L’ambiente si è inceppato

Fonte: Ogonek (settimanale del Kommersant) 01/05/2017

Kirill Žurenkov valuta l’entità dei problemi ambientali che affliggono la Russia.

Più del 70 per cento della popolazione urbana del paese si trova ad affrontare problemi legati all’ambiente. Questo è quanto risulta dalla nuova strategia per la sicurezza ecologica della Russia. Ogonek ha letto il testo del documento ed ha scoperto se essere o meno in allarme.
Le sciagure ambientali ci costano il 4-6 per cento del PIL all’anno.

La strategia di sicurezza ambientale, pensata fino al 2025 e firmata dal Presidente qualche giorno fa, è arrivata, come si dice, alla buon ora: la settimana scorsa tutto il paese ha commentato l’incidente di Lebedjan, vicino a Lipetsk, che ha riversato nelle strade della città e nel fiume Don tonnellate di succo di frutta. Tuttavia rispetto agli incendi boschivi che stanno imperversando in questo momento in Siberia, le notizie di Lebedjan sembrano una sciocchezza: il fuoco è riuscito a raggiungere la regione di Krasnojarsk e il territorio della Transbajkalia, la regione di Irkutsk, la Buriazia e Tuva, bruciando già in centinaia di ettari… Anche la Russia centrale ha la sua lotta: nella regione di Mosca è iniziata l’operazione “Imboscata”: degli ispettore multano chi lascia spazzatura sul ciglio della strada. Il problema è di grandi dimensioni: quasi 12 mila aziende agricole nella regione “producono” 1,5 milioni di tonnellate di rifiuti urbani – secondo l’apposito fondo per l’Anno Ecologia.

Grazie al documento si può valutare che cosa sta accadendo al nostro ambiente. Di buone notizie ce ne sono poche: nelle grandi città dove l’inquinamento dell’aria è valutato come elevato o molto elevato, vive il 17 % della popolazione urbana. 17,1 milioni di persone. Che dire dell’acqua? Il 70 % delle acque reflue che viene scaricato nei bacini idrici è valutato come “purificato in maniera insufficente” mentre un altro 19 % non subisce alcuna purificazione. Di conseguenza dal 30 al 40 % della popolazione utilizza acqua che non soddisfa gli standard! Oltre alle statistiche e ai numeri c’è la vita delle persone. Si scopre che l’inquinamento delle acque aumenta il rischio di mortalità con una media di 11.000 casi all’anno, e il numero di malattie con una media di 3 milioni di casi!

Soffrono anche interi settori dell’economia. Come indicato nel documento, più della metà dei nostri terreni agricoli sono soggetti a diversi tipi di erosione, al ristagno e alla salinità dell’acqua… La cosiddetta bonifica procede con difficoltà, la superficie totale dei terreni contaminati che rimangono in circolazione è di 75 milioni di ettari, i terreni contaminati (vale a dire terreni che non hanno più valore economico) sono più di 1 milione, e la desertificazione è stata registrata in 27 soggetti della Federazione, si parla di circa 100 milioni di ettari!

Del problema dei rifiuti non si parla ormai solo in maniera sfaticata. Le cifre indicate nel documento strategico costringono a pensarci seriamente: abbiamo già accumulato più di 30 miliardi di tonnellate di rifiuti produttivi e di consumo e ogni anno ne aggiungiamo altri 4 miliardi. Dove possiamo tenerli? Oggi in Russia ci sono 15 mila tra discariche, immondezzai e altri siti di smaltimento dei rifiuti. Essi occupano 4 milioni di ettari, e crescono ogni hanno di 300-400 mila ettari.
Un altro pericolo potenziale è l’usura di oltre il 60 per cento delle immobilizzazioni (edifici e attrezzature) di industrie pericolose. Finora ci siamo salvati da una maggiore contaminazione radioattiva dei nostri territori (vedi Chernobyl e altri incidenti).

Il clima aggiunge il suo contrubuto: ogni anno in Russia ci sono circa 950 casi tra inondazioni, siccità, forti venti e pioggia, in breve tutti i rischi idro-meteorologici possibili. Aggiungete a questo incendi, terremoti ed epidemie di cui 100-200 mila persone soffrono ogni anno, e l’immagine dei disastri ambientali del paese sembra essere esaustiva. Il risultato complessivo è deprimente: tutti questi problemi ci costato dal 4 al 6 per cento del PIL all’anno.

È un disastro? Gli esperti contattati da Ogonek assicurano che il panico non è necessario.

Circa l’80 % della popolazione russa vive in aree urbane, dove le condizioni ambientali sono di per sé piuttosto severe. Che cosa c’è da sorprendersi? – alza le mani il capo redattore della rivista “Ecologia e Vita” Aleksandr Samsonov — il nostro paese è così grande che i problemi avvengono in diverse parti. In alcune parti, come a Brjansk, ci sono veramente focolai di contaminazione radioattiva e, tradizionalmente, c’è una radioattività di fondo nelle grandi città. In alcuni luoghi si registra un alto contenuto di ferro nell’acqua che, a sua volta, ciba i microbi. Oppure, ad esempio, accadono incendi boschivi che peggiorano veramente la qualità dell’aria… Qua e là si possono trovare anche segni di miglioramento se si cerca. Tuttavia si tratta di risultati casuali e non dovuti a processi legislativi.

Secondo gli esperti, il dramma sta nel fatto che oggi i problemi accumulati sono imposti dal rapido cambiamento climatico. È questo “picco” che in realtà spaventa molti. Come ad esempio spiegano gli attivisti sociali dell’organizzazione “Zelenyj Patrul'” (Guardia verde), si hanno più giorni caldi senza vento. È una buona notizia? Per alcuni potrebbe esserlo. Ma in alcuni centri industriali come Čeljabinsk e Krasnojarsk, con il loro ambiente pesante, gli anticicloni si transformano in un inferno. Le emissioni non vengono disperse dal vento e si depositano sul terreno e nei polmoni delle persone. Eppure dopo di questo si continua a non credere nel “riscaldamento” globale…

La nuova strategia deve aiutare a risolvere questi problemi. Ci riuscirà? Gli esperti intervistati da Ogonek hanno valutato il documento positivamente: come fa notare Ekaterina Chmeleva, direttrice del programma per il diritto ambientale di WWF Russia, la strategia adottata stabilisce chiaramente un posto per la sicurezza ecologica nel sistema di pianificazione strategica.
– Inoltre, rafforza le altre iniziative legislative recenti, – dice l’esperta.

Chmeleva elenca: recentemente è stata adottata una legge progressiva sui rifiuti e dal 2019 in Russia inizierà l’introduzione delle cosiddette migliori tecnologie disponibili. Alle imprese che hanno un maggiore impatto sull’ambiente sarà reso necessario il passaggio a quelle tecnologie che vengono riconosciute migliori al momento. Un’altra delle novità della strategia è la creazione di “fondi ambientali”: meccanismi di finanziamento speciali, grazie ai quali le tasse sull’impatto sull’ambiente non si dissolveranno nel bilancio, ma andrnno direttamente utilizzate in misure ambientali. In altre parole si stanno facendo progressi. L’unica domanda è come tutto questo sarà implementato.

Anche gli scienziati promettono buone notizie. Per quanto incredibile sembra siano stati trovari dei bruchi che mangiano la plastica. Un centinaio di questi insetti mangia 92 mg di polietilene in 12 ore. Degli esperimenti sono stati condotti dai ricercatori dell’Istituto spagnolo di biomedicina e biotecnologia insieme ai colleghi di Cambridge. A cosa porteranno questi esperimenti non è ancora chiaro, ma secondo le nostre statistiche la Russia avrebbe proprio bisogno di questi bruchi

Il meglio del peggio
Tutte le priorità sono posizionate correttamente nella strategia: ad esempio i rifiuti solidi e industriali accumulati in epoca sovietica sono naturalmente una bomba a orologeria piantata sotto il Bajkal e non solo. Il disboscamento, l’aumento delle situazioni catastrofiche naturali, che cosa è più attuale? Purtroppo la strategia non da questo dettaglio. Spero che verranno specificati la richiesta di finanziamenti, dove, quando, e quali azioni è necessario intraprendere.

Per quanto riguarda la situazione nel suo complesso è chiaramente visibile dal nostro rating: nessuno ha “eccellente”. I problemi sono congelati. La valutazione ambientale generale della Federazione è di poco sotto alla media, e per un lungo periodo di tempo, è rimasta praticamente invariata. Il punteggio più alti vanno a Tambov, alla regione dell’Altaj e alla Repubblica dell’Altaj, vale a dire le regioni agricole con un impatto minimo sull’ambiente. Mosca è tra i “più ecologici” e di recente la situazione nella capitale risultra piuttosto soddisfacente anche se con una grossa pecca: il volume annuo di emissioni in atmosfera si è stimato a circa 900 mila tonnellate! Per non parlare delle altre regioni del paese. Le statistiche sono rovinate dalle grandi imprese, come ad esempio una fonderia di rame e un impianto metallurgico nella regione di Čeljabinsk dove storicamente esistono problemi ambientali… I leader non possono rilassarsi sono in corso cambiamenti climatici ed nell’atmosfera delle regioni del cosiddetto “granaio russo” si sta fissando una concentrazione di manganese…

Le specificità regionalo sono visibili e chiare. Per quanto riguarda la qualità dell’acqua le regioni di Volgograd e Astrakhan’, e anche la Calmucchia sono a tutti gli effetti regioni aride con una alta salinità dell’acqua. Le regioni del Medio e Alto Volga hanno invece indicatori negativi per quanto rigurada l’inquinamento delle acque. Purtroppo non ci sono buone notizie, oggi il fiume Volga è molto inquinato. Le regioni forestali hanno altri problemi: la mancanza di riforestazione e tagliaboschi abusivi.

Naturalmente non tutto è perduto, si può vedere dal confronto con gli altri paesi come la vicina Cina. La Russia ha enormi riserve di acqua (soprattutto di acqua potabile) e un’aria relativamente pulita. C’è un miglioramento graduale dello stato dell’ambiente nelle aree metropolitane: aiutato dall’introduzione il primo luglio dello scorso anno del divieto di vendita di benzina al di sotto dello standard ambientale Euro-5. Paradossalmente sull’ecologia spesso si riflettono alcune decisioni economiche. Ad esempio il programma di riciclaggio delle macchine rottamate ha aiutato a sbarazzarsi di mostri fumanti sulle strade. In breve esiste una timida tendenza al miglioramento ma su di noi si avvicinano cambiamenti climatici su larga scala ed è chiaro che le singole misure oggi non sono sufficienti.

 

Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.

Marcello De Giorgi

Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.