Chi può vincere e chi perdere nella nuova ondata di proteste

Fonte: Nezavisimaja Gazeta 28/03/2017

Le azioni di massa in ultima analisi possono ridurre il raggio di fiducia all’interno dell’elite.

Le manifestazioni con centinaia di arresti nelle città della Russia il 26 marzo sono naturalmente diventate un evento politico significativo. Le repliche dei partecipanti e dei sostenitori sui social network hanno ricordato la protesta dell’inverno 2011-2012. Il silenzio dimostrativo e sincronizzato dei canali federali può anche essere considerato come una indicazione, come le dichiarazioni delle autorità sul fatto che i ragazzi abbiano partecipato alle proteste per i soldi.
Se nella vita politica russa c’è stato un segnale di cambiamento, è importante capire chi possa vincere grazie ad esso e chi invece perdere. Uno dei possibili vincitori sembra Aleksej Naval’nyj. Ha mostrato ancora una volta le sue ambizioni politiche, e la capacità di mobilitare un gruppo di sostegno relativamente ampio di “cittadini arrabbiati”, giovani, intellettuali, e di appartenenti alla classe media.

L’obiettivo di Naval’nyj è avere accesso alla massa, al massimo del pubblico. Una delle mosse tattiche è la mobilitazione dei cittadini pronti ai furgoni cellulari, ai protocolli ed anche a 15 giorni di carcere. Si può trattare di qualche centinaio di persone, ma sono sufficienti a garantire che sia avvenuto un evento politico. Degli osservatori esterni hanno sollevato la questione del perché il contenuto delle notizie date in TV non coincida con quello che hanno visto con i loro occhi. Così si rompe il muro mediatico che spesso separa il pubblico di massa dai problemi reali.

Oltre all’ambizione di Naval’nyj esiste uno scontro di interessi nei corridoi del potere. Si ritiene che la Fondazione per la lotta contro la corruzione e le azioni politiche del suo fondatore siano utilizzati da alcuni gruppi per influenzare una lotta contro rivali interni e la loro eliminazione. L’ultima indagine ha colpito il Primo Ministro russo Dmitrij Medvedev ed i fondi di beneficenza, con cui sono state presumibilmente acquistate proprietà per il capo del governo. Gli eventi del 26 marzo si sono svolti con slogan anti-corruzione ed il premier è stato il principale bersaglio della critica. Screditare Medvedev in uno spazio pubblico può risultare utile per i suoi avversari al potere, sia per coloro che puntano alla sua poltrona, sia per coloro che vogliono semplicemente limitane l’influenza.
Anche la società può approfittate dell’attività politica. Non nel senso che le autorità permetteranno più spesso proteste di massa, ma nel senso che la reazione dall’alto verso indagini come quelle recenti pubblicate dal Fondo per la lotta alla corruzione, saranno più concrete, accurate, complete e tempestive. Un aumento di attività di protesta può rompere l’abitudine al silenzio del potere.

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Il fatto che l’inchiesta relativa Dmitrij Medvedev sia stata al centro dell’attenzione dei manifestanti e abbia causato una risonanza potrebbe mettere in una posizione scomoda lo stesso presidente Vladimir Putin. Le proteste hanno dimostrato che cittadini non indifferenti, spesso molto giovani, non sono soddisfatti della mancanza di risposta da parte del governo alle rivelazioni sulla corruzione, inoltre questi cittadini non hanno paura di uscire in strada.

Ma quale può essere la reazione? Le autorità possono serrare i ranghi e migliorare i dispositivi di soppressione, ma nella società russa questi sono serrati e tirati al limite. Putin deciderà di sacrificare Medvedev? Al presidente, in primo luogo, non piace lavorare sotto pressione, come ha ripetutamente dimostrato. In secondo luogo, l’elite al comando mantiene il suo arbitrato e rimane convinta che Putin non lasci i suoi almeno che non siano loro a farlo. Medvedev è sotto la sua protezione e se il Presidente lo rimuovesse dalla carica potrebbe innescare una vera e propria crisi di fiducia all’interno della élite, nessuno si sentirebbe al sicuro. Sarebbe possibile avviare la ricerca di una nuova configurazione e di un nuovo centro.
In altre parole le manifestazioni hanno lasciato Putin in una situazione in cui, apparentemente, non ha una best option.

Chi può vincere e chi perdere nella nuova ondata di proteste

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Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.

Marcello De Giorgi

Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.