La chimera della “Grande Albania”, l’istigazione a una nuova guerra nei Balcani

Fonte: fondsk Tradotto da Francesco Fantucchio Articolo firmato dalla redazione di fondsk.ru

Il Primo Ministro dell’Albania Edi Rama in un’intervista al giornale Politico ha sollevato la questione di un’unificazione dell’Albania con il territorio del Kosovo (la Repubblica del Kosovo) annesso alla Serbia.

Commentando questo ed altri interventi palesemente provocatori, ovvero ciò che si è sentito negli ultimi giorni da Tirana (nel dettaglio l’invito all’unificazione con l’Albania riguarda le municipalità serbe di Preševo, Bujanovac e Medveđa), il Ministro degli Esteri della Serbia Ivica Dačić ha sottolineato che i politici albanesi devono attentamente “badare alle proprie parole”, per ricordare all’Occidente che “da fantasie del genere, come quella della “Grande Albania”, ad un vero e proprio orrore, il passo è molto breve”. Non a caso fin dai tempi della prima guerra mondiale i Balcani si sono guadagnati la fama di polveriera d’Europa.

Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali della Serbia Aleksandar Vulin ha preteso che la NATO e l’Unione Europea condannassero la dichiarazione di Edi Rama ed ha avvisato che i progetti di unificazione con il Kosovo provocheranno una nuova guerra. In quest’ultima saranno inevitabilmente coinvolti la Macedonia e il Montenegro, dove ci sarà una cospicua diaspora albanese.

Belgrado inoltre ha lasciato intendere che l’unificazione con la Repubblica di Serbia, attualmente consistente nella composizione di Bosnia ed Erzegovina, può diventare la sua risposta alle attività di Tirana.

Le autorità albanesi continuano a promuovere l’idea di una “Grande Albania”: l’unificazione nell’ambito di un unico governo di tutti i territori dove popolazione albanese costituisce la maggioranza. In pratica questo vuol dire un attentato all’integrità territoriale di quattro stati vicini contemporaneamente: la Macedonia, il Montenegro, la Serbia e la Grecia. Per questo l’Albania, così come la Grecia, è membro NATO; anche il Montenegro si sta preparando all’adesione alla NATO.

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Suscita particolare preoccupazione il fatto che le dichiarazioni provocatorie dei politici albanesi siano riecheggiate nello scenario di una pubblicazione del 9 aprile di un lungo articolo nell’autorevole edizione americana del The National Interest con il titolo “I Balcani diventeranno il prossimo (virtuale) campo di battaglia tra l’America e la Russia”.

Il 21 aprile sul sito ufficiale del Ministero russo di politica estera è stato pubblicato il “Commento del Dipartimento dell’informazione e della stampa MID Rossii in relazione alla minaccia albanese alla stabilità nei Balcani”.

“Constatiamo, – si dice nel commento, – che con il pretesto di accuse inconsistenti alla Russia nei tentativi di destabilizzazione della situazione del sud-ovest dell’Europa vengono prese delle misure per la realizzazione del progetto della “Grande Albania”… Sotto la copertura di discorsi ipocriti sulla stabilità della regione sotto “l’ombrello” della NATO ha origine l’indebolimento dei principi di stabilità, è cominciata la ridefinizione dei confini dei Balcani, si acuisce aspramente il potenziale conflittuale. È singolare che i principali protettori di Tirana e di Pristina (gli Stati Uniti e l’Unione Europea) o tacciono timidamente o si limitano a frasi generiche che non hanno alcun significato”.

Studente di lingue e letterature straniere all’Università degli Studi di Salerno. Sono appassionato di politica e relazioni internazionali.

Francesco Fantucchio

Studente di lingue e letterature straniere all'Università degli Studi di Salerno. Sono appassionato di politica e relazioni internazionali.