Quanti russi detengono un’arma?

Fonte Meduza.ru 11/06/2017 Articolo di Pavel Merzlikin Traduzione di Antonino Santoro

Il 10 giugno nel piccolo comune di Kratovo un ex funzionario dell’MČS (Ministero Russo per la difesa dei cittadini e per le situazioni di emergenza – nota di RIT) ha aperto il fuoco e ucciso almeno quattro persone mentre il numero totale dei feriti è ancora ignoto. L’uomo ha sparato con un’arma da caccia illegale in Russia. Nel giugno del 2017 si tratta già del secondo caso di reato domestico che vede l’utilizzo di armi da caccia e ad aver portato alla morte di persone: la notte del 4 giugno un abitante del villaggio turistico nell’oblast’ di Tverskaja ha sparato a nove persone. Il numero totale di armi possedute dai cittadini russi negli ultimi anni è cresciuto malgrado diminuisca il numero delle autorizzazioni ufficiali.

Alla fine del marzo 2017 Sergej Melikov, primo vice comandante generale della Rosgvardija (Guardia Nazionale Russa – nota di RIT) ha informato che alla data attuale circa quattro milioni e mezzo di russi detengono un’arma legalmente: nelle loro mani vi sono quasi 7,3 milioni di armi. Tra queste circa 6 milioni sono armi da fuoco civili, ad esempio armi da caccia, 150 mila sono armi militari, 94 mila sono armi di servizio e circa tremila sono armi bianche.

Melikov ha aggiunto che dall’1 ottobre al 31 dicembre 2016 la Rosgvardja ha esaminato 591mila richieste per l’acquisizione di armi ad uso civile concedendone 551mila.

Negli ultimi anni il numero dei cittadini armati nel paese è significativamente diminuito: nel 2010 erano 5,2 i milioni di russi a possedere un’autorizzazione per le armi. Igor Šmelev presidente del movimento “Diritto alle armi” ha spiegato a “Meduza” che questa tendenza sia dovuta alle ulteriori barriere poste per l’ottenimento delle armi. “E’ aumentato di molto il costo per ricevere l’autorizzazione e quello dei servizi  aggregati quali ad esempio quello dell’esame medico. In generale il costo per il possesso di un’arma è aumentato non di 2-3 volte ma di dieci volte. Per l’ottenimento dell’autorizzazione è stata poi introdotta una formazione obbligatoria che costa non poco. Per i futuri possessori d’armi sarà molto difficile superare il processo per l’ottenimento dell’autorizzazione” ha raccontato Šmelev.

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Alla Rosgvardija fanno poi notare come la diminuzione del numero dei proprietari di armi sia coinciso con l’aumento degli arsenali degli stessi: adesso ogni russo che ha ufficialmente un’autorizzazione possiede più armi rispetto al passato. Secondo Šmelev questo si spiega col fatto che adesso possedere armi a canne rigate è possibile solo dopo aver posseduto armi a canna liscia per diversi anni.

Alla Rosgvardija allo stesso tempo sottolineano che le armi registrate ufficialmente raramente vengono utilizzate per commettere reati. Svetlana Ternova, principale esperta-specialista del Dipartimento per l’organizzazione del lavoro delle licenze e autorizzazioni della Rosgvardija ha affermato che in un anno vengono commessi circa 500-600 reati utilizzando armi registrate ufficialmente. In Russia ogni anno vengono commessi più di cinquemila reati con l’utilizzo di armi. Secondo gli ultimi dati ufficiali del Ministero degli Interni solo nel periodo gennai-aprile 2017 sono stati registrati 2038 reati di questo tipo.

Contemporaneamente il numero di reati connessi al traffico illegale di armi è aumentato del 4,6% raggiungendo il numero di 11290 in 4 mesi. Aumenta anche il numero di casi di fabbricazione illegale di armi: 1954 reati nel periodo gennaio-aprile 2017 ovvero il 7,3% in più rispetto agli stessi mesi del 2016. In totale il mercato nero di armi, secondo diverse valutazioni, raggiungerebbe i diversi milioni di unità.

Il numero dei reati con armi da fuoco in Russia è aumentato di un terzo negli ultimi 6 anni. Se nel 2008-2011 il numero di tali reati si era abbassato (da 4400 a 3818), dopo il 2011 ha iniziato ad aumentare in modo stabile fino a raggiungere il picco del 2015 quando sono stati commessi 5400 reati con armi da fuoco. Nel 2016 Nella federazione Russa sono stati commessi 4992 reati del genere ovvero il 30% in più rispetto al 2011.

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Ivan Solol’ev, professore dell’Accademia del Ministero degli Interni ha spiegato che questa tendenza è in parte legata alla crescita del “mercato nero” di armi e alla generale “sfavorevole dinamica dei reati”. “La mentalità dello sparo che si è creata nella società incita sempre più spesso i cittadini a portarsi sempre e dovunque un’arma e con questa provare a risolvere qualsiasi conflitto. Gli spari non si fermano neanche vicino a persone estranee che rischiano quindi di finire sotto i proiettili. E poi sotto l’effetto di bibite inebrianti o di stimolanti vegetali o chimici il dito in pratica preme il grilletto da solo”- ha aggiunto Solol’ev.

Il professor Solov’ev ha fatto notare come abbastanza frequentemente in tali reati, come nel caso dell’omicidio a Kratovo, vengano utilizzate armi da caccia. “Oggi queste armi vengono non solo possedute ma anche portate in giro e, con il pretesto di andare a partecipare ad una caccia, vengono trasportate nelle macchine in tutto il paese con l’obbiettivo di utilizzarle non solo contro animali ma anche contro le persone. Nei migliori dei casi si tratta di autodifesa con un’arma senza averne autorizzazione” – ha detto il professore.

Igor’ Šmelev è convinto che in molti reati con armi da fuoco ad essere colpevole non è il numero delle armi ma il debole lavoro da parte della polizia. “Molto spesso dopo l’ennesima tragedia si scopre che prima ancora del tragico evento la persona colpevole era stata segnalata alle forze dell’ordine. Ma nessuna misura era stata presa nei confronti del suo comportamento aggressivo” ha affermato Šmelev.

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa.
antosha87sr@gmail.com

Antonino Santoro

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