I russi vogliono vedere i loro figli medici, militari e avvocati

Fonte: Ria Novosti 30/03/2017, traduzione di Alessia Bianco

I sociologi del Centro di ricerca russo sull’opinione pubblica (VCIOM) hanno precisato le idee dei russi sulla professione ideale per i loro figli.

Come ha mostrato il sondaggio, le più allettanti, come nell’ultima decina d’anni, rimangono le professioni mediche. Inoltre, con gli anni, il desiderio di vedere i propri figli operatori sanitari cresce: oggi più di un terzo (35%) dei russi, che hanno figli o nipoti, definiscono auspicabile la professione di dottore (12% nel 2005). Al secondo posto nella lista delle migliori, secondo le valutazioni dei genitori, compare la professione del militare; negli ultimi cinque anni si è iniziato a considerarla più desiderabile. Oggi la menzionano il 13% degli intervistati (6% nel 2012).

L’11% degli intervistati vorrebbe vedere il figlio avvocato. Uno ogni dieci considera preferibili come sfere d’occupazione per i propri figli i lavori manuali e l’insegnamento: li menzionano il 10% dei partecipanti al sondaggio, quando cinque anni fa solo il 4% degli intervistati considerava auspicabile la professione di insegnante.

A paragone con il 2005 per i genitori sono diventate più allettanti le professioni di ingegnere (9% nel 2017 contro il 4%), sportivo (7% contro 1%), poliziotto e costruttore, che oggi sono menzionate dal 5% degli intervistati, quando nel 2005 non venivano considerati affatto.

Allo stesso tempo l’ambito finanziario non è più considerato tanto attuale: se nel 2009 la professione di finanziere o contabile sarebbe stata scelta per il proprio figlio dal 17% dei genitori, oggi lo farebbe solo il 9%, sottolineano i sociologi. Nel 2005 il 7% voleva vedere i propri figli uomini d’affari, mentre nel 2017 solo il 2% degli intervistati menziona questa professione. Come ha mostrato il sondaggio, la parte di coloro che sono pronti ad accettare qualsiasi decisione del figlio nella scelta della professione è scesa dal 13% del 2005 al 4% del 2017.

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Il direttore delle ricerche del VCIOM Elena Michajlova ha sottolineato che negli ultimi anni c’è stata una trasformazione sostanziale nella percezione dei diversi settori d’occupazione. Secondo la sua opinione, grazie alle misure dirette a un miglioramento del livello di assistenza materiale e dello status sociale di medici, insegnanti, militari, l’interesse verso il lavoro in questi settori è concretamente aumentato.

“Nell’insieme i risultati del sondaggio testimoniano un importante andamento positivo: sempre più di rado i genitori sono pronti a consigliare ai propri figli delle professioni esclusivamente secondo il principio della loro potenziale redditività, assegnando una preferenza alle sfere più umane e socialmente significative. La struttura delle aspettative dei russi riguardo al futuro professionale dei loro figli, in gran misura, più di dieci anni fa, corrisponde alle attuali richieste del mercato, cosa che garantisce un potenziale per un armonico sviluppo della società” afferma la Michajlova.

La società “Medialogija” ha analizzato le pubblicazioni dei media russi nel periodo da gennaio a dicembre 2016, su base propria, includendo circa 39,7 mila fonti, per spiegare su quali professioni si trovano più spesso informazioni. Tra le cinque più spesso menzionate vi è il politico (più di 3,1 milioni di notizie), lo sportivo, l’allenatore sportivo (2,6 milioni), lavori manuali (quasi 2,5 milioni), il giornalista e il poliziotto (2 milioni di menzioni circa).

Il sondaggio russo “VCIOM-sputnik” è stato condotto tra il 21 e il 23 marzo 2017 tra 1800 intervistati con il metodo dell’intervista telefonica. L’errore statistico non supera il 2,5%.

Nata a Roma nel 1988, ho conseguito la Laurea Triennale in Lingue e culture del mondo moderno e successivamente la Laurea Magistrale in Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione presso l’Università di Roma La Sapienza. Nel 2010 e nel 2012 ho studiato, per la durata di un semestre, all’Università Statale di Mosca, dove ho svolto anche un tirocinio come insegnante di lingua italiana. Nella tesi ho affrontato la questione della ženskaja proza (letteratura femminile) in Russia offrendo una traduzione inedita di Pikovaja Dama, racconto della scrittrice contemporanea Ljudmila Ulickaja. Dopo la laurea ho conseguito la certificazione DITALS per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri. Amo la cultura russa e mi affascina l’idea di offrire ai lettori italiani uno sguardo più attento sul mondo russo.

Alessia Bianco

Nata a Roma nel 1988, ho conseguito la Laurea Triennale in Lingue e culture del mondo moderno e successivamente la Laurea Magistrale in Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione presso l’Università di Roma La Sapienza. Nel 2010 e nel 2012 ho studiato, per la durata di un semestre, all’Università Statale di Mosca, dove ho svolto anche un tirocinio come insegnante di lingua italiana. Nella tesi ho affrontato la questione della ženskaja proza (letteratura femminile) in Russia offrendo una traduzione inedita di Pikovaja Dama, racconto della scrittrice contemporanea Ljudmila Ulickaja. Dopo la laurea ho conseguito la certificazione DITALS per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri. Amo la cultura russa e mi affascina l’idea di offrire ai lettori italiani uno sguardo più attento sul mondo russo.