I russi sono contro la monarchia

Fonte Izvestija, 23/03/2017. Articolo di Angelina Galanina. Traduzione di Alessandro Lazzari.

La maggior parte dei cittadini ritiene la repubblica la forma di governo più adatta, conferma un sondaggio di VTsIOM (Centro russo di ricerca sull’opinione pubblica)

La maggioranza schiacciante dei russi non è pronta al ripristino della monarchia in Russia. Il 68% dei russi si è pronunciato totalmente contro la monocrazia come forma di governo, testimoniano i dati del sondaggio di “VTsIOM-Sputnik”. Il 6% degli abitanti del paese conosce una persona che potrebbe diventare il nuovo monarca russo. Un altro 22% degli intervistati “in linea di principio non è contro la monarchia”, ma non vede una candidatura adatta. I cittadini hanno definito la repubblica la forma di governo più adatta per la Russia: così ritiene l’88% degli interpellati da “VTsIOM-Sputnik”.

Stando ai dati dei sociologi, nel 2006 contro una forma di governo monarchica si era espresso il 66% dei cittadini russi, mentre nel 2013 il 67%. Nel 2017 la percentuale dei contrari alla monocrazia è nuovamente aumentata e ammonta al 68%, si afferma nell’indagine “La monarchia per la Russia: cento anni dopo”.

“In linea di principio non contrario” al trasferimento di potere per eredità è il 22% degli intervistati, ma per ora in Russia non vedono un uomo adatto al ruolo di monarca. Secondo l’opinione del 6% dei russi questa persona nel paese c’è già.

Peraltro i sociologi fanno notare che è principalmente la gioventù a dimostrarsi “tollerante” nei confronti della monarchia: la pensa così il 68% degli intervistati dai 18 ai 34 anni. Anche gli abitanti di Mosca e San Pietroburgo (37%) non sono contro la monarchia, così come gli utenti attivi di internet (33%) e i sostenitori dei partiti non parlamentari, dove i potenziali monarchici sono il 34%.

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Alla domanda “Perché sei per il ripristino della monarchia?” ha faticato a rispondere il 50% dei cittadini che si sono schierati a suo favore. Un altro 10% ritiene che “al potere dev’esserci una sola persona”. L’8% degli intervistati ha affermato che “la monarchia è il sistema tradizionale per la Russia”, mentre un altro 8% degli interpellati è convinto che con questa forma di governo “ci sarebbe più ordine”.

La maggior parte dei contrari alla monarchia (16%) si schiera a favore della democrazia: secondo loro i cittadini devono scegliere chi li governa. Il 13% dei russi ha definito la monarchia “una forma di governo obsoleta”, un altro 9% ha affermato di “non gradire il trasferimento di potere per eredità” (9%).

La forma di governo più adatta alla Russia è la repubblica: così ha risposto l’88% degli intervistati. Nel 2013, secondo i dati dei sociologi, i sostenitori di questa forma di governo erano l’82%.

Il direttore del dipartimento di ricerche di VTsIOM Stepan Lvov fa notare che molti russi associano la monarchia ad un ritorno al passato, a qualcosa di arcaico e alle pagine tragiche della storia.

“Le generazioni sovietiche oppongono visibilmente più resistenza rispetto ai giovani, per i quali la forma di governo monarchica è ammissibile”, ha affermato il sociologo a “Izvestija”. “Nella coscienza dei giovani la monarchia non si contrappone alla libertà e alla democrazia, per loro è attraente la sua razionalità e efficacia. Non è escluso che la “vaccinazione antimonarchica” del periodo sovietico cessi di fare effetto tra una generazione”.

Il direttore del fondo “Peterburgskaya Politika” (“La Politica di Pietroburgo”) Michail Vinogradov ritiene che ancora dai tempi sovietici il concetto di monarchia è percepito come qualcosa di arcaico, della storia del feudalesimo.

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“Per i cittadini è importante l’eleggibilità del potere, la sua negazione significa ai loro occhi eliminare il filo di responsabilità che unisce il potere agli elettori”, ha dichiarato l’esperto.

Il presidente dell’Istituto nazionale di strategia Michail Remizov crede che il rifiuto dei cittadini di sostenere la monarchia come forma di governo sia legato all’idea che questo potere possa essere soltanto assoluto e dinastico. A favore della monarchia si schierano soprattutto persone colte che distinguono le sue varie forme, fa notare il politologo.

“Il popolo non crede più nella legittimità dinastica. L’idea che il potere si riceva dalla nascita all’interno della famiglia si è esaurita. È appannaggio di alcuni romantici politici. Quando oggi alla gente viene chiesto se è d’accordo a sostenere la monarchia, si inizia a discutere proprio sulla sua forma dinastica”, ha affermato Michail Remizov.

Il sondaggio è stato condotto tra il 16 e il 18 marzo 2017 attraverso interviste telefoniche, scegliendo casualmente numeri fissi e mobili. Alla ricerca hanno partecipato 1800 russi.

Sono nato nel 1993 in provincia di Treviso. Nel 2015 mi sono laureato in Lingue, civiltà e scienze del linguaggio presso l’università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi sulla crisi dei missili di Cuba analizzata dal punto di vista sovietico dell’epoca. Nei tre anni a Venezia ho studiato tedesco e russo. Dopo l’esperienza di un semestre all’Università Pedagogica di Tula, ho deciso di tornare in Russia a proseguire i miei studi. Attualmente sono studente magistrale presso l’Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO). Nel tempo libero insegno italiano a ragazzi russi. Sono appassionato di storia sovietica e traduco volentieri articoli di politica ed economia.

Alessandro Lazzari

Sono nato nel 1993 in provincia di Treviso. Nel 2015 mi sono laureato in Lingue, civiltà e scienze del linguaggio presso l’università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi sulla crisi dei missili di Cuba analizzata dal punto di vista sovietico dell’epoca. Nei tre anni a Venezia ho studiato tedesco e russo. Dopo l’esperienza di un semestre all’Università Pedagogica di Tula, ho deciso di tornare in Russia a proseguire i miei studi. Attualmente sono studente magistrale presso l’Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO). Nel tempo libero insegno italiano a ragazzi russi. Sono appassionato di storia sovietica e traduco volentieri articoli di politica ed economia.