La protesta è finita. È iniziata la lotta per il potere

Fonte: Novaja Gazeta 12/06/17

Cosa è successto alla manifestazione contro la corruzione sulla Tverskaja.

La sera dell’11 giugno in Russia si è conclusa un’epoca di protesta civile iniziata sei anni fa. Lo staff di Naval’nyj ha deciso di rinviare la manifestazione in occasione della Giornata della Russia concordato con il municipio sul prospekt Sacharov e sulla Tverskaja. La folla ha esitato, ma soprattutto Naval’nyj ha obbedito. Lev Ponomarev, che tra la confusione si dirigeva sul prospekt Sacharov, ha comunicato che Naval’nyj ha guidato il movimento di protesta.
Ma Naval’nyj, se si guarda meglio, non ha promesso nessuna manifestazione di protesta ed non c’è un responsabile per questa manifestazione. La retorica di Naval’nij ultimamente è concentrata sull’elettorato russo verso il quale parla di una vittoria sulla corruzione.

Il movimento di protesta non esiste più. Esista una lotta per il potere da parte di Aleksej Naval’nyj. In questo, naturalmente, non c’è nulla di male.
La politica, che in Russia si è temuta negli ultimi anni, è una lotta per il potere. L’attuale Costituzione da ai cittadini il diritto di impegnarsi in queste cose. Da ad esempio il diritto di avere delle convinzioni, di creare partiti, di candidarsi alle elezioni e di votare. È però necessario trarre una conclusione particolare da questo stato di cose. Non tutte le persone insoddisfatte dell’attuale situazione in Russia o scoraggiate dalla corruzione, sostengono necessariamente la corsa di Naval’nyj al potere. Possono avere divergenze stilistiche o di contenuto sostanziali nei suoi confronti.
Queste persone non dovrebbero essere registrate automaticamente come “nemici della Russia libera”.

Il cartello recita: CONTRO LA CORRUZIONE E NON PER NAVAL’NYJ

Oltre alla questione della corruzione ci sono altri problemi, ad esempio quello tradizionalmente russo dell’usurpazione del potere da parte di leader carismatici. Nel dibattito su queste sfumature si trova anche il valore della politica di partito, quando le persone non sono unite tanto da un’altra persona, ma da valori che dovrebbero essere discussi di volta in volta e concordati. Proprio in questo consiste il problema principale dei progetti politici personalistici, dove il dibattito non è troppo di scena.
Ecco che una sera a Mosca vengono arrestate 750 persone e a San Pietroburgo circa 600. Il governatore Poltav
čenko non può aver dimenticato la storia del passaggio dei manifestanti davanti al Palazzo d’Inverno il 26 marzo. Per il suo “liberalismo” egli sostiene di aver ricevuto molte parole poco gentili da parte dell’amministrazione presidenziale.

Per fortuna durante il Giorno della Russia, a quanto pare, non ci sono stati gravi incidenti o episodi di violenza. Anche se come si fa a sapere cosa si vede nei video della Commissone di sorveglianza.

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Se resistete verrete arrestati

Il motivo formale per il cambio di posto effettuato da Naval’nyj è stato l’incapacità di trovare un appaltatore per l’installazione di apparecchiature audio sul palco. Hanno rifiutato uno dopo l’altro, ovviamente a causa di una pressione esterna. È chiaro che abbiano deliberatamente avvelenato Naval’nyj per molti mesi: l’attacco al quartier generale, le perquisizioni in ufficio, gli attacchi con la vernice verde sugli occhi e così via. Già durante il raduno i tecnici informatici che aiutavano Naval’nyj hanno comunicato della disattivazione dei canali di comunicazione e di backup utilizzati per la trasmissione in diretta della riunione, ed hanno trovato un cavo di collegamento a fessura che conduce dal secondo ufficio di trasmissione.

Questi sono gli argomenti delle autorità nel dibattito contemporaneo sulla corruzione. L’installazione dell’apparecchiatura audio sulla Sacharova è stata, a quanto pare, l’ultima goccia: Naval’nyj ha deciso di alzare la posta in palio in risposta alla persecuzione.

In risposta alle azioni inadeguate delle autorità una parte dell’opposizione è pronta a ricorrere a pratiche rischiose. Questo si chiama radicalizzazione. Accanto al fronte tradizionale della lotta tra “persone oneste e disoneste”, i manifestanti e le forze di sicurezza, si apre un nuovo conflitto: manifestanti che sono capitati li per caso.

Esiste un rischio reale di essere arrestati semplicemente perché si è malauguratamente capitati sulla Tverskaja al momento della “marcia di opposizione popolare” (cosa ovviamente assolutamente costituzionale). La radicalizzazione non fa più distinzione tra i combattenti – coloro che sono deliberatamente scesi in strada e non combattenti – coloro che in quel giorno stavano semplicemente camminando per la strada principale per andare al McDonald. Uno dei principi fondamentali del confronto viene violato, e non si può dire che l’opposizione lo abbia fatto per prima.

Eppure nel 2017, forse per la prima volta, la festa del 12 giugno ha acquisito un proprio significato. La gente  è scesa in piazza con il tricolore in maniera massiccia e senza alcun ordine. Il significato di questo giorno era ancora sottovalutato: è il punto della nostra storia politica in cui la Russia per la prima volta ha detto di voler essere un paese normale. Un paese in cui gli interessi dei cittadini valgono più dei successi geopolitici. Ora grazie ai ventenni sostenitori di Naval’nyj, pronti a protestare portando i simboli nazionali, la storia sembra essere essere arrivata ad una nuova svolta.

Nel breve periodo ci attende una lotta prolungata per la delegittimazione della procedura delle elezioni presidenziali a cui di fatto non parteciperà nessun candidato dell’opposizione.
Dopo il 26 marzo è apparso chiaro che per assicurare il successo della nuova opposizione in strada era necessaria una seconda azione di successo. Il 12 giugno è stato un evento su grande scala anche se non come nelle intenzioni degli organizzatori. Grandi manifestazioni si sono svolte comunque in decine di città russe.
Ma finora la partita di Naval’nyj contro autorità è in pareggio. Anche se l’opposizione ha avuto risorse sufficienti  per proseguire con una mossa a sorpresa a Mosca, l’azione non è stata al livello di quella di marzo e non sono riusciti a portarla ad un livello superiore. Tuttavia l’iniziativa è ancora dalla loro parte e le autorità, allo stesso tempo, non sono ancora in grado di offrire un concetto coerente per le elezioni presidenziali.

Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.

Marcello De Giorgi

Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.