L’inventore del rap sovietico: il nostro Winnie the Pooh agli occhi degli stranieri

Fonte: RIA Novosti Articolo di Pavel Gajkov, tradotto da Simona Fonti, pubblicato il 1/05/2017

MOSCA, 1 maggio — Ria Novosti. Cento anni fa, il 17 marzo 1917 (secondo il nuovo calendario) nasceva Fedor Chitruk, il famoso animatore e regista che ha fatto dono al mondo del nostro Winnie the Pooh sovietico.

I tre film d’animazione, secondo i motivi delle favole di Alan Milne, con Evgenij Lonovyj che ha dato la voce all’orsetto, sono stati considerati all’estero i film d’animazione sovietici  degli anni ’60-70 e in generale sono ben distinguibili dagli adattamenti cinematografici della Disney. Tra i personaggi non c’era Christopher Robin, Tigro e Ro, ma in seguito sono comparsi Sova (la civetta) e Krolik (il coniglio). Gli eroi non indossano vestiti (a esclusione di Pimpi [Pjatačok] e Krolik), il soggetto è stato cambiato solo un po’.

L’azione si dispiega su uno sfondo con betulle e abeti che pare disegnato da bambini: il cartone sembra abbastanza avanguardistico. Proprio dagli anni ’60 in poi e per lungo tempo, sotto l’influenza di Chitruk, l’animazione sovietica diventerà una fra le più originali, surrealista, fuori dagli standard internazionali utilizzati in primo luogo da Walt Disney.

Il Winnie the Pooh nostrano non sembrava così semplice: persino con la segatura nella testa trovava il modo di porre domande filosofiche, ma spettatori da tutto il mondo, tra cui quelli statunitensi e quelli britannici, hanno riconosciuto il suo incredibile fascino. Si dice che l’autore della Disney di Winnie the Pooh, Wolfgang Reitherman, abbia in qualche modo ammesso a Chitruk: “Io non conosco una parola di russo ma il vostro film mi piace molto, più del nostro!”.

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In occidente conoscono e adorano il Winnie the Pooh di Chitruk. Nel 2007 un sito web americano professionista e specializzato nel settore dell’animazione, Cartoon Brew, ha pubblicato un articolo dedicato al “Pooh russo”, l’autore del quale ammirava l’humour del cartone, l’originalità, l’individualità e la profondità dei suoi personaggi, insomma la maestria persa dagli autori contemporanei.

Il disegnatore, regista e artista principale della Sojuzmul’tfil’m Fedor Chitruk

“Per creare un buon personaggio d’animazione, bisogna credere, provare sentimenti comuni, sentire gli eroi di oggi, come Chitruk e i suoi degli anni Quaranta”, scrive lo scrittore Amid Amidi, esperto e grande ammiratore dell’animazione, e afferma che Reitherman aveva ragione: questo Winnie è meglio. 

Gli utenti nei commenti sono tutti d’accordo: “È la cosa più straordinaria che abbia mai visto. Stupefacente maestria nel racconto!”, “Io ogni tanto mi metto a ridere, dimenticando di non capire la lingua!, “Nei primi trenta secondi del cartone c’è molta verità, più di quella che Disney ha creato per questo tema”, “Chitruk è davvero un grande regista. Purtroppo sappiamo ancora poco degli altri registi sovietici dei film d’animazione, incluso Nazarov e Norštein”.

Pubblicato su YouTube nel 2008 con i sottotitoli inglesi, il Winnie the Pooh sovietico ha registrato più di tre milioni di visualizzazioni e mille commenti in lingua inglese, quasi esclusivamente positivi. Molti scrivono che la versione di Chitryk sia più vicina all’originale di Milne rispetto a quella della Disney.

“È fantastico! Pjatačok è affascinante, e questo Winnie è un po’ più interessante del nostro americano”‒ così appariva il tipico commento al video. Il lavoro di Evgenij Leonov ha anche impressionato molti, sebbene la scelta di una tale voce rauca e poco “levigata” ha a sua volta impressionato il pubblico internazionale. “Io ho 21 anni e COS’è QUESTA VOCE! Ho riso come una bimbetta. Incredibile!”.

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Il fatto che Winnie guardi fisso la camera e con una certa serietà chieda perché esistono miele e api, ha provocato un certo effetto sugli spettatori: “Il povero orsetto sta sperimentando una crisi esistenziale”.

Lo stile “un po’ strano” del cartone ha disorientato qualcuno, ma a qualcuno è giunto all’anima ed è risultato “piacevole”. Alla fin fine tutta l’animazione sovietica è un po’ folle e ricorda molto più l’arte che un prodotto commerciale, così dicono i partecipanti alla discussione, ricordando anche “Il riccio nella nebbia” di Norštejn.

Nei commenti su YouTube Winnie è stato proclamato il capostipite del rap sovietico e il padre degli Ewoks, i personaggi pelosi di Star Wars. Pjatačok è chiamato Pikachu russo. E solo una cosa ha in realtà confuso molti: da dove ha preso il fucile che Pjatačok ha in casa? Nella versione di Milne è Christopher Robin ha sparare dal fucile.

Nel 2011 l’animatore svizzero Osval’d Iten ha pubblicato la sua analisi comparatistica dei personaggi di Winnie the Pooh di Reitherman e Chitruk. “L’eccentrico Pooh russo è un personaggio notevolmente più interessante, semplicemente perché non è sempre felice”, scrive Iten. L’autore paragone la laconica espressività di Chitruk alla maestria di Baster Keaton e Aki Kaurismaki.

Nel 2013 il popolare sito amerciano di divertimento BuzzFeed ha pubblicato “I 15 motivi per cui l’adattamento russo di Winnie the Pooh è chiaramente migliore di quello americano”. A confronto con il collega giallo, il Winnie the Pooh di Chitruk è molto dolce e più simile a un vero orso, intelligente, onesto, esigente con gli amici, più simile a un poeta e più profondo come personaggio. “Con una parola, lui è un idealista e bisogna essere sciocchi per non amarlo”, conclude l’autore.

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Un anno dopo il cartone è stato guardato dagli utenti di un altro popolare sito americano Reddit, che rientra fra i 20 siti più visitati al mondo. E di nuovo quasi un migliaio di commenti, “l’orsetto con la crisi esistenziale” produce entusiasmo: “Amante della filosofia”, “È come se fosse depresso e dubita del proprio ruolo di orsetto”, “La profondità di questo cartone mi ha stupito”, “Rompe gli stereotipi riguardanti la realtà sovietica: questo cartone è più intelligente dell’analogo americano”, “Finalmente hanno trovato il colore gusto per l’orsetto”.

Alcuni commentatori sono andati su Ebay per ordinare un peluche di Winnie the Pooh fatto nel modo in cui è stato ideato da Chitruk. I venditori bielorussi del pupazzo, quel giorno,  sono stati colpiti dall’inaspettata domanda del prodotto proveniente dall’estero.

“Non credo che il Winnie sovietico sia migliore o peggiore di quello americano, sebbene solo quello americano abbia sfiorato la “gloria” del premio Oscar”, osserva in tono conciliatore il berlinese Thomas sul sito imdb.com. “Sono completamente diversi, anche se metterli a confronto è un piacere. Ne raccomando la visione”, scrive uno degli utenti sul sito di cinema.

 

 

Simona Fonti, 24 anni, studentessa UNINT del corso di laurea magistrale in traduzione e interpretazione. Membro di Russia in Translation dal 2015. simona.fonti09@gmail.com

Simona Fonti

Simona Fonti, 24 anni, studentessa UNINT del corso di laurea magistrale in traduzione e interpretazione. Membro di Russia in Translation dal 2015. simona.fonti09@gmail.com