Delitto d’onore

Come le ambizioni di un noto attivista LGBT hanno risvegliato in Cecenia un’antica e terribile usanza
Novaja Gazeta è venuta a conoscenza di arresti di massa di persone residenti in Cecenia a causa del loro orientamento sessuale, vero o sospetto di tale. Al momento abbiamo ricevuto informazioni circa l’arresto di più di un centinaio di uomini. Novaja Gazeta è venuta a conoscenza dei nomi di tre vittime ma le nostre fonti sostengono che le vittime siano molte di più.
Alcune informazioni circa queste detenzioni sono iniziate ad arrivare circa una settimana fa, sono state controllate da noi e confermate da una quantità di fonti senza precedenti, provenienti dal ministero dell’Interno della Repubblica cecena, dall’amministrazione del capo della repubblica, dal dipartimento ceceno della FSB, dalla procuratura della Cecenia ed infine da attivisti LGBT locali. Alcuni di essi sono stati arrestati e hanno lasciato la repubblica dopo il rilascio (un caso estremamente raro). Alcuni se ne sono andati dopo che dei loro amici e conoscenti sono stati arrestati. Le detenzioni si svolgono in diverse località, non solo a Groznyj.

Tra i detenuti ci sono dei rappresentanti del mufti ceceno, alcuni volti noti, persone influenti e figure religiose vicine al capo della repubblica, oltre a due noti conduttori televisivi ceceni.

Naturalmente tutte queste persone non hanno dimostrato in nessun modo un orientamento sessuale particolare: nel Caucaso equivarrebbe ad una condanna a morte. Tuttavia i membri della società tradizionale cecena, vivono ad una distanza sociale estremamente ravvicinata e questo genere di cose si vengono a sapere rapidamente per quanto le si possa nascondere.
I ceceni in preda al panico hanno lasciato gruppi tematici nascosti sui social network ed hanno chiuso i propri account. Alcuni tuttavia, prendendosi dei rischi, hanno cercato di avvertire gli altri di questa minaccia.

Custume nazionale, Museo di Groznij, Cecenia. Foto: RIA Novosti

Messaggio su Vkontakte

«Salam alaeikum a tutti!
Non avrei mai pensato che avrei di nuovo scritto qui, ma ora si tratta di una catena e se incastrano uno lo torturano fino a quando non denuncia degli altri. Potrebbe toccare anche a me, per questo è giusto che io dia un avvertimento.
Appaiono spesso dei post trappola (si riferisce a provocazioni per identificare le persone di orientamento omosessuale – nota Novaja Gazeta) e qualche tempo fa ho cercato di trovare le vittime di queste trappole. Quando non ho trovato nessuno, ho pensato che non fosse vero. Ora capisco perché non riuscivo a trovare nessuno che fosse stato incastrato in Cecenia. Purtroppo molti sono stati uccisi.

Sono stati uccisi non solo ragazzi ma anche uomini adulti che avevano più di 50 anni. Tra loro ci sono anche personalità note in Cecenia.
Avevano partecipato a vari eventi, uscite televisive, e concorsi. Non voglio chiamarli per nome. Il più giovane aveva 16 anni. Era del nostro paese. Quando lo hanno riportato era completamente pestato, era solo un mucchietto di ossa. Lo hanno gettato in un cortile e hanno detto che era stato ucciso. Non ha ancora ripreso conoscenza e difficilmente lo farà. Non so come spieghino ciò che fanno quando gli sarà chiesto di fornire prove sul fatto che nostro figlio o nostro fratello è omosessuale.

In Cecenia è duro diffamare chicchessia senza prove tangibili. È possibile rimanere a propria volta senza pantaloni. Ciononostante mettere le mani addosso a un ragazzo ed accusarlo di omosessualità è una vergogna che accade da molti secoli. Non so come lo spieghino, ma questa merda accade. La mia fonte è un mio parente militare che mi ha raccontato tutto questo stamattina. Ho sbagliato quando ho detto e scritto qui che non ci sono trappole. Ci sono e mai come ora hanno le mani slegate. Fate molta attenzione e rimuovete i vostri contatti dubbi.
Attenzione, non affittate appartamenti per un giorno, è probabile che tutti gli agenti immobiliari siano costretti a mettere telecamere negli appartamenti
per ottenere materiale compromettente. Gli agenti immobiliari in Cecenia farebbero di tutto per evitare di perdere il proprio business. E poi chi avrebbe il coraggio di opporsi ai nostri militari? State molto attenti per favore. Questo è il mio ultimo post qui”.

I ceceni vittime di persecuzioni, anche se solo sospettati di avere un orientamento sessuale non tradizionale, hanno poche possibilità di sopravvivere.

Alla famiglia basta comunicare i motivi della detenzione, e subito i parenti non fanno reclami agli organi ufficiali, e nascondono accuratamente i fatti ddella detenzione, persino l’omicidio dei loro cari.
È noto che alcuni dei detenuti vengono rilasciati per “mancanza di prove”. Tuttavia, anche in questo caso, si trovano ad affrontare il pericolo che arriva proprio dai loro parenti. In Cecenia è ancora diffusa l’antica usanza dei “delitti d’onore”: una misura per lavare via la vergogna della famiglia uccidendo l’autore di questa vergogna.
Le nostre fonti nei servizi speciali ceceni hanno collegato categoricamente l’ondata di arresti, che hanno chiamato “rastrellamento preventivo”, con un’altra ondata: quella della informazione.

Comunicazione sullo svolgimento di un corteo per i diritti LGBT

Ai primi di marzo alcuni attivisti LGBT russi, membri del progetto GayRussia.ru, come parte della propria campagna a livello nazionale, hanno depositato una notifica di intenzione di procedere ad una serie di parate gay in quattro città del Distretto Federale del Caucaso del Nord. Il 9 marzo, l’attivista LGBT Vladimir Klimov, residente nella regione di Sverdlovsk, ha inviato per posta alla amministrazione di Nal’čik e all’amministrazione regionale della Cabardino-Balcaria una ” notifica per un evento pubblico, sotto forma di corteo”. Nella notifica si parlava di una marcia per le vie principali del centro storico di Nal’čik con un numero stimato di 300 persone partecipanti (una scansione di questa dichiarazione è stata messa a disposizione di Novaja Gazeta). L’amministrazione di Nal’čik ha rifiutato, come era prevedibile. Sembra che proprio a causa di questo i richiedenti siano aumentati. Richieste simili sono state depositate dagli attivisti LGBT moscoviti il 9 e 10 marzo a Čerkessk , Stavropol e Majkop.

La notizia circa l’intenzione degli attivisti del progetto GayRussia.ru (il cui leader è il noto attivista LGBT moscovita Nikolaj Alekseev) di tenere dei gay pride nel Caucaso è arrivata ai media. Nel Caucaso questa notizia ha provocato proteste di massa, in cui i relatori hanno mostrato un elevato livello di aggressività. Sui social network sono apparsi video e appelli realizzati con vari gradi creatività per richiedere l’uccisione di persone con un diverso orientamento sessuale.

Proprio allora in Cecenia è stato dato l’ordine del ” rastrellamento preventivo” e la cosa è arrivata fino all’omicidio.

Nikolaj Alekseev ha detto a Novaja Gazeta che con le domande per le parate in varie regioni della Russia, sta combattendo per i diritti costituzionali di libertà di riunione e l’abolizione della legge che vieta la propaganda gay. “Non facciamo più parate gay non autorizzate – ha detto a Novaja Gazeta – in precedenza ne abbiamo fatte, ora non più. Cerchiamo da parte dello Stato un accordo sulle nostre azioni per garantire la sicurezza dei partecipanti. Ma ogni volta che presentiamo una richiesta, naturalmente, ci prepariamo nel caso in cui la parata gay venga confermata”.

Alla richiesta di Novaja Gazeta di spiegare perché nella domanda appaiano 300 persone, e quanti siano gli attivisti LGBT locali che avevano intenzione di partecipare ai gay pride a Nal’čik, Čerkessk, Majkop, o almeno a Stavropol, Alekseev non ha saputo rispondere nulla di specifico. Ha spiegato che, nel caso in cui le manifestazioni fossero state confermate e la sicurezza garantita, gli attivisti di Mosca e San Pietroburgo erano disposti ad andare nel Caucaso per partecipare ai gay pride.

Tuttavia né Alekseev né i suoi avvocati sono andati a Nal’čik per la notifica o per l’udienza preliminare per la causa sul rifiuto di tenere un gay pride nella città del Caucaso. Alekseev ha fatto notare che questo è dovuto non solo al carico di lavoro, ma anche a considerazioni di sicurezza personale. Quando le richieste di tenere un gay pride a Nal’čik e in altre città del Distretto Federale del Caucaso del Nord sono diventate di dominio pubblico, ha ricevuto “un enorme numero di minacce tramite tutti i possibili mezzi di comunicazione”.

Nikolaj Alekseev. Foto: RIA Novosti

Alekseev, oltre che per l’attivismo, è noto per le numerose cause intentate nei tribunali in varie regioni del paese: sta facendo appello ai tribunali russi contro ogni rifiuto verso le manifestazioni. Inoltre ha inviato denuncie alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Nel 2011 Alekseev ha vinto la sua prima causa a Strasburgo, con un risarcimento pari a 29 mila euro.

A questo punto alla Corte europea dei diritti dell’uomo sono pervenute due sue denunce simili. Secondo Irina Kosterina, coordinatrice del “Programma di genere” della Böll Foundation, il risarcimento per queste denunce potrebbe arrivare fino a 100 mila euro.

Inoltre, a quanto dice Alekseev, si sta preparando a una terza causa, un’ondata di reclami “su una scala senza precedenti” che, evidentemente, è avvenuta anche nel caso dei rifiuti da parte delle città caucasiche. Secondo Alekseev “procedimenti giudiziari per il rifiuto dello svolgimento di sfilate gay sono in corso in 95 città. In meno di un anno abbiamo coperto 78 delle 89 regioni della Russia”. Alekseev ha confermato che per tutte le regioni ci saranno denunce presso la Corte europea dei diritti dell’uomo, ma ha trovato difficoltà a parlare dell’importo del risarcimento richiesto per le spese legali e per il danno morale.

Quando Novaja Gazeta ha domandato, se avesse saputo che la sua intenzione di condurre un gay pride nel Caucaso ha provocato la persecuzione dei rappresentanti LGBT locali e ha portato a detenzioni di massa e omicidi in Cecenia, Alekseev ha detto che il corrispondente di Novaja Gazeta “specula su informazioni non verificate, opera su fatti infondati e che non è personalmente venuto a conoscenza di tali molestie e delle conseguenze delle sue azioni”.

Si può capire perché Alekseev, un combattente per i diritti delle persone LGBT, consideri questi “fatti non provati”. Il fatto è che dopo avere scosso il patriarcato del Caucaso, egli non ha fornito ai propri sostenitori un minimo di copertura o almeno alcuni canali per ritirarsi.

Non conoscendo e non comprendendo il contesto locale, probabilmente non si è reso conto di quali siano le conseguenze per le persone a causa una richiesta per una manifestazione alla quale nessuno aveva intenzione di partecipare. Il problema è che nel Caucaso le parole vengono ancora prese sul serio.

Sulla serietà di Alekseev non hanno avuto dubbio quelli che hanno aperto una vera e propria caccia alla comunità LGBT locale.
Novaja Gazeta è venuta a sapere che altre organizzazioni LGB
T russe (tra le quali il progetto GayRussia.ru non è coinvolto) hanno attualmente impostato una linea per ricevere segnalazioni circa la persecuzione dei residenti in Cecenia ed essere pronti a evacuare le persone.
Novaja Gazeta sta preparando una denuncia al Comitato investigativo della Federazione r
ussa, all’Ufficio del Procuratore Generale, così come all’amministrazione del presidente russo. Abbiamo intenzione di fornire agli investigatori i dati personali (nome, luogo di lavoro, luogo di residenza) delle persone uccise e di richiedere un procedimento penale, dal momento che solo in un caso penale può avvenire la riesumazione per determinare la causa esatta della morte di una persona.

Post scriptum
Il 29 marzo la lega LGBT russa ha diffuso sui social network il seguente messaggio: “A causa del recente aumento dei casi di molestie nei confronti di gay, lesbiche, transessuali (o persone considerate tali) nel Caucaso del Nord, la lega LGBT russa ha creato una linea per gli abitanti della regione a rischio. Se vi sentite in pericolo, se siete minacciati, contattateci immediatamente all’indirizzo kavkaz@lgbtnet.org
Garantiamo che tutte le informazioni fornite (compreso il vostro nome) saranno trattate solo da tre nostri dipendenti che sono direttamente coinvolti nella organizzazione dell’assistenza.
Si consiglia di specificare per iscritto le seguenti informazioni:
– descrivere una situazione in cui vi trovate
– il tipo di aiuto necessario
– nome e cognome
Noi risponderemo prontamente ad ogni richiesta e discuteremo con voi di diverse opzioni per potervi aiutare.

Fonte: Novaja Gazeta 01/04/2017

Marcello De Giorgi

Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.

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