L’ultimo imperatore del mondo. L’addio di Francesco Totti

Un eroe non del nostro tempo.

Fonte Eurosport.ru 28/05/2017 Articolo di Ivan Kuznecov Traduzione di Antonino Santoro

Se fosse successo nel 2035 avremmo, forse, detto che ad andarsene è stato il migliore nella storia. Ma no, lui non deve avere per forza 43 o più anni. Lui deve essere nel fiorire delle forze. Come lo è adesso Ronaldo. E allora avrebbe pianto il mondo intero, non solo Roma.

Il suo apice Francesco Totti lo ha raggiunto in un altro periodo. Non in quello odierno ma in quello passato da un bel po’. Allora, quando non vi erano scalmanati contratti pubblicitari, quando non vi erano emoji, selfie e streaming, quando non vi erano social network. In un tempo in cui i calciatori cambiavano un po’ meno spesso sia il taglio dei capelli sia la squadra. Un tempo né migliore ma neanche peggiore.

La mancanza di YouTube è stata una tragedia per Totti e per molte persone di quel tempo. I media non erano così sviluppati. Solamente i devoti ammiratori di Francesco sanno che lui un paio di volte ha fatto sul campo delle giocate più belle di quelle di Lionel Messi, che ha calciato in porta più forte di Ronaldo, che ha fatto degli assist non peggiori di quelli di Iniesta e che ha festeggiato i gol in modo non meno banale rispetto a Dybala. Ma tutto questo è rimasto solo nei ricordi di quei testimoni ancora vivi e nello stesso Totti.

Totti avrebbe potuto diventare ancora più grande se fosse nato in tempi diversi.

Con i se, avrebbe potuto fare molte cose in più. Poteva essere più manovrabile e non passare tutta la vita nella Serie A, poteva non mettere se stesso al di sopra del club, non falciare le gambe a Balotelli, non sputare ai danesi. Poteva essere un po’ più morbido e non un tipo così zotico. Poteva non essere un idolo. Poteva essere tutto questo ma, fortunatamente, ce lo siamo risparmiati.

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Totti non ha mai nascosto il suo efferato odio verso i principali avversari: “La Lazio è un club che vuoi sempre distruggere”. Questa frase ispirava i “lupacchiotti” nel distruggere gli avversari.

Aveva una grande autostima: “Quali dei due Francesco, Totti o il Papa, è più importante per Roma? Io vivo qui da 37 anni, lui è invece un novellino”, ha detto Totti.

Francesco ha ammesso di aver letto in tutta la sua vita un solo libro, “Il piccolo principe”. Ha raccontato di votare sempre per la sinistra alle elezioni, pensava che il calcio moderno si fosse trasformato in intrattenimento a causa delle televisioni. Si può non amare Totti per gli stessi motivi per cui non si sono amati altri personaggi del XX secolo. O del medioevo. Troppo brutali, categorici, testardi, veri, ideali. Persone troppo grandi.

Così a volte capita che queste persone abbiano un destino diverso rispetto a quello di tutti gli altri. Nessun “Pallone d’oro”, nessun record da bomber. Il destino è quello di essere un simbolo del proprio tempo. E a dire il vero si sogna anche di diventare una bella statistiche su Wikipedia. Forse anche di più. Essere un genio, essere una leggenda, essere un eroe. Essere uno di quelli su cui poter girare un film non peggiore di “Logan”. Essere grande.

Totti non è riuscito a fare molte cose, ma a questo fatto ha ben rimediato. E’ riuscito ad essere un imperatore.

Se ne sono andati Raul, Ryan Giggs, Frank Lampard, Steven Gerrard. Il tempo dei grandi calciatori sta giungendo alla fine. Il tempo di coloro che brillavano come icone negli angoli rossi dei propri club e non come icone di una marca di mutande. Un tempo in cui lo stemma sul petto, quello sul cuore, era più importante del logo della Nike o dell’Adidas. Un tempo in cui i trasferimenti a Fifa era ancora più virtuali della realtà.

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Gli imperatori se ne sono andati. Antichi e potenti. Persone che entrano in selvaggio conflitto con lo spirito del proprio tempo. Persone non del proprio tempo. Così se ne sono andati gli ultimi imperatori del mondo.

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa.
antosha87sr@gmail.com

Antonino Santoro

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa. antosha87sr@gmail.com