Gli esperti cercano la Russia del futuro

Fonte: Kommersant 29/04/2017, traduzione di Beatrice Zadro, articolo di Sofya Samokhina.

Il Fondo del Cremlino si è messo al lavoro. 

L’Istituto di Esperti nella Ricerca Sociale (EISI), che dovrebbe diventare la nuova piattaforma di ricerca del Cremlino, ha condotto il primo evento pubblico. Il seminario a Kaliningrad è stato dedicato all’immagine della Russia e del suo futuro. Esiste nella società la richiesta di una strategia di sviluppo ma a quale ideale si debba aspirare non è chiaro né alle autorità né alla società, hanno riferito alcuni esperti. 

Al primo evento pubblico dell’EISI si è discussa l’immagine della Russia del futuro. Il progetto dei seminari regionali dell’Istituto è stato presentato il 18 aprile a Sergey Kiriyenko, primo vice capo dell’amministrazione presidenziale. Il risultato dovrebbe essere il programma “Russia 2030” con proposte di sviluppo politico, sociale ed economico del paese. Ha aperto l’evento a Kaliningrad il capo del consiglio di amministrazione dell’EISI, il rettore della facoltà di Scienze Politiche dell’Università Statale di Mosca Andrey Shutov, che ha spiegato che il suo scopo è risultato dal desiderio di “guardare in quale modo è interpretata e posizionata l’immagine della Russia come paese e stato”. “Questo argomento si riduce di solito alla percezione della Russia all’estero ma non è meno importante capire come la questione di “che cosa sia la Russia” venga interpretata dalle regioni, cosa esse colleghino alla Russia, come costruiscano il futuro” ha riferito il signor Shutov.

Con lui concorda il rettore dell’Università Statale Baltica “Immanuel Kant” Andrey Klemeshev. Tuttavia a suo parere è molto rischioso parlare del futuro “senza essersi riconciliati col passato”: “Ci sono molti punti di vista diversi su come si arrivi al periodo pre sovietico e al periodo sovietico”. “Non si può essere d’accordo su molte questioni storiche. Anche accettando che le rivoluzioni di Febbraio e di Ottobre fossero illegittime, sorgono subito decine di domande, per esempio, era legittima l’elezione dei Romanov?” – non concorda il professore della cattedra di Teoria e Storia politica della facoltà di Scienze Politiche dell’Università Statale di Mosca Sergej Chernyakhovsky. Secondo le sue parole sarebbe meglio far sì  che il cristiano e il musulmano osservante smettano di discutere sui dogmi religiosi e “comincino a costruire il tunnel sotto la Manica e il ponte sullo stretto di Kerch”.  

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Ovvero, la società ha bisogno di un grande progetto la cui attuazione darà una risposta alla domanda a chiunque, per quale scopo egli viva, si riporta dal discorso di Chernyakhovsky. Lo scopo è costruito dal sistema di valori, ha risposto Andrej Klemeshev. Secondo le sue parole, non è chiaro su che valori sia fondata la società moderna. “Su che cosa ci basiamo? Sul patriottismo che spesso riduciamo alla Guerra Patriottica? Parliamo di valori tradizionali ma cosa intendiamo con essi? Quelli sovietici? Quelli pre sovietici? Il ritorno di “ortodossia, autocrazia, nazionalità” oppure apporteremo modifiche a questa formula?”

Il signor Chernyakhovsky ha risposto che gli europei alla domanda relativa ai propri valori riportano elezioni democratiche, un sistema giudiziario indipendente e la libera stampa “ma tutto ciò non può essere considerato valore perché i valori sono superiori alla vita”. Secondo la sua opinione, tale approccio “è colmo della morte dei valori classici in generale”. Può vincere queste tendenze la cultura nazionale, che rappresenta i valori universali e aiuta a mantenere le culture in un mondo diverso, ha sottolineato il signor Chernyakhovsky. La cultura russa secondo lui si addice a ciò -prende in prestito e poi erige una nuova qualità. A titolo di esempio l’esperto ha citato il genere letterario del romanzo nella letteratura russa, la scuola del balletto.

I russi definiscono una ricca storia uno dei maggiori punti di forza di un paese (così come le risorse naturali, i popoli e le forze armate), ha riferito il docente della cattedra di Sociologia e Psicologia Politiche della facoltà di Scienze Politiche dell’Università Statale di Mosca Andrej Zverev, riferendosi a uno studio condotto dal dipartimento. Tuttavia ciò non aiuta i cittadini a costruire un’immagine ideale di stato, viene considerato debole.

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Secondo le parole di Zverev le opinioni degli intervistati su questo argomento sono “infelici”, soprattutto è importante notare che loro hanno definito lo stato forte. E’ interessante notare che le stesse domande sono state poste ad esponenti dell’élite e il risultato è il medesimo, ha sottolineato l’esperto. “Questo è il livello di percezione del futuro, quello delle autorità e quello dei cittadini è il medesimo, ha detto il signor Zverev. Contemporaneamente ha riportato che la questione sulla strategia di sviluppo come idea consolidata è “stabile”. 

Nata nel 1995 a Reggio Emilia, sono laureanda al corso di Lingue,Civiltà e Scienze del Linguaggio dell’università Ca’ Foscari di Venezia. Da sempre appassionata di lingue, ho intrapreso lo studio del russo per curiosità verso una realtà così vicina ma contemporaneamente così lontana. Ho concluso un semestre presso l’università HSE-Higher School of Economics a Mosca, dove ho potuto approfondire la conoscenza della lingua e Relazioni Internazionali oltre che poter vivere nella capitale russa di cui mi sono innamorata. Amo la Russia perché mi sorprende e regala nuovi punti di vista sul mondo. Amo leggere e viaggiare. Parlo inglese e tedesco.

Beatrice Zadro

Nata nel 1995 a Reggio Emilia, sono laureanda al corso di Lingue,Civiltà e Scienze del Linguaggio dell’università Ca’ Foscari di Venezia. Da sempre appassionata di lingue, ho intrapreso lo studio del russo per curiosità verso una realtà così vicina ma contemporaneamente così lontana. Ho concluso un semestre presso l’università HSE-Higher School of Economics a Mosca, dove ho potuto approfondire la conoscenza della lingua e Relazioni Internazionali oltre che poter vivere nella capitale russa di cui mi sono innamorata. Amo la Russia perché mi sorprende e regala nuovi punti di vista sul mondo. Amo leggere e viaggiare. Parlo inglese e tedesco.