prima del lancio è stato poco meno di un minuto, appena cinquantacinque secondi.

Le espressioni di Jurij Gagarin:

“Partiti” 

“La vita ci mostra che persino il cosmo verrà svelato non da un qualche superman ma dagli uomini più semplici”.

“Tutta la mia vita mi sembra adesso un unico fantastico attimo. Tutto ciò che ho vissuto, che ho fatto prima è stato vissuto e fatto per questo momento”.

Fonte Pravda.ru 9/03/2017 Traduzione di Antonino Santoro

Se volete conoscere 10 fatti poco conosciuti su Gagarin e il suo volo cliccate qui.

 

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa.
antosha87sr@gmail.com

Antonino Santoro

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa. antosha87sr@gmail.com