Le tradizioni dell’ospitalità in Russia

 Fonte: Ikirov.ru. 25/01/2013. Traduzione di Carla Scanzani

L’ospitalità è sempre stata un tratto tipico del carattere russo e veniva valutato in base alla capacità di accogliere l’ospite con gioia. In passato si era soliti offrire all’ospite cibo e bevande a volontà. I padroni di casa si inginocchiavano e chiedevano all’ospite di mangiare ancora. Questo accadeva perché anticamente i villaggi erano lontani e ricevere un ospite era considerato un dono. Che cos’è l’ospitalità?

Essere ospitali non significa solo essere cordiali ma anche essere pronti ad accogliere ogni ospite con gioia sincera, ricevere i viandanti e offrire cibo disinteressatamente.

Come veniva accolto l’ospite

Gli ospiti venivano accolti con un profondo inchino. Si riservava loro attenzioni e cure, ci si rivolgeva con riguardo e rispetto, offrendo il meglio che si aveva in casa. La padrona di casa, vestita a festa, accoglieva gli ospiti con un inchino del busto. Gli ospiti a loro volta rispondevano inchinandosi fino a terra. Aveva così inizio il rito del “bacio”. Uno dopo l’altro gli ospiti si avvicinavano alla padrona di casa e la baciavano. Dopo di che si inchinavano di nuovo e bevevano un bicchiere di vodka. Quando la padrona di casa si avvicinava al tavolo delle donne significava che si poteva iniziare e ci si doveva accomodare a tavola. Il tavolo cerimoniale si trovava sempre nell’angolo rosso (un piccolo spazio dedicato al culto delle icone sacre nelle case russe, N.d.T.), vicino all’allestimento sacro. Questo era un posto d’onore perché si credeva che l’ospite fosse sotto la protezione dei Santi. Dare la possibilità di accomodarsi qui piuttosto che su posti aggiunti era segno di maggior rispetto.

Il banchetto russo

Il banchetto iniziava sempre con il gesto del padrone di casa che offriva all’ospite un pezzo di pane con il sale. Ai tempi il sale veniva utilizzato solo nelle occasioni speciali perché era un prodotto particolarmente costoso. Perfino a corte le saliere venivano messe vicino al padrone di casa e agli ospiti più importanti. Per questo motivo il sale era considerano uno dei prodotti più preziosi. L’infusione del tè era un altro indice di ospitalità. Più l’infuso era forte più i padroni di casa erano felici di accogliere l’ospite. Le tradizioni con cui si servivano le portate sono notevolmente cambiate da allora.

Inizialmente venivano serviti i piroghì (pietanza di pasta ripiena, dolce o salata, N.d.T.). In seguito le portate a base di carne, selvaggina e pesce, il cosiddetto arrosto. Infine le zuppe, tra cui la “ušnoe” (zuppa tipica dell’antica Russia, N.d.T.). Dopo le zuppe si faceva una pausa prima di passare a vari tipi di dolci. Bere era un’altra tradizione dell’antica Russia. La tradizione di bere bevande alcoliche risale a tempi immemorabili. Rifiutare cibo o bevande è considerato ancora oggi un gesto offensivo nei confronti del padrone di casa. Bere vodka tutta d’un fiato invece che a piccoli sorsi è un’altra delle tradizioni che si sono tramandate fino a oggi. Secondo la tradizione, l’ospite doveva ubriacarsi, o almeno fingere di essersi ubriacato. In realtà non ci si doveva necessariamente ubriacare, bastava tenere il passo con gli altri. Il padrone di casa che si sfilava la pelliccia durante il banchetto e la regalava a uno degli ospiti compiva un gesto di particolare rispetto e amicizia. Il padrone di casa poteva inoltre invitare i commensali a servirsi da un piatto speciale che veniva messo appositamente vicino a loro. A proposito, le tavole dei re e dei boiardi vantavano più di cento tipi di pietanze e di modi per servirle, talvolta perfino cinquecento.

Ogni pietanza veniva servita singolarmente, mentre servi elegantemente vestiti porgevano le stoviglie d’oro e d’argento più preziose. Le tradizioni dell’ospitalità nell’antica Russia non riguardavano solo i ricchi, anche i contadini erano in grado di ricevere gli ospiti. I rappresentanti dei contadini ritenevano indispensabile riunirsi a tavola in molte occasioni, per un battesimo, un compleanno, un matrimonio, una nascita, un incontro, una partenza o un funerale. Quando in Russia sono apparse le trattorie, le tradizioni dell’accoglienza si sono spostate anche là. Nelle trattorie si cercava di soddisfare ogni più piccolo capriccio dell’ospite. L’ospite veniva trattato con deferenza e rispetto, veniva sempre accolto con un inchino e coccolato. Spesso i camerieri conoscevano il nome dell’ospite, i suoi gusti, i capricci e le preferenze.

Come veniva salutato l’ospite

All’ospite si augurava “Buon viaggio”. Secondo la tradizione, si versava un ultimo bicchierino e ci si inginocchiava a terra. Ai tempi questo gesto significava che il padrone di casa augurava all’ospite che il suo viaggio filasse via liscio come l’olio.

L’ospitalità russa è famosa in tutto il mondo ed è considerata una manifestazione della grande anima russa. Non si ferma mai all’indispensabile, è grande.

Laurea in Lingue all’Università di Macerata, Master in lingua e filologia russa all’Università Statale di San Pietroburgo. Traduttrice, insegnante, viaggiatrice. Appassionata di lingua e cultura russa, della Russia e delle Repubbliche dell’ex Unione Sovietica. “Traduco per creare comunicazione e incoraggiare alla conoscenza e alla comprensione”.

Carla Scanzani

Laurea in Lingue all'Università di Macerata, Master in lingua e filologia russa all'Università Statale di San Pietroburgo. Traduttrice, insegnante, viaggiatrice. Appassionata di lingua e cultura russa, della Russia e delle Repubbliche dell’ex Unione Sovietica. “Traduco per creare comunicazione e incoraggiare alla conoscenza e alla comprensione”.