Chi era Denis Voronenkov e cosa ci faceva in Ucraina

Fonte Meduza.io 23/03/2017  Articolo di Sasha Sulim. Traduzione di Antonino Santoro

 

Il 23 marzo nel centro di Kiev è stato assassinato Denis Voronenkov ex deputato del PCFR (Partito Comunista della Federazione Russa – nota di RIT) della Duma di Stato. Nell’autunno del 2016 era fuggito in ucraina nascondendosi da una indagine in Russia. Alla fine dell’anno Voronenkov aveva preso la cittadinanza ucraina. In una intervista rilasciata il giorno dell’omicidio Voronenkov aveva di nuovo aspramente criticato le autorità russe e aveva spiegato come la sua vita fosse in pericolo. “Meduza” racconta per cosa Voronenkov era noto in Russia e perchè si era trasferito in Ucraina.

Per cosa era noto Voronenkov in Russia

Denis Voronenkov ha studiato presso la scuola militare Suvorov di Leningrado e poi all’Università militare (sempre a Leningrado). A metà degli anni 90 ha prestato servizio presso la Procura militare. Dal 2001 al 2006 è stato vice sindaco di Nar’jan-Mar nel circondario autonomo di Nenec e poi ha lavorato per l’amministrazione dello stesso circondario come vice capo della regione (a quel tempo diretta da Aleksej Barinov). Secondo le informazioni di “Novaja Gazeta” in questo periodo Voronenkov avrebbe ricevuto una mazzetta di circa 700 mila dollari per collaborare in un processo penale riguardante l’imprenditore Vjačeslav Ševčenko. Alla fine Ševčenko è stato messo in prigione mentre Voronenkov non è stato incriminato per lo scambio di mazzette.

Nel 2005 Voronenkov è diventato assistente del Servizio Federale per il Controllo del traffico di Narcotici (SFCN) e ha ricevuto il grado d maggiore. Voronenkov ha raccontato di aver partecipato alle indagini del famoso caso “Tre balene” che all’inizio degli anni 2000 ha suscitato una guerra dei servizi segreti. I suoi colleghi del SFCN hanno però negato questo fatto.

Nel 2007 Voronenkov, secondo le informazioni di “Novaja Gazeta”, ha accusato alcuni agenti del Servizio Federale di Sicurezza (e in particolare il vice capo del Dipartimento di Sicurezza Oleg Feoktistov che in seguito ha lavorato per Rosneft) di aver cercato di ucciderlo. “Mi è andata bene, sono sopravvissuto ma ho delle ferite d’arma da fuoco alle gambe. Ho subito 12 operazioni” ha affermato Voronenkov. Tuttavia il suo dirigente di allora, il capo del dipartimento per il supporto operativo del SFCN Aleksandr Bul’bov ha raccontato come in verità a Voronenkov non gli avessero sparato: Voronenkov era andato a finire su un gancio uscendo da un postaccio.

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Secondo le informazioni di “Novaja Gazeta” nel 2009 Voronenkov ha estorto una mazzetta dall’imprenditore Andrej Burlakov: Voronenkov aveva promesso di ammorbidire il “rapporto assolutamente negativo dell’autorità” verso l’attività dell’azienda Wadan Yards. Secondo le parole di Anna Etkina, partner di Burlakov, a Voronenkov avrebbero dato cinque milioni di dollari (fatto negato dall’interessato). Nel 2011 Burlakov è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco; secondo le affermazioni della Etkina (che ha scritto una lettera al procuratore generale Jurij Čajk) Voronenkov era implicato nella morte del partner.

Nel 2011 Denis Voronenkov ha deciso di candidarsi come deputato. Per la sua campagna elettorale aveva deciso di chiedere soldi all’imprenditore Vitalij Kačur offrendogli di comprare a poco prezzo un edificio nel centro di Mosca. Kačur ha raccontato come Voronenkov lo avesse sollecitato col pagamento e come l’uomo d’affari gli avesse offerto 100 mila dollari dietro cauzione per l’edificio non accorra acquistato. Successivamente è stato rivelato come Voronenkov avesse proposto a Kačur di partecipare al raid per sequestrare il locale. Il Comitato Investigativo ha aperto un caso pretendendo di togliere l’immunità parlamentare a Voronenkov, già eletto presso la Duma di Stato, e poterlo quindi imputarlo. La procura generale ha però rifiutato tale richiesta.

Voronenkov è stato deputato della Duma di Stato del Partito Comunista della Federazione Russa, membro del comitato della Duma di Stato per la sicurezza e il contrasto alla corruzione. Egli ha criticato il cambio di potere in Ucraina nel 2014 e votato per il divieto di adozione di bambini russi da parte degli americani, per il divieto del gioco Pokemon Go ed è stato uno dei coautori della legge sulla limitazione dei diritti degli stranieri riguardo la proprietà di agenzie di informazione. Nel marzo del 2015 ha sposato la cantante e deputata della Duma di Stato Maria Maksakova del partito “Edinaja Rossija”.

Nell’autunno del 2016 Voronenkov si è nuovamente candidato, stavolta senza successo, alla Duma di Stato.

Il luogo dell’assassinio di Denis Voronenkov

Perché Voronenkov si è trasferito in Ucraina

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Nell’ottobre del 2016 DenisVvoronenkov e Maria Maksakova si sono trasferiti a Kiev. Il 6 dicembre Voronenkov aveva già ricevuto la cittadinanza ucraina e rinunciato a quella russa.

L’ex deputato ha spiegato la propria emigrazione con il desiderio di nascondersi dalle indagini da parte del FSB. A metà del febbraio 2017 Voronenkov ha rilasciato una intervista nel quale paragonava la Russia alla “Germania nazista” definendo un “errore stupido” l’unione della Crimea e “totalmente falsificati” i risultati delle elezioni nella Federazione Russa. Voronenkov ha anche dichiarato di non aver votato a favore dell’unione della Crimea alla Russia: a favore avrebbero votato gli altri membri del suo partito e ha confermato di aver testimoniato al procuratore ucraino riguardo il caso di Viktor Janukovič accusato in Ucraina di alto tradimento.

“Kommersant” già nel gennaio 2017 aveva dato notizia di tale interrogatorio. Secondo le informazioni dell’agenzia di stampa l’ex deputato ha in parte confermato la testimonianza di Ilja Ponomarev anche lui un ex deputato della Duma di Stato trasferitosi in Ucraina. Questi ha raccontato al procuratore come il Consiglio della Federazione nel marzo 2014 abbia autorizzato il presidente Vladimir Putin ad utilizzare le truppe all’estero.

Il 14 febbraio, lo stesso giorno in cui è uscita l’intervista di Voronenkov, è divenuto noto come il Comitato Investigativo russo avesse emesso contro l’ex deputato un mandato di cattura federale ed internazionale mentre il giudice di Basman a Mosca lo avesse condannato all’arresto in contumacia. Voronekov è stato nuovamente accusato di aver preso parte al raid per il sequestro dell’edificio del 2011. Contro l’ex deputato è stata mossa l’accusa di aver violato la parte 1 dell’articolo 170.1 del codice penale russo (organizzazione di falsificazione del registro unico statale sulle persone giuridiche) e della parte 4 dell’articolo 159 del codice penale russo (truffa).

Cosa ha detto Voronenkov riguardo le minacce nei suoi confronti

il 16 febbraio 2017 Aleksandr Hinštejn ex deputato della Duma di Stato di Edina Rossija e consigliere del direttore del Servizio Federale della guardia nazionale russa, durante il talk-show “60 minuti” sul canale “Rossija 1” ha dichiarato: “Voronenkov, che è scappato in Ucraina insieme alla moglie cantante, rappresenta una minaccia per questo paese. Non è escluso che i servizi russi proveranno a prenderlo”. Hinštejn ha anche affermato che in Ucraina vi è un “serio pericolo” per Voronenkov. “Lui dirà quello che gli scriveranno dato che di per sé non sa nulla. E poi che succederà? Poi rappresenterà una seria minaccia dato che egli non serve all’Ucraina e ai servizi ucraini. Per loro, Voronenkov da vivo rappresenta una minaccia” ha detto Hinštejn.

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Alcune ore prima dell’omicidio di Vonenkov, nel sito ucraino Gordon.ua è stata pubblicata la sua ultima intervista. “Vi sono state delle serie apprensioni, mi potevano mettere dentro un bagagliaio e portarmi dall’Ucraina in Russia: non avrei mai potuto dimostrare si fosse trattato di un sequestro. Vi sono già stati precedenti di questo tipo”, è così che l’ex deputato della Duma di Stato spiegava le proprie dichiarazioni circa le persecuzioni da parte della Federazione Russa.

Alla domanda del giornalista se Vornenkov temesse per la propria vita lui ha risposto “tutti prima o poi moriremo. L’importante è come e per cosa abbiamo vissuto. A volte il “come” è più importante del “quanto”.  Perché vivere in perenne paura?”.

Secondo Voronenkov il maggior garante per la propria sicurezza nel territorio ucraino era la legge: “Anche se nei canali televisivi centrali russi già urlano dappertutto: bisogna scambiare Voronenkov con Sušenko (accusato in Russia di spionaggio del giornalista ucraino Roman) e se non si potrà, allora ucciderlo come Bandera. Le persone in Russia sono impazzite, non stanno bene”.

Durante la stessa intervista quale suo principale nemico Denis Voronenkov ha nominato Oleg Feoktistov generale del FSB che fino a non molto tempo fa comandava il servizio di sicurezza di Rosneft (Marija Maksakova in una discussione con “Meduza” aveva detto che Feoktistov è coinvolto nella persecuzione nei confronti di suo marito: “hanno un intero gruppo d’organizzazione criminale ma noi siamo gli unici ad aver pronunciato questa parola). Secondo le affermazioni di Voronenkov, è stato proprio Feoktistov ad “ordinare” l’indagine penale contro di lui. “Lo scontro con Feoktistov è iniziato nel 2007 durante la mia attività nel SFCN”, ha dichiarato. “Rosneft” non ha mai commentato le dichiarazioni di Voronenkov.

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa.
antosha87sr@gmail.com

Antonino Santoro

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa.
antosha87sr@gmail.com

  • Carlo ballotta

    poveraccio,poteva venire in italia,con quel curriculum avrebbe fatto carriera nel pd