Seppellire o meno il corpo di Lenin: la Russia si pone di nuovo il vecchio quesito

Giovedì (20 aprile, n.d.t.), la questione sull’inumazione di Vladimir Lenin ha acquisito una forma concreta: un gruppo di deputati ha sottoposto all’attenzione della duma di stato un progetto di legge a riguardo, adducendo come argomentazioni il momento storico adatto e i risultati dei sondaggi; la camera bassa del parlamento è divenuta teatro di accese discussioni, risonanti accuse e persino esortazioni a considerare il progetto nel Consiglio di sicurezza.

Fra gli inconciliabili “pro” e “contro”, i sostenitori di una posizione più equilibrata invitano a cercare un compromesso, evitare decisioni radicali e considerare attentamente tutti i punti di vista. La maggior parte dei russi ha confidato ai sociologi di propendere per il seppellimento della salma di Lenin, ma anche tra questi c’è un discreto numero di persone che ritengono “non sia il momento adatto” e rimarcano la necessità di aspettare ancora.

Come è cominciato tutto?

Giovedì un gruppo di deputati del partito liberal-democratico russo (LDPR), Ivan Sucharev, Vladimir Sysoev, Aleksandr Kudrjumov, sostenuto dal proprio capogruppo, ha portato all’attenzione della duma di stato il progetto di legge sul seppellimento della salma di Lenin. Il documento portava le firme di tre deputati di Edinaja Rossija (ER, Russia Unita): Evgenij Marčenko, Aleksandr Bryksin e Vitalij Bachmet’ev.

Sysoev ha detto a RIA Novosti che il progetto dovrebbe “creare una base giuridica” per la conseguente inumazione non solo di Lenin, ma anche di altri personaggi storici. Ha chiarito che il progetto di legge è comparso a seguito di un sondaggio pubblicato questa settimana dal “Levada-Centr”, secondo il quale la maggioranza dei russi ritiene che il corpo di Lenin debba essere restituito alla terra.

Poiché l’introduzione del progetto di legge coincide con la vigilia del compleanno di Lenin (22 aprile) e col centesimo anniversario della Rivoluzione d’ottobre, gli scettici e gli oppositori di questa idea accusano i suoi autori di volersi solo “fare pubblicità”. Russia Unita si è affrettata a dissociarsi dai tre membri del partito che hanno firmato il documento. Evegenij Revenko ha scritto sulla sua pagina Facebook che “i colleghi non si sono consultati né col capogruppo né tantomeno col partito”, l’iniziativa non è mai stata discussa, “non ha alcuna prospettiva”.

Il partito comunista della Federazione russa (KPRF) ha avuto una reazione analoga. E benché “Edinaja Rossija” abbia negato il proprio appoggio al progetto di legge, il segretario del comitato centrale del KPRF Sergej Obuchov parlando con RIA Novosti ha definito il progetto un tentativo da parte di ER e LDPR di “attaccare dal punto di vista informativo il partito comunista, l’eredità sovietica”. Obuchov ha definito l’idea stessa del seppellimento “una presunzione politica” e si è detto certo che non verrà presa in considerazione.

Il vice-presidente della camera dei deputati Ivan Mel’nikov (KPRF) ha dichiarato di non essere sorpreso dal progetto di legge, sottolineando che per i suoi promotori Lenin non è altro che un modo per farsi pubblicità. “Di solito accade due volte all’anno: il giorno della nascita di Lenin e il giorno della sua morte. Per tutto il resto del tempo i promotori di questa idea non si interessano affatto a Lenin” – ha detto Mel’nikov a RIA Novosti.

Soppesare tutti i “pro” e i “contro”

Dopo un po’ i deputati di ER che avevano sottoscritto il progetto di legge hanno ritirato le proprie firme. Revenko sulla sua pagina Facebook ha definito questo fatto l’ennesimo esempio che “chi possiede il diritto incontestabile di iniziative legislative deve farsi guidare dal buon senso”.

Anche il presidente della camera dei deputati Vjačeslav Volodin è favorevole al ritiro delle firme dei deputati di ER e ha aggiunto che in questa decisione occorre “ispirarsi alla posizione della persona che ha creato il partito”. Inoltre Volodin ha esortato tutti a cercare un compromesso: “Se troviamo un punto di incontro, non ci saranno questi atteggiamenti radicali su cosa mettere e cosa togliere”.

Oltre i confini della duma di stato si sono sentiti apprezzamenti più ponderati del progetto di legge. Il neo-eletto segretario della Camera civica della Federazione russa Vjačeslav Bočarov ha detto che non è ancora venuto il momento per decisioni così radicali come l’inumazione del corpo di Lenin perché “quando ci sono cifre così significative sia da una parte sia dall’altra (dell’opinione pubblica, n.d.r.), non sussiste l’unione della comunità”.

L’ex presidente della duma di stato, attuale capo del Servizio di intelligence internazionale (SVR) Sergej Naryškin, commentando il progetto di legge ha affermato che innanzitutto “occorre valutare attentamente” e “considerare ancora una volta la reazione dell’una e dell’altra parte della nostra società”.

Una provocazione all’istituzione statale: quanto è seria? 

Tuttavia, i comunisti non trovano pace a causa del progetto di legge, che comunque si è rivelato privo di prospettive, e del ritiro delle firme dei deputati di ER. Il leader del KPRF Gennadij Zjuganov, nell’esprimere la sua posizione a riguardo, ha dichiarato che Lenin è seppellito “così come deve essere”. “Nelle nostre leggi è scritto: ci sono due forme di seppellimento: la tomba e la cripta. Lui giace in una cripta, che fa parte della forma tradizionale ortodossa”.

Zjugonov inoltre ha esortato il Consiglio di sicurezza a prestare attenzione e rispondere al progetto di legge, che lui considera non solo “una sfida all’opinione pubblica”, ma anche “la più grande provocazione all’istituzione statale russa”.

Naryškin, che fa parte del Consiglio di sicurezza, ha comunicato a RIA Novosti che difficilmente il Consiglio prenderà in considerazione la lettera di Zjuganov.

Cosa pensano i russi?

Benché il comunista Ubuchov si sia detto certo che di questa iniziativa “non se ne farà niente perché la maggior parte dei cittadini è per la stabilità e la conservazione della formula trinitaria: potenza russa, Santa Rus’ e giustizia sovietica”, i sondaggi sociologici hanno dimostrato il contrario.

Infatti, il sondaggio condotto dallo VCIOM ha dimostrato che più del 60% dei russi ritiene necessario seppellire il corpo di Lenin. Metà di questi ha aggiunto che andrebbe fatto immediatamente. Fra gli intervistati tra i 25 e i 34 anni questa risposta è stata data dal 40% e poco meno di un terzo ho proposto di “aspettare un po’ di tempo, finché la questione non toccherà più coloro a cui è caro Lenin”. Un terzo degli intervistati propone di lasciare tutto così com’è.

Partendo dai dati ottenuti, i sociologi hanno inoltre concluso che l’atteggiamento dei russi nei confronti del Mausoleo di Lenin rimane ambiguo. Circa il 40% degli intervistati lo considera un oggetto turistico e ci si rapporta con indifferenza. Una percentuale quasi uguale ha ammesso che la presenza del corpo di Lenin sulla Piazza Rossa è contro la legge e contro natura. Un altro 18% è convinto che il corpo di Lenin come grande capo di stato deve trovarsi nella capitale.

In precedenza il deputato del LDPR Ivan Sucharev aveva già rivolto alla presidentessa del Consiglio della Federazione Valentina Matvienko la richiesta di considerare la questione dello smantellamento del mausoleo di Lenin dalla Piazza Rossa. Contemporaneamente, il sinodo episcopale della Chiesa russa ortodossa all’estero a marzo aveva emesso una dichiarazione nella quale faceva notare, in particolare, che la liberazione della Piazza Rossa dai “resti di uno dei principali persecutori e carnefici del XX secolo e la distruzione dei monumenti a lui dedicati” potrebbero diventare “uno dei simboli della riappacificazione del popolo russo con il Signore”.

Fonte: RIA Novosti, 21/04/2017 tradotto da Diana Loreti

Traduttrice dal russo e dall’inglese, della Russia amo la lingua, la cultura, la letteratura, le tradizioni, i paesaggi. Collaboro a RIT per trasmettere queste passioni al pubblico italiano.

dianalor330@gmail.com

Diana Loreti

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