L’integrazione della Crimea è praticamente conclusa

Fonte Nezavisimaya Gazeta, 02/06/2017. Articolo di Ekaterina Trinfonova. Traduzione di Alessandro Lazzari.

I problemi specifici della penisola lasciano il posto a quelli della Russia intera.

Il Fronte Popolare Panrusso (coalizione di organizzazioni politiche e sociale fondata nel 2011 da Vladimir Putin, ndt) ha tirato le somme del proprio lavoro in Crimea. Alla riunione gli attivisti hanno ammesso che l’integrazione con la Russia è praticamente conclusa. Vero, e a confermarlo c’è soprattutto il fatto che le difficoltà e i problemi che affronta oggi la gente in Crimea sono diffusi anche in altre regioni del paese. Gli abitanti della penisola esprimono anche insoddisfazione per i servizi pubblici, per l’alto costo dei medicinali e per il lavoro inefficiente dei funzionari pubblici.

Stando alle parole degli attivisti del Fronte Popolare Panrusso, nonostante i significativi progressi nel dotare di servizi la Crimea, ci sono ancora problemi: solo negli ultimi tre mesi i membri dell’organizzazione hanno inserito nella lista delle irregolarità 90 discariche e 600 tratti di strada rovinati. Come hanno raccontato dal Fronte Popolare Panrusso a “Nezavisimaya Gazeta”, tutti gli abitanti del posto si lamentano delle società di gestione che “non si capisce proprio dove portino la spazzatura”.

Per quanto riguarda le strade, riferiscono dal Fronte Popolare Panrusso, i cittadini della Crimea hanno già fatto più di 650 segnalazioni in seguito alle quali la penisola “è diventata “leader” del progetto in Russia”. “Le riparazioni delle buche reggono per un paio di mesi e poi nelle strade si riformano nuove buche negli stessi posti. Per esempio, ci è arrivata una lamentela riguardante una delle strade “riparate” di Simferopoli”, ha affermato a “Nezavisimaya Gazeta” l’attivista del Fronte Popolare Panrusso Michail Duda.

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A detta del membro del Fronte Popolare Panrusso Svetlana Samoylenko, in Crimea è già stato avviato il sistema russo di valutazione di qualità della sfera sociale “tenendo in considerazione l’opinione reale dei cittadini”. Allo stesso modo si vogliono coinvolgere gli abitanti della Crimea in un monitoraggio sociale dell’esecuzione del mandato del presidente nella regione.

Gli abitanti locali confermano che gli stipendi e le pensioni sono realmente cresciuti, tuttavia notano anche una crescita obiettiva dei prezzi: per esempio, ora il costo dei prodotti alimentari e delle medicine non si differenzia di molto dal livello di Mosca. Per aiutare i cittadini della Crimea “che vivono in una difficile condizione sociale”, nel partito Edinaja Rossija (“Russia Unita”, partito politico a cui appartengono Putin e Medvedev, ndt) hanno proposto di rimborsare i debiti sovietici. Stando ai calcoli dell’autore dell’iniziativa, il membro del comitato per il bilancio e le tasse della Duma di Stato Dmitrij Belik, in Crimea ci sono più di un milione di persone che sono rimaste vittima del crollo dello stato unitario e che hanno perso all’incirca 3,5 miliardi di rubli sovietici. A detta di Belik, il sistema di compensazione deve essere lo stesso che è in vigore nel resto della Russia, ed “i soldi allo stato devono bastare”. Ricordiamo, tra l’altro, che all’inizio del processo di integrazione della Crimea nessuno al potere aveva mai accennato al problema.

Anche “Spravedlivaja Rossija” (“Russia Giusta”, partito politico di centrosinistra, ndt) ha preparato una relazione dedicata alla Crimea. Per esempio, si parla del fatto che sulla costa meridionale della penisola, in 13 cittadine, gli abitanti possono utilizzare l’acqua solo per un’ora e mezza in due giorni. La conclusione dei membri del partito è sconsolante: “In un’intera serie di questioni – l’ordine di consegna degli alloggi, la provvidenza sociale dei pensionati – i cittadini della Crimea si sono trovati in una falla legislativa”. Stando alle parole della direttrice della sezione della Crimea di “Russia Giusta” Viktoria Bilan, purtroppo nella penisola si sono aggiunti gli stessi problemi presenti nelle altre regioni del paese: “confusione e corruzione nella sfera abitativa comunale, mancanza di personale medico e istituti, burocrazia assoluta nella sanità pubblica”.

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Al Centro per la difesa dei diritti dei cittadini a Simferopoli, ha affermato la direttrice, da inizio anno sono arrivate lamentele riguardanti la riscossione dei pagamenti per il riscaldamento in case dove non ci sono termosifoni. I medici si lamentano della riduzione dello stipendio e della perdita dell’anzianità di servizio. La retta degli asili è cresciuta sensibilmente, in uno dei messaggi sono indicate queste cifre: in due anni crescita da 11 a 23 mila rubli. Molte richieste sono indirizzate al servizio di migrazione: è diventata più complicata la registrazione sul posto di residenza nonostante i pagamenti per i servizi comunali arrivino costantemente ad indirizzi concreti, e per ricevere un passaporto per viaggi all’estero tocca procurarsi vecchi documenti ucraini oppure registrarsi formalmente in un’altra regione della Russia.

Come confermano al Centro, gli abitanti della Crimea hanno già iniziato la battaglia per i propri diritti: per esempio, gettano immondizia sotto le porte di quei funzionari pubblici che non prendono misure per eliminare le enormi discariche di rifiuti.

Sono nato nel 1993 in provincia di Treviso. Nel 2015 mi sono laureato in Lingue, civiltà e scienze del linguaggio presso l’università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi sulla crisi dei missili di Cuba analizzata dal punto di vista sovietico dell’epoca. Nei tre anni a Venezia ho studiato tedesco e russo. Dopo l’esperienza di un semestre all’Università Pedagogica di Tula, ho deciso di tornare in Russia a proseguire i miei studi. Attualmente sono studente magistrale presso l’Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO). Nel tempo libero insegno italiano a ragazzi russi. Sono appassionato di storia sovietica e traduco volentieri articoli di politica ed economia.

Alessandro Lazzari

Sono nato nel 1993 in provincia di Treviso. Nel 2015 mi sono laureato in Lingue, civiltà e scienze del linguaggio presso l’università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi sulla crisi dei missili di Cuba analizzata dal punto di vista sovietico dell’epoca. Nei tre anni a Venezia ho studiato tedesco e russo. Dopo l’esperienza di un semestre all’Università Pedagogica di Tula, ho deciso di tornare in Russia a proseguire i miei studi. Attualmente sono studente magistrale presso l’Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO). Nel tempo libero insegno italiano a ragazzi russi. Sono appassionato di storia sovietica e traduco volentieri articoli di politica ed economia.

  • Roberto

    Per dire come stanno i Crimeani bisogna fare il confronto su come stavano quando erano sotto l’Ucraina! Beh, ora sono davvero dei signori…