La commedia “Devčata” vista dal mondo: “Come un film con Bill Murray”

Fonte: RIA Novosti   07.03.2017    Articolo di Pavel Gajkov   Traduzione di Chiara Pavan

55 anni fa, il 7 marzo 1962, alla vigilia della Giornata internazionale della donna, alla Casa del cinema di Mosca si tenne la prima della commedia Devčata, “Ragazze”, del regista Jurij Čuljukin con protagonisti Nadežda Rumjantseva e Nikolaj Rybnikov. Al tempo il film fu visto da 36 milioni di cittadini sovietici, ma rimane tutt’oggi uno dei film più amati di sempre, e non solo in Russia.

È molto facile trovare una copia del film in Internet, anche in qualità HD con sottotitoli in inglese, cinese e vietnamita. La cosa buffa è che Devčata nei canali di ricerca stranieri viene inserito nelle liste dei film sui cuochi-chef o sui ristoranti – quindi tra film come Ratatouille o Soul Kitchen. Un utente di YouTube ha perfino fatto notare nella sezione commenti sotto il film una notevole somiglianza tra Rybnikov e Bill Murray!

Nella letteratura esplorativa straniera, Devčata viene definito come l’esempio più lampante del periodo post-stalinista, un prodotto del disgelo. Infatti in questo film i tormenti interiori del protagonista riflettono importanti tematiche sociali.

“Come in molte commedie ai tempi di Stalin, le basi dei rapporti sociali ed economici nel sistema vigente svolgono un ruolo determinante per l’identificazione dei personaggi, – scrive David MacFayden, professore dell’Università di Los Angeles, California, e studioso della cultura popolare russa, nel suo libro, dove tratta di commedia sovietica e di El’dar Rjazanov. – Ma questa storia romantica, piuttosto che abbellire la realtà esistente (che già era un progetto sociale) ne riscrive le regole: “Se per me l’amore non ha funzionato, vuol dire che qui niente funziona!”

Il motivo per tale analisi diventa, ovviamente,  la scena del “boicottaggio” di Tosja, ovvero quando questa si rifiuta di dare ai boscaioli in sala da pranzo un’altra razione di cibo perché “gli altri ragazzi della brigata non hanno ancora mangiato niente!”

Ecco cosa scrive il pubblico sulle fonti straniere.

“Ho notato fin da subito le nostre differenze culturali. All’inizio del film Tosja appare nella sua nuova abitazione che si appresta a condividere con altre ragazze. Si guarda attorno e si mette a curiosare, prende del cibo e del tè da un mobiletto vicino al letto e ravviva il fuoco. Non appena inizia a mangiare, ecco che arrivano le nuove coinquiline. L’americano che c’è in me allora inizia a gridare: “Ma questa ha dei seri problemi! Come si permette di frugare nelle cose altrui?”. Una delle ragazze, Anfisa (Družinina), la biasima per ciò che ha fatto. Tosja protesta, prende il suo zaino e lo svuota di tutto il contenuto, gridandole: “Ecco, prendi pure!” Le altre ragazze si scusano per il comportamento di Anfisa e chiedono a Tosja di raccontare qualcosa su di lei. Ora, o stanno ignorando il comportamento sfacciato di Tosja (improbabile), oppure sono convinte che tutto ciò che possiedano sia di tutti (più probabile). Questa reazione mi ha letteralmente scioccato: “Si vede chiaramente che non è un film americano!” Dopo aver capito il senso di questa scena, guardare il film è stato un vero piacere”, – Gregory Porter.

“Questo film non assomiglia affatto alle tipiche commedie romantiche. Gli autori sono riusciti ad allontanarsi dal sentimentalismo strappalacrime e a fare un accenno prudente a una critica sociale. L’amore e il matrimonio non vengono messi davanti a tutto e la vita coniugale non è mai un “vissero per sempre felici e contenti”. Per quanto riguarda lo sfondo sociale, ad esempio, lo sposo di Nadi, Ksan, decide di posticipare il matrimonio fino a che non avranno un appartamento. In Unione Sovietica molti erano i casi di gente che per questi motivi doveva trasferirsi, era praticamente all’ordine del giorno. A volte invece la gente rimandava il matrimonio anche di qualche anno a causa di decisioni inaspettate prese dai funzionari locali”, – Bear Mac Mathun, Australia.

“Quando ero piccola guardavo molti film sovietici. È stato tra gli anni ’70 e ’80 che l’India ha intrapreso rapporti con l’Urss. Uno dei film di cui mi ricordo molto bene è senz’altro Devčata, che mi piacque veramente tanto. È un film leggero, piacevole che fa venir voglia di innamorarsi e che riesce a conciliare brillantemente humor e romanticismo.

I personaggi del film non vengono definiti esclusivamente buoni o cattivi. Ognuno di loro è un essere umano, con dei lati del carattere sia deboli che forti, e ognuno di loro cerca la felicità. Riescono a perdonare e andare avanti, a sfruttare le opportunità che dà la vita. E per ultimo, riescono a ottenere ciò che sembrava impossibile, spesso non senza il volere del caso.

In ultima analisi, nel film troviamo Nadežda Rumjantseva nel ruolo di Tosja, un vero vulcano di emozioni! La protagonista è spumeggiante, senza paura, ma anche molto romantica, emotiva, apparentemente ingenua, nonostante tutta questa sia solo apparenza. Guardarla è un vero piacere. Aggiungete anche quanto è vivace e frenetica: per tutto il tempo salta, si arrampica sulle sedie, corre di qua e di là a grandi passi. Mi ha ricordato la mia attrice hollywoodiana preferita, Judy Holliday, nel musical Bells are ringing”, – Madhulika Liddle, India.

I commenti del pubblico con un diverso approccio culturale sono davvero preziosi. Essi ci aiutano a vedere opere che conosciamo ormai a memoria con uno sguardo nuovo e ci fanno capire perché alcuni film diventano veramente immortali.

Nata a Lecco, classe 1991. Laureata in Traduzione specialistica, traduco per il tedesco e il russo. I viaggi, il cinema e la cucina sono tra le mie più grandi passioni.

Chiara Pavan

Nata a Lecco, classe 1991. Laureata in Traduzione specialistica, traduco per il tedesco e il russo. I viaggi, il cinema e la cucina sono tra le mie più grandi passioni.