In Russia si propone di vietare la maternità surrogata

Lunedì (27/03, n.d.t.) è stato presentato alla duma di stato un progetto di legge per vietare la maternità surrogata. Il promotore di tale modifica è il senatore Anton Beljakov che ritiene che la Russia sia diventata un centro del “turismo riproduttivo” nonostante le relazioni che intercorrono fra i partecipanti a questa attività non siano quasi per niente regolate dallo stato. Il risultato è che sia le madri surrogate, sia i genitori genetici, sia i bambini nati in questo modo rimangono senza la dovuta tutela giuridica. Il progetto di legge è sostenuto dalla Chiesa russa ortodossa, mentre medici e giuristi si oppongono al divieto.

Anton Beljakov fonda la sua proposta sul fatto che attualmente il servizio viene erogato in Russia sulla base di un accordo giuridico-statale che permette di consolidare qualsiasi diritto e dovere senza però garantirne un rigido adempimento.

– Di solito non viene chiarito se i casi di malattie nei neonati o di morte intrauterina siano il risultato di inadeguatezze nell’attuazione del servizio e quindi la base per una rescissione del contratto – spiega Anton Beljakov. – Perché il bambino passi dalla madre surrogata ai genitori “committenti” non è nemmeno necessario avviare un procedimento di adozione, fermo restando che secondo il Codice della famiglia della Federazione russa (par. 4, art. 51) i genitori biologici possono portar via il neonato dalla clinica solo dopo aver ricevuto il consenso della madre surrogata. Ciò porta a frequenti casi in cui la madre surrogata ricatta i genitori biologici.

Secondo il senatore, sempre più spesso sono coppie straniere che si rivolgono alle donne russe disponibili a partorire “bambini su ordinazione”. I prezzi relativamente modici e la mancanza di limitazioni legislative hanno già reso la Russia uno dei centri del cosiddetto turismo riproduttivo.

Anton Beljakov fa notare che diversi studi scientifici hanno dimostrato la formazione di un legame tra la madre e il bambino nella fase prenatale del suo sviluppo. Interrompere tale legame comporterebbe un grande stress per il bambino, insieme ad altre conseguenze negative.

Fino a quando in Russia non verrà elaborato un nuovo approccio complessivo all’istituzione della maternità surrogata, Anton Beljakov propone di vietarne l’erogazione.

Gli esperti di legge confermano che la base legale della maternità surrogata è molto controversa.

– Secondo il Codice di famiglia, dopo la nascita del bambino, perché i genitori biologici vengano registrati nel certificato di nascita serve il consenso della madre surrogata, quindi il destino del neonato e di tutta la famiglia è nelle sue mani e questo non si può cambiare in alcun modo. Anche se si firmasse un accordo secondo cui la madre surrogata deve consegnare il bambino, comunque la legge sarebbe dalla sua parte –spiega Dar’ja Ksenofontova, professoressa di diritto civile all’università di legge di Mosca O. E. Kutafin (MGJuA).

La giurista ricorda che comunque i decreti legislativi definiscono la procedura della maternità surrogata come una delle cure della sterilità. E se davvero il suo fine è questo, allora la priorità dovrebbe averla non la madre surrogata, bensì quella biologica. Secondo l’esperta, tale servizio non va vietato, ma rafforzato da una legge ben ponderata. Rifiutare questa procedura significa rifiutare una delle più moderne conquiste della medicina in questo campo.

– Occorre esaminare in dettaglio, tenendo conto dell’opinione pubblica, tutte le relazioni che si costituiscono all’interno di questo processo – afferma Dar’ja Ksenofontova. – In cima alla lista bisogna mettere gli interessi del bambino. Ma i legislatori hanno scelto la via più veloce: è più facile vietare la maternità surrogata piuttosto che proporre una versione più efficace della legge.

I medici specializzati nella cura della sterilità lanciano l’allarme: secondo i loro dati il numero di persone che non possono avere figli per problemi di salute sta crescendo e rinunciare alla maternità surrogata non farà che aggravare questa piaga sociale.

– I motivi per cui ci si rivolge alla maternità surrogata sono tutti legati a controindicazioni relative alla gravidanza – precisa il riproduttologo della clinica specializzata nella fecondazione assistita “AltraVita”. – Si tratta di malattie ai reni, al fegato, al cuore e ad altri organi, quindi non si parla solo di sterilità. Pazienti così sono milioni. Sullo sfondo dei nostri problemi demografici, la maternità surrogata è un grande vantaggio, c’è molto bisogno di questo servizio.

Il medico non conferma il fatto che la Russia sarebbe stata invasa da stranieri con problemi di sterilità.

– A noi si rivolgono soprattutto i russi, mentre gli stranieri non sono più di una coppia al mese – afferma, – E negli ultimi anni il flusso di “turisti riproduttivi” dall’Europa si è ridotto drasticamente.

Il direttore del centro europeo della maternità surrogata Vladislav Mel’nikov conferma a “Izvestija” che sono soprattutto i russi a ricorrere al servizio.

– Ci occupiamo della questione da più di 15 anni e possiamo dire con certezza che il numero di persone sterili aumenta di anno in anno. Il problema interessa persone sempre più giovani, arrivano da noi coppie con meno di trent’anni. Le cause sono molte: la grave situazione ecologica, la bassa qualità dei prodotti alimentari, stress continuo – sostiene Vladislav Mel’nikov.

Aggiunge, inoltre, che solo a Mosca attualmente si trovano 56 centri medici che si occupano di tecnologie di riproduzione assistita, fra cui la maternità surrogata. Questo dà un’idea della popolarità del servizio.

Vladislav Mel’nikov non concorda sul fatto che la maternità surrogata porterebbe spesso a situazioni spiacevoli.

– Nel nostro lavoro non ci sono stati casi di contenziosi. Seguiamo con attenzione la situazione in Russia e abbiamo saputo solo di una decina di dispute dovute al fatto che la madre surrogata non voleva rinunciare al bambino – afferma il medico.

Inoltre, secondo lui, la maternità surrogata rimane per ora l’ultima possibilità di avere un figlio proprio dal punto di vista genetico. Se verrà vietata in Russia, le conseguenze per molte persone sarebbero davvero dolorose.

– In genere, chi ricorre alla maternità surrogata lo fa dopo aver provato ad avere un bambino per 5-10 anni e aver tentato molte volte la fecondazione assistita. Se li priviamo di questa possibilità, saranno persone infelici – spiega Vladislav Mel’nikov.

Aggiunge poi che non vengono infranti in alcun modo i diritti del bambino, il quale rimane con i genitori biologici che lo hanno desiderato a lungo. Per quanto riguarda il legame psicologico intrauterino che si crea fra madre e feto, non esistono prove scientifiche univoche. I geni della madre surrogata non vengono trasferiti al bambino, nemmeno il suo apparato circolatorio comunica con quello del feto.

La Chiesa russa ortodossa si oppone alla maternità surrogata.

– Riteniamo che la sacralità della vita famigliare, l’integrità delle relazioni all’interno della famiglia siano violate dalla comparsa nell’unione dell’uomo e la donna di una terza persona che porta il bambino – afferma Vachtan Kipšidze, vice presidente del Dipartimento sinodale per i rapporti della Chiesa con la società e i media.

Kipšidze fa notare che, durante la gravidanza, tra madre e figlio si crea un legame psicologico anche se i due non condividono lo stesso patrimonio genetico. Tale legame non può essere oggetto di un contratto che considera la madre surrogata una semplice incubatrice. Questo mortifica la dignità della donna che concede il proprio organismo per un utilizzo commerciale. Proprio per questo la Chiesa non può dare la propria benedizione ai fedeli che ricorrono alla maternità surrogata.

Fonte: Izvestija 27/03/2017, scritto da Valerija Nodelman, Sergej Izotov, tradotto da Diana Loreti

Diana Loreti

Traduttrice dal russo e dall’inglese, della Russia amo la lingua, la cultura, la letteratura, le tradizioni, i paesaggi. Collaboro a RIT per trasmettere queste passioni al pubblico italiano. dianalor330@gmail.com