Putin ha definito un’aggressione l’attacco missilistico americano alla base aerea in Siria

Articolo di RIA Novosti del 07/04/2017. Traduzione di Alessandro Lazzari.

Al Cremlino hanno commentato l’attacco missilistico americano alla base aerea siriana. Secondo l’opinione del presidente Vladimir Putin, le azioni di Washington sono un’aggressione contro uno stato sovrano.

Nella notte tra giovedì e venerdì gli Stati Uniti hanno sferrato un attacco di massa ad una base dell’aeronautica militare siriana, in tutto sono stati lanciati 59 missili. Donald Trump ha definito l’azione di Washington una risposta all’uso di armi chimiche nella provincia di Idlib da parte delle forze governative.

Stando agli ultimi dati, in seguito al bombardamento sono morte cinque persone e altre sette sono state ferite.

Martedì l’opposizione siriana aveva accusato Damasco di aver utilizzato armi chimiche nella provincia di Idlib. A loro volta le forze governative avevano addossato la responsabilità ai guerriglieri e ai loro protettori.

“Con una scusa pretestuosa”

L’addetto stampa del presidente Dmitrij Peskov ha espresso la posizione del Cremlino.

“Il presidente Putin considera gli attacchi americani alla Siria un’aggressione contro uno stato sovrano, in violazione con le norme del diritto internazionale, per di più con una scusa pretestuosa”, ha affermato Peskov ai giornalisti.

L’addetto stampa del capo dello stato ha ricordato che l’esercito siriano non ha scorte di armi chimiche, come ha precedentemente confermato l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche.

“Inoltre, secondo Putin, il fatto di ignorare totalmente l’uso di armi chimiche da parte dei terroristi non fa altro che peggiorare ulteriormente la situazione”, ha sottolineato Peskov.

Secondo le sue parole, Putin ritiene anche che Washington provi a “sviare l’attenzione della comunità internazionale dalle numerose vittime tra i civili in Iraq”.

Le relazioni tra Mosca e Washinton

Peskov ha anche raccontato che l’attacco alla base siriana reca “un danno significativo” alle relazioni tra Mosca e Washington che, stando alle sue parole, si trovano già “in uno stato pietoso”.

“Ma la cosa principale, come ritiene Putin, è che questo passo non ci avvicina all’obiettivo finale nella lotta al terrorismo internazionale, ma al contrario crea un serio ostacolo alla creazione di una coalizione internazionale per la sua lotta e all’opposizione efficace a questo male mondiale che, a proposito, il presidente americano Donald Trump ha proclamato come uno dei principali obiettivi ancora durante la sua campagna elettorale”, ha sottolineato l’addetto stampa del leader russo.

Il memorandum sulla Siria è stato sospeso

Dopo le comunicazioni sull’attacco americano in Siria il Ministero degli affari esteri russo ha annunciato che Mosca sospende la validità del memorandum per la prevenzione di incidenti che era stato precedentemente stipulato con Washington.

Nella dichiarazione del dicastero di politica estera si afferma anche che le azioni di Washington sono un chiaro atto di aggressione contro uno stato sovrano.

“Non degnandosi di vederci chiaro, gli Stati Uniti hanno deciso per la dimostrazione di forza, per l’opposizione militare al paese che lotta contro il terrorismo internazionale”, hanno fatto osservare i diplomatici.

“Non è la prima volta che gli Stati Uniti dimostrano un tale, insensato approccio che peggiora solamente i problemi nel mondo e crea un pericolo per la sicurezza internazionale. La stessa presenza di militari americani e di altri paesi sul territorio siriano senza il permesso del governo di questo stato o della decisione del Consiglio di sicurezza dell’ONU è una seria, chiara e immotivata violazione del diritto internazionale”, hanno aggiunto al Ministero degli affari esteri.

Il baluardo di lotta all’ISIS

La base aerea siriana “Shayrat” veniva utilizzata dalle forze siriane e dall’esercito come importante avamposto nella lotta contro l’opposizione armata e contro lo Stato islamico.

Stando alle parole di uno dei collaboratori della base, “si può dire che è totalmente distrutta”, tutto il materiale bellico che si trovava lì è andato perduto.

“Shayrat” si trova nella provincia di Homs, a 40 km a sud-est dal capoluogo di provincia che si chiama anch’esso Homs. I militari siriani utilizzavano la base da sei anni, da quanto dura il conflitto.

Qui si trovava in tutto una formazione di 15 veicoli militari tra elicotteri e aerei. Nel territorio della base aerea erano sistemate anche riserve di munizioni che secondo la testimonianza degli ufficiali sono state distrutte inizialmente.

Le autorità di Homs hanno promesso di ricostruire la base.

“La base aerea attaccata riprenderà il proprio lavoro prossimamente per continuare la lotta al terrorismo”, ha affermato il governatore della provincia di Homs Talal Barazi al canale tv “Al-Mayadeen”.

Gli Stati Uniti hanno aiutato i guerriglieri

Una fonte di RIA Novosti ha raccontato che contemporaneamente all’attacco americano, i guerriglieri dello Stato islamico hanno attaccato le posizioni dell’esercito siriano. I terroristi hanno provato ad impadronirsi della tratta Homs-Furklyus-Palmira.

I guerriglieri hanno iniziato l’attacco nella zona Homs-Shayrat intorno alle 2.00 e hanno mantenuto le proprie posizioni per più di un’ora finché le forze governative non hanno trasferito rinforzi in questa regione. Adesso l’esercito spinge i guerriglieri verso il deserto.

“E questa coincidenza che i guerriglieri dell’Isis hanno attaccato una delle posizioni di difesa nella tratta Homs-Palmira in contemporanea con l’attacco americano alla base di Shayrat?”, si è chiesto l’interlocutore dell’agenzia.

 

Sono nato nel 1993 in provincia di Treviso. Nel 2015 mi sono laureato in Lingue, civiltà e scienze del linguaggio presso l’università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi sulla crisi dei missili di Cuba analizzata dal punto di vista sovietico dell’epoca. Nei tre anni a Venezia ho studiato tedesco e russo. Dopo l’esperienza di un semestre all’Università Pedagogica di Tula, ho deciso di tornare in Russia a proseguire i miei studi. Nel giugno del 2018 ho discusso la mia tesi magistrale sulle strategie di investimento delle multinazionali italiane in Russia presso l’Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO). Sono appassionato di storia sovietica e traduco volentieri articoli di politica ed economia.

Alessandro Lazzari

Sono nato nel 1993 in provincia di Treviso. Nel 2015 mi sono laureato in Lingue, civiltà e scienze del linguaggio presso l’università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi sulla crisi dei missili di Cuba analizzata dal punto di vista sovietico dell’epoca. Nei tre anni a Venezia ho studiato tedesco e russo. Dopo l’esperienza di un semestre all’Università Pedagogica di Tula, ho deciso di tornare in Russia a proseguire i miei studi. Nel giugno del 2018 ho discusso la mia tesi magistrale sulle strategie di investimento delle multinazionali italiane in Russia presso l’Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO). Sono appassionato di storia sovietica e traduco volentieri articoli di politica ed economia.