Kukutsapol e Dazdraperma: gli strani nomi dei bambini sovietici

Dopo la rivoluzione del 1917, la lista dei nomi che venivano dati ai bambini e alle bambine venne notevolmente ampliata. I genitori iniziarono a dare ai propri figli dei nomi in onore dei capi o di eventi legati alla Rivoluzione o perfino di luoghi geografici. In questo articolo ricordiamo i nomi più insoliti nei quali potevano incappare i bambini nati in Unione Sovietica. La fantasia dei genitori sovietici era davvero sconfinata. Tutti questi nomi e le forme derivate possono essere convenzionalmente suddivise in diversi gruppi:

LUOGHI E PERIODI DELL’ANNO

Il nome poteva essere dato in base al mese di nascita: Dekabrij, Dekabrina, Noyabrina, Sentyabrina, Fevralin e Aprelina. Ovviamente i più fortunati sarebbero stati quelli nati a ottobre! In altri casi, piuttosto spesso, i genitori prendevano ispirazione da fiumi, città o dalle montagne. Ai bambini vennero dati i nomi come: Nevà, Cairo, Lima, Parigi, Himalaya, Altaj, Angara, Ural e persino Mosca e Avksoma (un anagramma imperfetto di “Moskva” N.d.T.).

 

Nel film “Cuore di cane”, i nomi delle ragazze venivano scelti dall’assemblea generale.

NATURA

Un bambino nato in Unione Sovietica poteva facilmente essere chiamato: quercia, betulla, azalea, ontano o garofano (traslitterati: Dub, Berjoza, Azalja, Ol’cha e Gvozdika N.d.T.).

MATEMATICA, FISICA, CHIMICA E TECNOLOGIA

Il rapido sviluppo scientifico, suggerì ai genitori dei nomi non proprio male: Algebrina, Ampere, Ipotenusa, Netta (da “Netto”), Drezina, Om, Elektrina, Elina (elettrificazione + industrializzazione). Anche i minerali e gli elementi chimici ebbero l’onore di dare il loro nome a qualche bambino: Granito, Rubino, Radio, Tungsteno (Volfram in russo N.d.T.), Elio, Argento, Iridio. Un nato in URSS poteva facilmente chiamarsi Dub, Berjoza o Gvozdika (quercia, betulla o garofano)

SLOGAN, MOTTI, PAROLE D’ORDINE

Beh, si capisce, cosa sarebbe l’Unione Sovietica senza motti e slogan?! Ecco perché dei bambini presero il nome da alcune di queste “parole d’ordine”. Vennero così ideate delle forme abbreviate di nomi propri che ricalcassero un motto:

Dazvsemir: da “Viva la rivoluzione mondiale!”

Dazdranagon: da “Viva il popolo dell’Honduras!”

Dazdraperma: da “Viva il Primo Maggio!”

Dazdrasmygda: da “Viva l’alleanza tra la città e la campagna!”

Dazdrasen: da “Viva il settimo giorno di novembre!”

Dalis: da “Viva Lenin e Stalin!”

Damir/Damira: dal motto “Compiamo la rivoluzione mondiale!”, “Viva la rivoluzione mondiale” o “Viva la pace”

Dasdghes: da “Viva i costruttori della centrale idroelettrica di Dnepropetrovsk!” 

Delež: dall’abbreviazione dello slogan “La causa di Lenin vive”

Deleor: da “La causa di Lenin è La Rivoluzione d’Ottobre”

Demir: dall’abbreviazione del motto “Compiamo la rivoluzione mondiale!”

Motto per il 1 Maggio
IDEOLOGIA RIVOLUZIONARIA E PROFESSIONI

La lingua russa deve alla Rivoluzione molte nuove parole e concetti, oramai saldamente radicati nella vita di tutti i giorni. Così l’ideologia divenne un’altra importante fonte di ispirazione per trovare i nomi dei propri pargoli, infatti un bambino sovietico poteva ricevere uno di questi nomi:

Avtodor: dall’abbreviazione di “Società per lo sviluppo dell’automobilismo e il miglioramento della strada”

Agitprop: dall’abbreviazione del Dipartimento per l’agitazione e la propaganda del Comitato Centrale del PCUS (fino al 1934)

Barricad (la versione femminile era Barricada)

Borec (Combattente N.d.T.): dai combattenti per la giusta causa della rivoluzione, ma non solo

Voenmor: dal nome della “Flotta della Marina Militare”

Vožd’ (condottiero N.d.T.): non c’è bisogno di spiegare il perché, vero?

Glasp: presumibilmente da “Trasparenza della Stampa”

Karmij, Karmija: dall’abbreviazione di “Armata Rossa” (Krasnaja Armija N.d.T.)

Kid: dall’abbreviazione di “Ideale Comunista”

Kim: dal nome dell’“Internazionale della Gioventù Comunista”

Kravasil: “l’Armata Rossa è la più forte di tutti”

Kukutsapol’: dall’abbreviazione del motto coniato da Kruscev “Il granturco è il Re dei campi”

Nazional: abbreviazione della parola “Internazionale”

Pjačegod: un’abbreviazione del motto “(completamento del) Piano Quinquennale in quattro anni”.

Revvol’: abbreviando la frase “volontà rivoluzionaria”.

Revdar: dalla frase “dono rivoluzionario”

Serp-I-Molot (Falce e Martello): quello che si dice un nome un po’ macchinoso.

Dazdrasmygda è l’abbreviazione di “Viva l’alleanza tra la città e la campagna “

I nomi femminili spesso sono simili a quelli maschili, ma con l’aggiunta della lettera “a” alla fine, Ma ce n’erano anche di originali, come:

Kommunera: abbreviazione di “Era Comunista”

Iskra (Scintilla): dal nome della protagonista del povest’ di Boris Vasil’ev “Domani era la guerra”

Lailja: dall’abbreviazione del costrutto “lampadina Di Vladimir Il’ič”

Ljutsija: da “Revoljutsija”

Pobeda: dal nome comune “Vittoria”

Prazdnosveta: dalla “Festa dell’autorità sovietica”.

Revvola: dall’abbreviazione di “Onda Rivoluzionaria”.

LEADER, ESPONENTI DELLA RIVOLUZIONE ED EROI DELL’UNIONE SOVIETICA

I nomi derivati dai capi, esponenti della rivoluzione e da “eroi semplici” dell’Unione Sovietica diedero un abbondante contributo ai nuovi nomi di persona. Generalmente questi nomi erano composti dalle prime lettere del nome e cognome oppure dai cognomi di diverse personalità, in altri casi si combinavano insieme il cognome e un motto:

Bestreva: dalla frase “Berija Guardiano della Rivoluzione”

Bucharina: dal nome di N. I. Bucharin

Budëna: dal nome di S. M. Budënnyj

Valterperženka: si ottenne abbreviando la frase “Valentina Tereškova, prima donna cosmonauta”

Dzerž: dal cognome di F. E. Dzeržinskij

Dzefa: dal cognome Dzeržinskij, seguito dal nome Feliks

Kollontaj: dal nome dell’esponente del partito e del governo Aleksandra Kollontaj

Ledat: da Lev Davidovič Trotskij.

Melis / Mels: cioè l’abbreviazione dei nomi di Marx, Engels, Lenin e Stalin.

Nel film “Stiljagi”, il protagonista, Mels, finisce nel tribunale del Komsomol per aver tolto l’ultima lettera del suo nome.

“Stiljaga” Mel

Nisercha: dall’abbreviazione del nome, patronimico e cognome di Nikita Sergeevič Chruščёv

Ordžonika: dal nome di G. K. Ordžonikidze

Jurgoz: dalla frase “Jurij Gagarin che ha orbitato intorno alla Terra”

LENIN

Una sezione a parte meritano i nomi derivati da Lenin:

Varlen: da “Grande Armata di Lenin”

Vidlen: abbreviazione de’ “le grandi idee di Lenin”

Vil (a): dalle iniziali del nome, patronimico e cognome di Vladimir Il’ič Lenin

Vilen (a): abbreviazione di Vladimir Il’ič Lenin

Vilenor: dal motto “Vladimir Il’ič Lenin Padre della Rivoluzione”

Vilian: dalla frase “V. I. Lenin e Accademia delle Scienze “

Vilivs: dalle iniziali del nome e cognome di Vladimir Il’ič Lenin e Iosif Vissarionovič Stalin

Vilik: da Vladimir Il’ič Lenin e comunismo.

Vilič: l’abbreviazione del nome e del patronimico di Lenin: “Vladimir Il’ič”

Viljur (a): tale nome potrebbe derivare da diversi costrutti: “Vladimir Il’ič ama i lavoratori”, “Vladimir Il’ič ama la Russia” o “Vladimir Il’ič ama la patria”

Vinun: dal motto “Vladimir Il’ič non morirà mai”.

Zamvil: abbreviando la frase “il vice di V. I. Lenin”

Idlen: dall’abbreviazione di “le idee di Lenin”

Izail’, Izil’: dalla frase “Esecutore degli insegnamenti di Vladimir Il’ič”

Leljud: dal motto “Lenin ama i bambini”

Lengenmir: dallo slogan “Lenin genio del mondo”

Lennor (a), Lenora: abbreviazione dello slogan “Lenin è la nostra arma”

Ninel’: da “Lenin” letto al contrario

Plinta: dall’abbreviazione della frase “il partito di Lenin e l’esercito dei lavoratori”

 Il nome Kukutsapol’ deriva dall’abbreviazione del motto “Il granturco è il Re dei campi”. A volte accanto al nome di Lenin vennero inseriti nomi di suoi familiari o conoscenti, alcuni dei quali, a dir la verità, vennero in seguito ricordati come traditori.

Lentrobuch: dai cognomi di Lenin, Trotskij, Bucharin.

Lentrosh: dai cognomi di Lenin, Trotskij e Šahowmyan

Les (Bosco, Foresta N.d.T.): le iniziali di Lenin e Stalin.

Lestak: abbreviazione di “Lenin, Stalin, comunismo”

Lestaber: dalle iniziali di Lenin, Stalin e Berija

STALIN

Il numero dei nomi derivati da Stalin è decisamente minore rispetto a quelli ricavati da Lenin. Nonostante ciò suonano tutti alquanto altisonanti (tutti i nomi derivati da Stalin hanno una certa assonanza con la parola Stal’: acciaio in russo, N.d.T.):

Stalber: dai cognomi Stalin e Berija

Stalen: cioè Stalin e Lenin

Stalenberija: dalle iniziali di Stalin, Lenin e Berija

Stalenita: di nuovo, da Stalin e Lenin

Stalet: da Stalin, Lenin e Trotskij

Staliv: dal cognome e le iniziali del nome e patronimico: Stalin I. V.

Stalik, Stalina: non ci dovrebbe essere bisogno di spiegare la provenienza

L’attrice Irina Čeričenko nel ruolo di Iskra (scintilla) Poljakova nel film tratto dal romanzo di Vasil’ev “Domani era la guerra”

Il nome Leljud deriva dal motto “Lenin ama i bambini”

NOMI PRESI IN PRESTITO

Era molto popolare anche chiamare i figli in onore di eroi stranieri legati alla causa della rivoluzione, all’arte o alla scienza. Così, in Unione Sovietica cominciarono a spuntare ragazze di nome Angela (in onore dell’attivista americana per i diritti umani Angela Davis), Zarema (un nome che dovrebbe significare “per la rivoluzione del mondo”), Rosa (in onore di Rosa Luxemburg), Clara, dalla politica tedesca Clara Eissner Zetkin. Ai ragazzi venivano dati nomi come John o Johnrid (dal nome dello scrittore John Reed), Hume in onore del filosofo David Hume, Ravel (dal nome del compositore francese Maurice Ravel) o Ernst in onore dell’esponente comunista tedesco Ernst Thälmann.

(NOTA: dove il nome proprio russo era molto simile al corrispondente in italiano o avesse un equivalente si è preferito scrivere la versione in italiano (es. Париж/Pariž è diventato Parigi). Dove il nome risultava o suonava diversamente, si è, ovviamente, proceduto alla traslitterazione. Nel caso in cui il nome avesse un significato in Italiano, ma il suono fosse diverso, si è traslitterato e messo tra parentesi la traduzione (es. гвоздика traslitterato: Gvozdika, significato: garofano).  “Ц” è stato traslitterato “all’inglese”: /ts/)

FONTE: www.diletant.media,  29 Agosto 2015 – tradotto da Massimiliano Macrì

Massimiliano Macrì

Nato tra due mari, nel punto più ad est d’Italia, dalle parti di Lecce. Ho studiato prima letteratura e poi traduzione russa e inglese presso l’Università del Salento. Nel mezzo ho vissuto a Vilnius, Mosca, Kiev, Berlino, Bruxelles ed ora a Londra. Eclettico e poliedrico, sono appassionato di fotografia, viaggi, arte, letteratura e opera, gioco a rugby da amatore. Se amo tutto ciò che riguarda la Russia lo devo anche a mio nonno che quando aveva 80 anni (odesso ne ha 95) ha cominciato a studiare il russo dopo aver passato la sua vita in mare.