L’Ucraina blocca l’accesso a Yandex, VKontakte, Odnoklassniki e Mail.ru

Fonte: Vedomosti, 16/05/2017; tradotto da Francesco Iovenitti

Le sanzioni sono state inflitte alla compagnia 1C e ad altre aziende

Il presidente ucraino Petr Porošenko ha inflitto sanzioni per tre anni nei confronti della compagnia internet russa Yandex e anche del Mail.ru Group. A prendere queste misure restrittive è stato il Consiglio di Difesa e Sicurezza Nazionale (SNBO) dell’Ucraina e il presidente Petr Porošenko ha sottoscritto il relativo decreto. Ad aprile il governo ucraino ha proposto di prolungare ed ampliare le sanzioni antirusse “in relazione all’aggressione militare russa che si sta protraendo contro l’Ucraina”. Il Consiglio ha affidato al governo ucraino, al Servizio di Sicurezza e alla Banca Nazionale lo studio di un meccanismo per bloccare le risorse internet ora vietate, comunicano a UNIAN (Agenzia di stampa ucraina, n.d.t.) nel corso della conferenza stampa dell’ente.

Nelle integrazioni alla decisione dell’SNBO, pubblicate sul sito del presidente, si precisa che le sanzioni sono state inflitte a Yandex, le cui sedi si trovano sia a Mosca, sia a Kiev. L’accesso per gli abitanti dell’Ucraina sarà bloccato per tutti i servizi del motore di ricerca, eccetto per la pagina principale.

foto simbolo del social network russo vkontakte
Logo del social network russo VKontakte

Le sanzioni hanno coinvolto anche i social network VKontakte e Odnoklassniki. “Vietare agli internet-provider di fornire agli utenti della rete internet le condizioni di accesso alle risorse dei servizi Mail.ru e dei social network VKontakte e Odnoklassniki”, si dice nel comunicato. L’accesso ai social network è bloccato nell’ambito delle restrizioni imposte al Mail.ru Group. Allo stesso modo non sarà accessibile il servizio Mail.ru.

Inoltre le sanzioni per un periodo di tre anni sono state inflitte alla compagnia Kaspersky Lab e alla sua sede di Kiev, anche alla compagnia Dr. Web e all’azienda Agrokompleks imeni N.I. Tkačev, di proprietà di Aleksandr Tkačev, ministro russo dell’Agricoltura. Nella lista dei sanzionati sono finiti anche 1C, ABBYY, Softline Group, la società Parus e la compagnia aerea Utair. L’UNIAN reputa la 1C la più popolare in Ucraina.

Uno dei problemi principali per le aziende ucraine consiste proprio nelle sanzioni nei confronti di 1C. Il software di questa azienda è molto diffuso in Ucraina; il rappresentante della 1C Aleksej Charitonov si è astenuto dal commentare. Nell’estate del 2014 l’istituto internazionale di ricerca IDC fece un resoconto dell’operato dell’azienda nel mercato ucraino dei sistemi di controllo. Nel 2013 il mercato ammontava a 82 milioni di dollari e gli analisti dell’IDC stimarono la quota dell’1C in un 22,3%, mentre i leader del mercato erano i tedeschi della SAP (61% del mercato). L’IDC elaborò una previsione sul fatto che nel 2014 questo mercato si sarebbe ridotto del 40%: non esistono dati più recenti. Una fonte informata sulla situazione del mercato ucraino dei software sa che i prodotti della 1C vengono utilizzati da 300mila organizzazioni e sono distribuiti ai circa 500 partner della compagnia.

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Nella conferenza stampa la ABBYY ha annunciato di esser venuta a conoscenza dei provvedimenti del governo ucraino da fonti pubbliche e sta esaminando le possibili ripercussioni di questa decisione sulla compagnia. A febbraio un consigliere del capo del Ministero degli Interni dell’Ucraina, Zorjan Škirjak, aveva annunciato che sarebbe stato necessario bloccare i social network russi Odnoklassniki e VKontakte, e liberare la sfera dell’informazione ucraina dalla propaganda russa.

Secondo i dati del servizio Similiarweb, Yandex riceve il 2,5% del proprio traffico dall’Ucraina (88,4% dalla Russia). Yandex è la quinta risorsa internet più popolare del paese; VKontakte (vk.com) riceve circa il 17,6% del suo traffico dall’Ucraina e Odnoklassniki circa il 15,5%.     

Parlando delle possibili conseguenze di questa decisione, il vicedirettore del dipartimento di analisi di Alpari, Natalja Mil’čakova, ha ricordato a Vedomosti che dal 2014 la quota di Yandex nelle ricerche si è ridotta per il mercato ucraino e adesso, secondo Alpari, si attesta circa al 33%, mentre il resto va a Google. “Nel 2016 circa il 4% di tutta la mole di ricerche Yandex è arrivato dall’Ucraina, di cui l’85% in lingua russa. Yandex non rivela l’ammontare delle entrate pubblicitarie accumulate in Ucraina ma, tenendo conto di queste cifre e della solvenza relativamente bassa degli utenti ucraini, l’entità del danno finanziario non sarà troppo sostanziosa. La perdita può essere recuperata con la Bielorussia e il Kazakistan, dove Yandex conserva posizioni più salde rispetto a Google, e anche con i servizi accessori, di cui Yandex riceve i profitti in Russia”, ha affermato.

Per quanto concerne Mail.ru, i danni principali possono essere legati alla perdita di parte del pubblico di VKontakte, il pubblico ucraino che, secondo i dati degli indicatori ucraini, era molto importante per questo social network visto che il numero di utenti di VKontakte in Ucraina si poteva attestare sul 9-10%, ha fatto notare l’analista.

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“Pensiamo che attraverso una VPN (rete di telecomunicazioni privata) si recheranno sui portali russi il 2-3% degli utenti ucraini, tra cui è compresa la popolazione russofona dell’Ucraina orientale, che usufruirà di questa opportunità, incluse le repubbliche autoproclamate, che per ora fanno ancora parte degli utenti ucraini”, ha aggiunto la Mil’čakova.

foto logo motore di ricerca russo yandex
Logo del motore di ricerca russo Yandex

Nel suo comunicato, Yandex ha fatto notare che “il team ucraino lavora in perfetta conformità con la legislazione dell’Ucraina e prodiga tutti i suoi sforzi alla creazione di prodotti di qualità”. L’azienda crede che il provvedimento del governo ucraino sia una sanzione contro 11 milioni di utenti ucraini che scelgono i servizi della compagnia. “Il business del gruppo di aziende Yandex è certamente molto grande e le sanzioni non avranno un impatto negativo su di esso. Ma noi reputiamo l’Ucraina una parte importante del nostro lavoro e ci rammarichiamo che le sanzioni porteranno a zero tutti gli sforzi compiuti dal nostro team”, affermano dalla compagnia.

Stando ai dati di Mail.ru, “quasi 25 milioni di abitanti ucraini comunicano, attraverso le piattaforme ora bloccate, con i propri amici in Ucraina e in tutto il mondo. Dal momento che la quota del business ucraino nella struttura dei ricavi del Mail.ru Group non è significativa, noi non vediamo le ragioni per correggere i nostri piani finanziari”, comunica la compagnia.

foto logo piattaforma email russa mai.ru
Logo della piattaforma email russa Mail.ru

Gli investitori hanno reagito in modo fiacco alla notizia dei blocchi dei servizi internet russi in Ucraina. Le quotazioni del Mail.ru Group alla Borsa di Londra hanno avuto un calo dello 0,22%. L’asta alla Borsa di New York, dove stanno circolando le azioni Yandex, inizierà nelle prossime ore (l’articolo è del 16 maggio, n.d.t.).

Sul documento nel sito del presidente ucraino, si parla di restrizioni della radiodiffusione e anche del congelamento degli attivi di bilancio delle compagnie televisive russe Tv Centr, RBK, VGTRK, Zvezda, NTV-Pljus, TNT, OTR e REN. Dalla RBK fanno notare che le sanzioni non si ripercuoteranno sulle attività del gruppo di compagnie perché RBK non ha in piedi alcun business in territorio ucraino.  

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Le opinioni degli utenti ucraini differiscono su questo tema. Come rileva l’UNIAN, alcuni sostengono questa decisione e pensano che si sarebbe dovuta prendere già da tempo, mentre ci sono anche gli accaniti oppositori dei blocchi e dei divieti.

Il presidente ucraino Petr Porošenko ha ampliato la lista delle persone fisiche sanzionate. Adesso, comunica il Consiglio di Difesa e Sicurezza Nazionale, la lista delle sanzioni nei confronti di privati russi raggiunge le 1228 persone, mentre le persone giuridiche sono 468. Dopo l’ultimo aggiornamento delle liste nell’ottobre 2016 figuravano 682 persone fisiche e 271 giuridiche, ricorda l’agenzia Interfax. La lista è piena di deputati della Duma di Stato, giudici della Corte Costituzionale e di giornalisti russi. Nei confronti delle persone giuridiche la durata delle sanzioni va da 1 a 3 anni, mentre verso le persone fisiche da 1 a 5 anni o anche a tempo indeterminato.

In precedenza sono finiti sotto sanzioni i russi che “hanno preso parte all’occupazione della Crimea, e anche allo scatenamento, al finanziamento e al sostegno dei militanti delle formazioni militari illegali opposte al governo ucraino in Donbass”: tra loro politici, persone comuni e uomini d’affari.

Il viceministro russo delle Telecomunicazioni Aleksej Volin ha definito insensata la scelta di bloccare l’accesso ai social network e ai motori di ricerca russi. A suo parere, non è la prima volta che il governo ucraino mostra autolesionismo. Fa notare che non vale la pena prendere provvedimenti di risposta, per “non abbassarsi al loro livello”.

“Se si intraprende il blocco di una risorsa popolare di massa, si scredita il potere perché si mostra che la decisione del governo non è realistica e verrà aggirata”, spiega il politico. “Si sviluppa nei cittadini un nichilismo giuridico e si provoca l’aumento delle loro competenze informatiche” (da agenzia Interfax).

Secondo Volin, “questa decisione condurrà a una straordinaria crescita delle competenze informatiche della popolazione ucraina e al fatto che i suoi abitanti realizzeranno anonymizer, servizi VPN e una quantità colossale di programmi che consentiranno di aggirare il blocco”.

Traduttore, studioso e appassionato del mondo russo. Nel 2013 ho insegnato italiano agli studenti russi a San Pietroburgo e nel 2015 ho conseguito la Laurea Magistrale in Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione

Francesco Iovenitti

Traduttore, studioso e appassionato del mondo russo. Nel 2013 ho insegnato italiano agli studenti russi a San Pietroburgo e nel 2015 ho conseguito la Laurea Magistrale in Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione