La ragazza dal bikini rosso: storia di una cameriera scappata a nuoto dall’URSS

Fonte: pure-t.ru traduzione di Francesca Loche

La diciottenne ucraina Lilja Gasinskaja nel lontano 1979 non ha esitato un secondo di fronte alla domanda: ma non è ora di andarsene da qui? Quando la nave da crociera “Leonid Sabinov”, sulla quale lavorava, nel mese di gennaio si trovava ancorata nella baia della città australiana Sidney, Lilja, senza pensarci su troppo è riuscita a passare da un oblò per saltare in acqua e dirigersi a nuoto verso la libertà. Per poter passare dall’oblò la ragazza è dovuta scappare solo con il bikini che aveva addosso. Arrivata sulla spiaggia di Pyrmont, nei pressi di Sidney, in inglese stentato si è rivolta a un uomo che passeggiava con il suo cane chiedendogli dei vestiti e di darle aiuto. Poi la storia della sua fuga è diventata un romanzo giallo. Gli impiegati dell’ambasciata sovietica, a cui dalla nave era stata comunicata la fuga di Lilja, hanno organizzato delle ricerche ma i collaboratori del giornale “Daily Mirror” avevano nascosto la fuggitiva in un posto segreto in cambio di una serie di interviste in esclusiva e foto in bikini.

Come era facile aspettarsi, la fuga di Lilja divenne subito la notizia del giorno. Praticamente tutti i media australiani cercavano di mettersi in contatto con Lilja e ottenere una sua intervista. Si dovette addirittura coprire con un velo la testa di una giornalista del “Daily” per organizzare così un’intervista con Lilja Gasinskaja senza rivelare dove la ragazza, ormai conosciuta con il soprannome di “ragazza dal costume rosso” e diventata una celebrità, si trovasse veramente.

La giovane fuggitiva raccontò di aver pianificato da tempo la sua fuga, per questo aveva cominciato a lavorare sulla nave. E aveva scelto proprio l’Australia perché vedendo delle foto su un giornale illustrato si era convinta che fosse il paese più bello del mondo. La ragazza confessò inoltre di odiare l’Unione Sovietica e il suo sistema con ogni fibra del suo corpo.

Il primo sforzo fatto da Lilja nel processo di costruzione del capitalismo fu firmare un contratto da 15 milioni di dollari con il giornale “Penthouse”: le sue fotografie di nudo artistico apparvero sul primissimo numero dell’edizione australiana della rivista con il titolo “la ragazza dal bikini rosso, senza bikini”.

Poi la ragazza decise di sfruttare al massimo la sua celebrità e si iscrisse ad una scuola per modelle. Ad ogni modo non fu facile per Lilja ottenere lo status di rifugiata. Molti funzionari erano scettici sul fatto che l’Unione Sovietica la perseguitasse per motivi politici. Come disse uno degli osservatori, il paese non può dare lo status di rifugiato a chiunque  trovi noioso fare compere nei negozi sovietici.

Per quanto riguarda la vita privata di Lilja, la sua prima relazione fu con il fotografo della rivista “Daily Mirror”. Padre di tre bambini, abbandonò la famiglia per Lilja. Grazie a ciò la ragazza ottenne la cittadinanza australiana e nel 1984 sposò il ricco uomo d’affari Ian Hayson. Nel 1990 i due divorziarono e “la ragazza dal bikini rosso” scomparve definitivamente dalle pagine dei tabloid e tornò ad essere una persona normale. Questa è la sua storia.

Nata a Cagliari, dove il sole splende 300 giorni l’anno, ha scelto Mosca con i suoi freddi e lunghi inverni come città adottiva. Attualmente insegna italiano presso l’università Higher School of Economics di Mosca, è interprete freelance e coltiva senza sosta le sue passioni per la Russia, i viaggi e la traduzione.

francesca.loche@gmail.com

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Francesca Loche

Nata a Cagliari, dove il sole splende 300 giorni l’anno, ha scelto Mosca con i suoi freddi e lunghi inverni come città adottiva. Attualmente insegna italiano presso l’università Higher School of Economics di Mosca, è interprete freelance e coltiva senza sosta le sue passioni per la Russia, i viaggi e la traduzione. francesca.loche@gmail.com