«Le persone sono diventate persone»

Fonte: Lenta.ru. 4 aprile 2017. Articolo di Dmitrij Sidorov. Tradotto da Graziella Portia

Come l’attentato a San Pietroburgo ha unito i russi.

Foto: Anatolij Medved’ / RIA Novosti

L’esplosione nella metropolitana di San Pietroburgo ha mostrato per l’ennesima volta la nostra vulnerabilità davanti a una minaccia come il terrorismo. Tuttavia questi avvenimenti hanno dato prova della sorprendente capacità delle persone di coordinarsi e della loro propensione all’empatia di fronte a una tragedia. I pietroburghesi insieme hanno fronteggiato il collasso dei mezzi di trasporto, hanno cercato donatori di sangue e volontari per la perlustrazione dei luoghi pubblici alla ricerca degli ordigni esplosivi. In diverse città le persone tutt’altro che insensibili hanno organizzato attività di supporto.

L’argomento principale del giorno, la tragedia a San Pietroburgo, ha suscitato nella società non solo un uragano di complottismo e congetture oziose, ma ha anche fornito un esempio dell’efficacia dell’auto-organizzazione dei cittadini, ritrovatisi in una situazione critica. Comuni cittadini, imprese statali e private hanno aiutato gratuitamente coloro che si trovavano in difficoltà.

Umanità per le strade

Poco dopo il rombo dell’esplosione delle 14:40 la città si è letteralmente fermata. Gli organi di potere hanno preso la decisione di chiudere tutte le fermate della metro, cosa che di fatto ha paralizzato immediatamente il traffico su terra. Parte dei tassisti, secondo alcune voci, aveva deciso di approfittare del caos creatosi, gonfiando i prezzi di 5 o addirittura 10 volte. Ma in breve tempo non sono serviti più a nessuno: presto ne sono stati trovati centinaia che dal centro erano disposti a dare un passaggio a chi doveva recarsi fuori città, e centinaia che con la propria auto privata si recavano in città per dare un passaggio a sconosciuti in difficoltà. Poco dopo a loro si unirono i servizi di taxi come Gett, Yandex. Taxi, Uber e il più diffuso in città Taxovičkov: quel giorno i loro autisti hanno lavorato a tariffa zero. Parte dei benzinai di San Pietroburgo distribuiva benzina gratis, e alcuni servizi ristorativi distribuivano gratuitamente cibo ai volontari. Oltre a ciò la direzione del ZSD (Tangenziale Ovest) ha sollevato le sbarre dei pedaggi, consentendo il libero traffico.

Sia sui mass media sia sui social network veniva segnalato positivamente il lavoro dell’ufficio stampa della metro di San Pietroburgo, che aggiornava tempestivamente i cittadini su variazioni o cancellazioni delle tratte, come pure il lavoro degli operatori telefonici. MTS, Megafon, Vympelkom (di proprietà di Bilajn) e Tele2 hanno azzerato per gli utenti di a San Pietroburgo il costo delle chiamate ai centralini dei servizi d’emergenza concedendo minuti aggiuntivi.

Donazioni di sangue e vigilanza

L’attentato ha tolto la vita a 14 persone, altre 49 riportano ferite e si trovano in ospedale. In tali situazioni le istituzioni sanitarie riscontrano sempre urgenza di sangue. Sui social si sono attivati subito gruppi di donatori volontari accolti da ospedali e centri di donazione operativi per tutta la città.

I volontari si sono uniti non solo per le donazioni di sangue, ma anche per il controllo delle strade, delle fermate dei mezzi di trasporto, dei luoghi pubblici e delle stazioni della metro alla ricerca di oggetti incustoditi sospetti.

Preghiera per San Pietroburgo

Accanto all’aiuto volontario, al momento della tragedia per la città e i suoi abitanti non è stato meno importante il sostegno morale. Nel giorno dell’attentato nella Piazza del Senato ha avuto luogo un’azione di massa a supporto delle famiglie delle vittime. Manifestazioni analoghe hanno avuto luogo a Mosca, dove centinaia di persone hanno lasciato fiori sulla stella della città-eroina di Leningrado (denominata così dopo la liberazione dall’assedio durante la Seconda Guerra Mondiale, N.d.RIT) nei Giardini di Alessandro, a Minsk e persino a Tel Aviv. Sui social è stato lanciato l’hashtag #prayforsaintpetersburg.

 

La tragedia ha riguardato anche i grandi eventi sportivi: la tifoseria della squadra moscovita Spartak ha dedicato uno striscione alle vittime dell’esplosione prima della partita della 21esima del campionato russo di calcio con l’Orenburg. I primi cinque minuti della partita la tribuna dello Spartak si è raccolta in un minuto di silenzio.

Tifoseria dello Spartak Fratrija

A fine giornata è stato reso noto che il macchinista cinquantunenne del treno della metro in cui è avvenuta l’esplosione verrà insignito di un’onorificenza: «L’esplosione si è verificata durante la corsa tra due stazioni, ma il macchinista ha preso la decisione giusta: non ha abbandonato il treno ed è arrivato alla stazione successiva consentendo immediatamente l’evacuazione e il soccorso delle vittime», così è stato comunicato dagli organi inquirenti russi. Sui social network sono state pubblicate le foto dell’eroe.

 

Graziella Portia

Ho studiato tedesco e russo a La Sapienza, laureandomi in Mediazione linguistica e interculturale con la traduzione di un documentario sul fenomeno della kommunalka. Il mio sopito spirito nomade si è destato grazie a un Erasmus sul Lago di Costanza, cinque mesi all’MGU di Mosca, e un viaggio in Transiberiana attraverso la steppa russa fino al profondo Lago Bajkal, il mare degli sciamani. Poi, dopo aver visto le notti bianche, sono voluta tornare a San Pietroburgo d’inverno per camminare sulla Neva ghiacciata e vedere il Golfo di Finlandia. Ora le mie radici calabresi, nonostante sia nata a Tivoli, mi hanno spinta un po’ più a Sud: studio Management del Patrimonio culturale alla Federico II di Napoli. Cosa c’entra con la Russia? La profondità e la sincerità dell’animo russo e la vivacità culturale di San Pietroburgo, oltre a uno stage al FAI di Roma, mi hanno convinta a conciliare lingue, culture, tradizioni e valorizzazione del patrimonio. Fine ultimo? Mediazione tra popoli.

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