Le autorità autorizzano ufficialmente la vendita online di birra e vino

I superalcolici sono già disponibili oggi sul web, ma sono illegali.

Fonte: NG.Ru 16/05/2017 articolo di Anatolij Komrakov | Tradotto da Andrey Vlasov Aleksandrovič

Già da più di un anno i funzionari russi lavorano per legalizzare il commercio di alcol su internet. Nell’agosto del 2016 questo tipo di attività era stata formalmente vietata. Ma il mercato riesce a raggirare facilmente queste proibizioni. I venditori di alcol online chiedono di legalizzare in qualche modo la loro attività. Per questo già a dicembre hanno elaborato un sistema per il pieno controllo del mercato online di bevande alcoliche. Ma al Ministero delle Finanze sono prudenti. E perciò propongono di partire dal commercio online di bevande a basso contenuto alcolico, lanciando sul web la vendita di superalcolici solo a partire da luglio 2018.

Il Ministero delle Finanze ha elaborato un progetto di legge che prevede un lancio graduale del commercio online di alcol. Lo ha dichiarato martedì il capo del dipartimento delle politiche fiscali e doganali del Ministero delle Finanze Aleksej Sazanov durante la seduta del comitato del Consiglio federale relativamente alle questioni dei bilanci e dei mercati finanziari.

Si presume che inizialmente verrà autorizzata ufficialmente la vendita online di birra e vino con le indicazioni IGP e DOP. Se dal monitoraggio la realizzazione dell’iniziativa risulterà soddisfacente, dall’ 1 luglio 2018 sarà autorizzato il commercio online di tutte le bevande alcoliche. Gli utenti del mercato online verranno inseriti in un’area apposita del Sistema Statale Unificato Informativo Automatizzato (EGAIS) e la licenza per tale attività sarà rilasciata dalla Rosalkogol’regulirovanie (RAR). “Qualsiasi altro sito al di fuori dell’area EGAIS sarà soggetto al blocco automatico”, ha riferito Sazanov.

 

L’idea di legalizzare il commercio a distanza di alcol è stata proposta dal Ministero dello Sviluppo Economico della Federazione Russa e sostenuta dal Ministero delle Finanze e dal RAR. Il capo del Ministero dell’Industria e del Commercio Denis Manturov aveva precedentemente esternato la propria speranza per la legalizzazione della vendita di alcolici a distanza già per la fine del 2017.

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Contro la vendita di alcol a distanza si è opposto il Rospotrebnadzor, la cui responsabile Anna Popova ha comunicato che questo peggiorerà il problema dell’alcolismo nel paese. Mentre il Ministero della Salute ha una posizione moderata: approva la vendita online, ma solo delle bevande a basso tasso alcolico.

 

“Il disegno di legge è già stato elaborato ed è sostenuto a livello concettuale, forse, dal 95%”, ha comunicato Sazanov. “Stiamo creando un’apposita area EGAIS, dalla quale solo il RAR potrà assegnare i nomi ai siti”. Stando alle sue parole per ogni indirizzo web verrà emessa una sola licenza per il commercio online di alcol.

 

Il tempo per mettere a punto i dettagli della nuova legge è stato più che sufficiente. Già nel dicembre 2016 i mass media riferivano circa le consultazioni con i rappresentati dei rivenditori e le società del mercato dell’alcol. Hanno proposto alle autorità un modello di vendita online di alcol, in cui il web store viene registrato nel RAR e dotato del modulo EGAIS. È stato proposto di affidare la consegna degli alcolici solo a corrieri che lavorano a tempo pieno, che avranno l’obbligo di accertare la maggiore età del cliente. Inoltre gli stessi dovranno essere equipaggiati con appositi strumenti: nella loro attrezzatura dovrà essere incluso un terminale per lo scambio di dati online con il modulo EGAIS e un terminale POS per la stampa di QR-code, autorizzati dall’EGAIS. Il pagamento dovrà essere effettuato solo tramite carte di pagamento.

 

Alla richiesta di informazioni da parte di “NG” relativamente all’enorme quantità di siti internet che tutt’ora offrono tranquillamente bevande superalcoliche, senza considerare anche che alcuni di questi rappresentano delle solide reti di negozi offline e che probabilmente possiedono la licenza per la vendita di alcolici, l’ufficio stampa del Ministero delle Finanze ha chiarito che sulla base della legislazione vigente tutti questi siti sono illegali e tutte le offerte di alcol online devono essere bloccate. “Questo genere di questioni sono di competenza delle forze dell’ordine e del Rospotrebnadzor”, ha dichiarato l’ufficio stampa del dipartimento delle finanze. Mentre l’ufficio stampa del RAR, su nostra interrogazione in merito, ha affermato che “le politiche governative nella sfera della produzione e circolazione degli alcolici e dei prodotti a contenuto alcolico sono di competenza del Ministero delle Finanze.”

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“La vendita online di alcol è stata proibita dalla legge adottata nel mese di agosto dell’anno scorso”, ha affermato Pavel Šapkin, capo del Centro nazionale per lo sviluppo delle politiche sugli alcolici. “Fino ad allora a partire dal 2007 c’era una totale anarchia. Oggi in effetti la vendita continua, è illegale, ma in caso di violazione della legge si va incontro ad una sospensione condizionale della pena: dimostrare che la vendita è stata organizzata da un negozio è praticamente impossibile, ad essere multati sono dei “capri espiatori”, i corrieri, che vanno incontro a multe fino a 2,5 mila rubli.

 

“Sì, tutto il commercio online di alcol è ancora illegale, ma è necessario distinguere tra i fornitori in buona fede che vendono su internet prodotti legali e veri e propri truffatori che attraverso questa risorsa smerciano bevande contraffatte pericolose per la salute”, afferma Ruslan Bragin esperto di marketing dei superalcolici e membro della Gilda dei marketer russi. “Mi è difficile immaginare come il Ministero delle Finanze preveda di vietare le vendite. Persino i venditori in buona fede è improbabile che si fermeranno fino all’1 luglio 2018, le loro perdite sarebbero troppo grandi”.

 

“La lotta contro l’alcol illegale attraverso la chiusura dei siti è poco probabile che abbia successo, perlomeno nelle fasi iniziali”, ritiene il capo analista della compagnia TeleTrade Aleksandr Egorov. “Persino adesso nulla ostacola la circolazione illegale di alcolici, nonostante la legislazione proibitiva. Il Ministero delle Finanze ha deciso di prendere il controllo di un fenomeno già esistente. Resta da capire che impatto avrà la procedura di graduale introduzione sul business dei venditori rispettosi della legge che attualmente commerciano superalcolici”

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“La Russia è il mercato numero uno in Europa per quantità di utenti internet. La legalizzazione di internet come canale di scambio mediante norme chiare, precise ed un meccanismo di controllo severo non solo fornirebbe ai produttori rispettosi della legge la possibilità di sviluppare un canale commerciale in più, ma permetterebbe anche di risolvere il problema delle contraffazioni alcoliche. Questo canale deve essere accessibile a tutti i partecipanti al mercato che siano di buona fede”, ha dichiarato a “NG” Elena Kuznecova, direttore della Diageo per le relazioni corporative in Russia. “I benefici della legalizzazione della vendita a distanza sono evidenti. Per lo stato si tratta della creazione di nuovi posti di lavoro, dell’aumento dei ricavi di bilancio, includendo la riduzione del traffico illegale. Per i consumatori è la protezione dal rischio di acquistare prodotti poco sicuri, così come la possibilità di un contatto diretto nel caso di reclami sui prodotti. Per i commercianti di alcol di tutte le categorie (vino, birra e superalcolici) che rispettano la legge vi è la possibilità di sviluppare un nuovo canale di vendita e ottimizzare i propri investimenti. Riteniamo che nella legislazione devono essere inseriti cambiamenti fondamentali come la creazione di un elenco di siti sui quali verrà effettuata la vendita a distanza di alcol ed il blocco extragiudiziale dei siti trasgressori”.

 

“Viviamo nel XXI secolo, internet è inarrestabile, perciò è necessario giungere ad una regolamentazione della vendita online di alcol al più presto possibile, includendo i superalcolici. Oggi nessuno sa quanti prodotti contenti alcol si vendano su internet. Bisogna proteggere i consumatori dai prodotti realmente illegale e dannosi per la salute”, suggerisce Šapkin.

 

 

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Mi chiamo Vlasov Andrey Aleksandrovič e da diversi anni aiuto privati e professionisti a comunicare al meglio in lingua russa.

Andrey Vlasov

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