In Italia sono iniziate azioni di protesta contro la costruzione gasdotto azero TAP

Fonte: www.aysor.am (ARMENIA) – tradotto da Massimiliano Macrì

(N.d.T. il seguente articolo è precedente agli scontri avvenuti nei giorni successivi, per questo motivo non ne parla. C’erano anche delle piccole imprecisioni che ho mitigato. Ci sembrava comunque doveroso mostrare l’interessamento per l’argomento da parte della stampa armena).

 

In Italia sono iniziate azioni di protesta contro la costruzione gasdotto azero TAP

I lavori di costruzione del “Trans Adriatic Pipeline” (TAP), progettato per trasportare il gas naturale dall’Azerbaijan verso l’Italia, sono iniziati in Puglia con azioni di protesta. Questo scrive il sito di “bari.repubblica.it”.

Secondo le informazioni, nel corso dei lavori di costruzione quattro alberi di ulivo sono stati eradicati, si prevede, inoltre, il taglio (e il ripianto in altro luogo N.d.T.) di altri 216 alberi. Questo ha creato molto malcontento tra i cittadini locali e li ha indotti a protestare. Intorno al cantiere molte persone con dei cartelli hanno gridato slogan contro la società TAP e i lavoratori della compagnia impegnati nell’espianto degli ulivi.

 

il percorso del Gasdotto TAP

 

I manifestanti hanno evidenziato la dirigenza del progetto TAP non ha rispettato i requisiti previsti per mitigare gli effetti negativi sull’ambiente che sono emersi nel corso dei lavori di costruzione, e per questo non hanno il diritto di tagliare gli alberi e hanno chiesto di fermare i lavori. 

Come riporta «Lecceprima.it» il sindaco di Melendugno Marco Potì ha espresso preoccupazione e ha fatto notare che i lavori non sono conformi alla legge.

Ricordiamo l’inchiesta intitolata Caviar Democracy” del giornalista di Report (Raitre) Paolo Mondani dedicata alla diplomazia dell’Azerbaijan che tratta del Gasdotto TAP, destinato al trasporto di gas naturale dall’Azerbaijan all’Italia. Nel 2013, la Commissione Europea ha sostenuto la costruzione del gasdotto TAP sotto la possibile influenza di lobbisti. Il Comune di Melendugno ha pubblicato un rapporto, dove 40 esperti espongono il loro punto di vista e puntano il dito sulle parecchie carenze tecniche del progetto.

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L’incontro tra Letta e Aliyev nel 2013

 

Si noti che il progetto TAP è stato progettato per il trasporto di gas naturale dal giacimento di “Šakhdeniz” nell’ambito del programma “Stadij 2” attraversando Grecia e Albania verso l’Europa occidentale. La capacità del gasdotto è di 10 miliardi di metri cubi all’anno, con la possibilità di ampliamento fino a 20 miliardi, a seconda della domanda e dell’offerta. La costruzione del gasdotto TAP è iniziata nel 2015 col fine di iniziare le consegne di gas azero nel 2019.

Va anche sottolineato che nel dicembre 2013 la società francese Total e la norvegese Statoil hanno rifiutato di partecipare alla costruzione del gasdotto Trans-Anatolico.

Ricordiamo, inoltre, che già nel 2014, in Puglia si sono tenute proteste contro il progetto TAP, sponsorizzato dal Presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev. Il progetto prevede che il gasdotto debba passare dalla marina di San Foca nel comune di Melendugno ed è questo che ha fatto arrabbiare la gente del posto. Gli ambientalisti sostengono che l’operazione del gasdotto causerà gravi danni all’immagine della Puglia, che è inclusa con molti siti nel World Heritage List dell’UNESCO, il consorzio TAP non ha tenuto conto di questo fatto.

 

Nato tra due mari, nel punto più ad est d’Italia, dalle parti di Lecce, in un sole troppo forte da sopportare. Ho studiato prima letteratura russa e inglese poi traduzione presso l’Università del Salento. Nel mezzo ho viaggiato per mezza Europa e vissuto e lavorato a Vilnius, Mosca, Kiev e Berlino ed ora a Londra. Eclettico e poliedrico, sono appassionato di fotografia, viaggi, arte, letteratura e opera, gioco a rugby da amatore. Se amo tutto ciò che riguarda la Russia lo devo anche a mio nonno che quando aveva 80 anni (ora ne ha 93) ha cominciato a studiare il russo dopo aver passato la sua vita in mare. Il mio sogno è di spingermi a est: a Vladivostok!

Massimiliano Macrì

Nato tra due mari, nel punto più ad est d’Italia, dalle parti di Lecce, in un sole troppo forte da sopportare. Ho studiato prima letteratura russa e inglese poi traduzione presso l’Università del Salento. Nel mezzo ho viaggiato per mezza Europa e vissuto e lavorato a Vilnius, Mosca, Kiev e Berlino ed ora a Londra. Eclettico e poliedrico, sono appassionato di fotografia, viaggi, arte, letteratura e opera, gioco a rugby da amatore. Se amo tutto ciò che riguarda la Russia lo devo anche a mio nonno che quando aveva 80 anni (ora ne ha 93) ha cominciato a studiare il russo dopo aver passato la sua vita in mare. Il mio sogno è di spingermi a est: a Vladivostok!